lunedì, Novembre 11

Il Marocco e le problematiche di genere

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La condizione delle donne in Marocco ha avuto una rapida svolta nell’ultimo decennio con l’approvazione della Mudawana, la raccolta di leggi sul diritto di famiglia, promulgata nel 2004. La nuova normativa alzò l’età per il matrimonio, diede la possibilità di divorziare e di lavorare. In Marocco, nell’arco di un secolo sono stati fatti passi notevoli nel campo dell’educazione femminile. Le difficoltà maggiori per le donne derivano dal persistere di un’incompleta percezione dei diritti di eguaglianza tra uomo e donna e ciò si manifesta nella condizione di “eterna minore” perché nella scelta matrimoniale la donna è sottoposta alla tutela del padre o di chi ne fa le veci. Con la Riforma del codice marocchino del 2004 si è cercato di limitare gli eccessi, ma restano forti difficoltà per l’implementazione di nuovi diritti in una società culturalmente radicata nelle tradizioni. Sebbene la legge dichiari l’uguaglianza di genere, si registra ancora uno scarso inserimento della donna nel mercato del lavoro. Alcune ragazze si ribellano alla tradizione e cercano di rifiutare il matrimonio pur di restare libere ed indipendenti, ma non sempre la famiglia di origine è pronta ad accogliere e a comprendere tale “ribellione” e ciò genera gravi conflitti generazionali. Sono numerose le Organizzazioni non Governative e le attiviste per i diritti delle donne che tentano con azioni e studio di contrastare le problematiche di genere, come l’attività dell’Associazione “Caravan Synergie Civique”, impegnata a considerare il lavoro artigianale come indicatore delle conoscenze accumulate dalle donne e quindi tentare di concretizzare emancipazione femminile a partire dal lavoro. L’esperta di diritti umani Ihem Marzouki, in un saggio sulle condizioni delle donne, affermava la necessità di emanciparsi a partire da se stesse, dando vita ad associazioni femminili che in piena libertà possano promuovere dibattito e riflessione. Tali idee hanno sollecitato alcune donne all’azione, creando riviste: “Femmen et Islam” con redazione a Casablanca o le opere sul diritto e la donna curate dal Centre pour Femmes et Developmnet. Obiettivi primari restano la discussione e la promozione di leggi a salvaguardia dei diritti dei cittadini e l’educazione al rispetto della dignità in un contesto etico caratterizzato da diverse visioni culturali e sociali. Il tema dei diritti s’incrocia con il diritto islamico e occorre evitare una lettura di parte. Compito dell’Occidente, e soprattutto per l’Italia considerata la vicinanza geografica, è quello di sostenere le istituzioni marocchine nell’opera di progresso giuridico, riservando la dovuta attenzione alle ONG e alle attiviste per i diritti umani impegnate in Marocco e in Africa del Nord.

Articolo dell’analista IREPI Domenico Letizia pubblicato per il Quotidiano “Roma – il Quotidiano di Napoli“:

 

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