lunedì, Novembre 11

L’Istituto francese di Firenze: più di un secolo di attività

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La Francia è sempre stata la nation littéraire per eccellenza, un terreno culturale molto fertile, dove la cultura si è dispiegata in una delle sue forme più raffinate ed eleganti che il genere umano abbia mai conosciuto. E questo i francesi l’hanno sempre saputo, tanto da includere i circoli culturali nella sfera pubblica e saziare quell’interfaccia cultura/società che ha reso “illuminata” e grande la nazione. A questa attenzione per la promozione della cultura se ne è aggiunta un’altra, e cioè quella ad irradiarla (il famoso “rayonnement”) nel resto del mondo, in nome di un universalismo che fino ad un certo punto ha trovato buone giustificazioni anche e soprattutto in campo economico e politico. A partire dal XVII  secolo la Francia ha costruito infatti un impero coloniale con terre in Asia, Africa, America settentrionale e addirittura Oceania, che solo a partire dagli anni Cinquanta del Novecento ha cominciato a vacillare. Se analizziamo la situazione attuale, possiamo benissimo affermare che la Francia ha perso il suo secolare ruolo di guida del mondo ma non la sua influenza culturale che, invece, può contare ancora su alcuni primati importanti (basti pensare all’uso della lingua francese) grazie anche all’attivazione di strumenti di diffusione culturale come l’ OIF (Organizzazione Internazionale della Francofonia), l’Académie française e l’Institut français che proprio il 9 novembre festeggia i 110 anni dalla fondazione della sua prima sede nel mondo, niente poco di meno che nella bellissima città di Firenze.  L’Institut français è un’organizzazione pubblica creata con lo scopo di sostenere e promulgare la lingua e la cultura francese nel mondo. Esso fa capo al Ministero degli Esteri francese ed in particolare alla rete culturale dell’Ambasciata di Francia. Conta più di 150 sedi sparse in tutto il mondo, di cui 5 in Italia: Roma, Milano, Firenze, Napoli e Palermo.

Perché proprio a Firenze la prima sede?

Fondato il 9 novembre 1907, l’Institut fu inaugurato il 27 aprile 1908, in presenza di rappresentanti della cultura come Paul Sabatier, Pio Rajna, Guido Mazzoni, Pasquale Villari e Robert Davidsohn, su iniziativa di Julien Luchaire, intellettuale interessato alle relazioni franco-italiane, in collaborazione con l’Université de Grenoble. Fin da subito Luchaire si impegnò a stringere e valorizzare strette collaborazioni tra l’Institut e  l’Università di studi di Firenze, il Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux, associazioni culturali e personalità intellettuali e politiche di spicco del tempo.  La scelta di Firenze non era avvenuta infatti per motivi casuali. Firenze continuava ad essere dopo tanti anni la capitale della cultura italiana, sosta obbligatoria nei grand tour di intellettuali e rampolli dell’ancien régime e incubatrice di nuovi movimenti artistici, letterari ed intellettuali.

L’Analista IREPI Marilea Laviola

Soprattutto, Firenze ospitava il  Kunsthistorisches Institut, l’istituto tedesco che rafforzava i rapporti tra Italia e Germania già sigillati dalla Triplice Alleanza. Nel tentativo di incrinare questa pericolosa intesa, l’IIF intendeva sviluppare una sorta di “diplomazia culturale” alternativa tra Italia e Francia e addolcire i loro rapporti in un momento in cui non erano poi così floridi.  Dopo una breve permanenza in via San Gallo, nel 1912 l’Istituto si stabilì nello storico Palazzo Lenzi a piazza Ognissanti.

Con la prima guerra mondiale venne integrato nella rete diplomatica francese e utilizzato a fini di propaganda: lo stesso Benito Mussolini ricevette fondi per promuovere l’entrata in guerra dell’Italia tramite l’Istituto. Solo nel 1950 lo Stato francese comprò il palazzo dove l’Institut français tuttora ha sede insieme al Consolato Onorario di Francia e alla Libreria francese. L’attività dell’Istituto si svolge con un’intensa serie di iniziative e di scambi tra cultura francese e italiana: particolare attenzione è stata rivolta, nel corso del secolo, allo sviluppo della Biblioteca/mediateca e dell’Emeroteca che recentemente, nell’ambito di un programma di rinnovamento e riorganizzazione degli spazi, ha ampliato le collezioni (cinema, multimedia, libri per ragazzi, romanzi contemporanei).

Con 60.000 libri, di cui 30.000 in sede, 1.500 tra dvd e vhs, 300 cd musicali, 40 differenti testate giornalistiche la biblioteca/mediateca dell’Istituto Francese apre le porte alla contemporaneità e aspira ad affermarsi come laboratorio multimediale dell’apprendimento linguistico e centro di aggregazione, conservazione e diffusione della cultura francese.

In occasione dei 110 anni dalla fondazione, l’Istituto Francese di Firenze ha chiesto ai suoi più fedeli frequentatori di portare una testimonianza personale: una storia, il titolo di un libro o di un film particolarmente importante per la propria vita, un oggetto (dal biglietto di un museo al menù di un ristorante ad una foto) significativo del legame con la Francia. Durante la serata, in presenza del Consigliere culturale dell’Ambasciata di Francia, Christophe Musitelli, interverrà il Sindaco di Firenze Dario Nardella, mentre altrettanto attesi ospiti della serata saranno i calciatori francesi della Fiorentina: Valentin Eysseric, Vincent Alain Laurini, Cyril Thereau, Jordan Veretout.

Appuntamento a giovedì 9 novembre alle ore 19 presso l’Institut français di Firenze, piazza Ognissanti 2.

Articolo dell’analista IREPI Marilea Laviola 

 

 

 

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