domenica, Dicembre 15

Caucaso, nuova meta per imprenditori e turisti

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L’ area geografica del Caucaso, soprattutto la parte compresa nella Federazione Russa, è stata per anni sconvolta da cruenti guerre e continue operazioni terroristiche che hanno così creato una difficile situazione sociale ed economica. Negli ultimi anni sembra essere tornata in vigore una certa stabilità sia della politica che delle componenti sociali con la conseguenza, per l’ area stessa, di iniziare ad attrarre, seppur ancora timidamente ed in maniera circospetta, l’ interesse di molti. Sia dall’esterno che dall’interno della vasta Federazione Russa stessa. Certo la situazione galleggia su labili confini di stazionarietà e le violenze restano ancora presenti seppur messe a covare sotto la cenere. Cenere che potrebbe ridiventare presto nuovo fuoco a causa di una qualsiasi tipologia di scintilla o magari raffreddarsi sempre di più proprio grazie a queste aperture e manifestazioni d’interesse esterne. Le quali potrebbero dare il via a qualche cambiamento di mentalità e conseguentemente di rotta da parte di fondamentalisti, estremisti, tradizionalisti, oppositori o semplici persone anelanti ad un cambiamento radicale con il sogno di una vita presumibilmente migliore. Che i venti soffianti sul Caucaso atti a riaccendere le fiamme nascano in loco o che non siano propriamente autoctoni è una disquisizione che lasciamo ad esperti analisti geopolitici.  Negli ultimi anni, comunque, c’è stata una decisa riscoperta del Caucaso in generale. Le repubbliche Transcaucasiche di Azerbaijan, Georgia ed Armenia, seppur non abbiano ancora risolto le drammatiche controversie tra di loro o con la Russia, veleggiano verso una significativa ripresa grazie anche a molte entrature esterne, sia in ambito economico con diversi rapporti commerciali ed imprenditoriali, ma anche in ambito di partnership politiche. Un’attrazione molto importante è fornita dal settore turistico. Mare e montagne non mancano e quei luoghi che per molti erano considerati lontani e difficili, da qualche anno hanno iniziato ad esser sulla lista di molti. Non mancano gli appartenenti alle varie repubbliche ex CSI, che però hanno sempre frequentato questa area sin dai tempi del’ Unione Sovietica, ma non sono certo da meno polacchi, ungheresi, tedeschi, nordamericani, senza dimenticare turchi ed iraniani, giusto per citare alcune presenze costanti e significative. E gli italiani? Spinti da nuove rotte aeree low cost, in maniera organizzata da agenzie od in veste di backpackers indipendenti iniziano anche loro a frequentare queste località. La situazione presenta invece delle differenze sul lato nord della catena montuosa, nelle repubbliche Ciscaucasiche facenti parti della Federazione Russa. In questa vasta area che si dipana anch’essa dal mar Nero al mar Caspio le violenze sono ricordi ancora più recenti ed attuali con la ripercussione di aver creato forti paure e diffidenze all’esterno. Una delle peggiori calamità per un qualsiasi popolo, soprattutto per popolazioni che vorrebbero farsi conoscere ed apprezzare quali realmente sono ed al netto di elementi marci o di eventuali manipolazioni trovabili in ogni gente, è il pregiudizio di cui diviene vittima. Ed un forte pregiudizio ricopre la regione montuosa del Caucaso russo e le sue repubbliche. Ciò fa si che l’ area geografica in questione, solo recentemente abbia iniziato a beneficiare di un certa attenzione imprenditoriale e turistica. Anche in Italia. Già alcuni imprenditori, considerati temerari dai più, hanno cominciato ad addentrarsi nella zona restandone comunque perlopiù, geograficamente parlando, ai margini operando in territori e repubbliche limitrofe al cuore del Caucaso, la fascia montuosa vera e propria, quali la Calmucchia, la zona di Krasnodar, quella di Stavropol ed ovviamente la più sviluppata costa del mar Nero da Gelendzhik a Sochi. Sono diversi i piccoli e medi imprenditori italiani che si stanno avvicinando al Caucaso dopo averne scoperto le numerose potenzialità. Non solo ristorazione ed agricoltura ma anche componentistica e qualche infrastruttura. Questa scoperta del Caucaso ha portato e sta portando business italiano fin nelle repubbliche de facto di Abkhazia ed Ossezia del Sud, seppur con alcune difficoltà che non hanno comunque spaventato gli investitori. Non è da meno il settore turistico neanche nel Caucaso del nord, che se prima era appannaggio di russi appassionati di trekking, sci e mare e di pochissimi nordeuropei, nordamericani e giapponesi mossi soprattutto dalla curiosità di visitare “ex scenari di guerra” ora inizia ad attirare anche i primi italiani. Qualche giornalista, qualche imprenditore per singoli affari, qualche studioso, qualcuno legato al settore medico ed assistenziale, qualche viaggiatore indipendente ogni tanto ha fatto capolino nelle capitali delle varie repubbliche ma gruppetti di turisti veri e propri, negli anni post Urss, che si spingono fin sulle cime e nei villaggi fuori dalle normali vie di comunicazione non si erano praticamente mai notati. Questi primi viaggi, organizzati grazie alle esperienze di un manipolo ristretto di backpackers italiani che frequentano la regione già da tempo, creano emozioni ed esaltano l’ orgoglio anche e soprattutto nella popolazione locale che ha finalmente la possibilità di mostrarsi ed aprirsi al mondo. Dopo esser stati per anni solamente oggetto di indagini giornalistiche e di studio. Il Caucaso russo resta comunque un’ area considerata ancora insolita. Ma la regione d’ Europa meno conosciuta nonostante sia tra le più affascinanti, intriganti e ricche di bellezze naturalistiche, storia, cultura, tradizioni fa parlare sempre maggiormente di sé. E non più per fatti drammatici.

Articolo di Luca Pingitore dell’Associazione Viaggiatori Indipendenti 

 

 

 

 

 

 

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