mercoledì, ottobre 17

Sviluppo della Cina nella Regione del Mediterraneo. I nuovi investimenti e la via della seta” da Rome MED 2017

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A cura dell’Analista IREPI Dott.ssa Valentina Spagnolo

DIALOGUE

TOWARDS A MEDITERRANEAN PROSPERITY

Siqing CHEN, Chairman, Bank of China

Jeffrey D. SACHS, Director, Earth Institute, Columbia University, USA

Riconduciamo l’attuale analisi sugli investimenti provenienti dalla Cina nel Mediterraneo, sull’impronta lasciata dalle dichiarazioni dal Chairman di Bank of China SIQING CHEN, durante il dialogo del Programme Rome MED 2017. I caratteri salienti della politica descritta con massimo entusiasmo, sono sicuramente la apertura al dialogo in vista della valorizzazione ed espansione dei plans di investimento e sviluppo per l’area mediterranea, già da tempo avviati. Le precedenti  discussioni sulla ricerca delle modalità per operare in questa zona, sono state già risolte ed hanno trovato delle risposte concrete, per portare nuove motivazioni ed energie allo sviluppo.
Oggi, la volontà espressa, è  quella di condividere e promuovere prospettive allargate allo sviluppo, sempre nell’ area mediterranea, in incontro con la Cina e la stessa Europa. La promozione del modello di sviluppo pacifico, e la costruzione di prosperità sono gli obiettivi che corrono parallelamente sulla via tracciata in seno alle evoluzioni del mercato e degli investimenti. La dimostrazione di tali risultati è anche data dalla posizione assunta dal Presidente cinese, a partire dal 2013, che  ha battuto su dei punti cardine importantissimi, quali: il beneficio condiviso, il libero commercio, la circolazione di capitale e l’unione  tra i vari Paesi. L’evidenziare il totale investimento mediante cifre pari a 120.000 posti reali forniti, è un dato a  dimostrazione della fattuale creazione di nuovi posti e dello stesso sviluppo comune. Ciò è oltremodo rilevante, in quanto delinea la Regione mediterranea come un simbolo di ponte economico, di affluenza e sbocco. Fin dai tempi antichi, la Cina ha rappresentato un punto di contatto per ovest ed est, ed un esempio ne fu proprio la via della seta. Su tale selciato, la regione mediterranea, rappresenta un punto cruciale per mare e terra , godendo di un’ottima posizione geografica.  Nel 2014 si è parlato molto dell’attuale Cina occidentale e i treni Cina- Europa sono diventati un ottimo mezzo di trasporto. In tale orizzonte, dovremmo continuare a pensare per la costruzione di grandi infrastrutture e progetti.  Sappiamo tutti che, la Regione è  anche uno sbocco per il progetto “One Belt One Road, di cui lo stesso Presidente di  Bank of China ha discusso, partecipando lo scorso 30 Novembre alla conferenza “Belt and Road initiative: building a concrete roadmap for Italy and China’s joint growt“, Tale iniziativa, promossa dal Business Forum Italy China nella sede di Assolombarda a Milano, lanciata su iniziativa del programma  da parte del presidente cinese Xi Jinping nel settembre 2013. Si tratta di un’iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia. Comprende le direttrici terrestri della “zona economica della via della seta” e la “via della seta marittima del 21mo secolo“. Partendo dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica, la strategia mira a promuovere il ruolo della Cina nelle relazioni globali, favorendo così i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali per le imprese cinesi. Non dobbiamo dimenticare come, l’investimento tra la Cina e la Regione mediterranea godano delle vie di transito percorribili, e ciò sia un valore di crescita per il mercato cinese, soprattutto per il campo alimentare, nella commercializzazione di prodotti come  il vino oppure l’ olio. Attualmente, il volume degli scambi ha superato 150 miliardi di dollari (nel solo 2016), e l’aumento degli scambi fornirà sempre più nuova energia ed aumento. Così, possiamo affermare l’esistenza di una grande dimensione di sviluppo, in confronto ed esempio con l’India, oppure la creazione di ponti di cooperazione come accaduto tra Cina ed Egitto. L’ accelerazione della capacità regionale è anche rappresentata dall’emergenza di tutti i presupposti per una completa evoluzione verso la convivenza pacifica tra i popoli. Ancora dal punto di vista finanziario, dobbiamo evidenziare come Bank China sia la quarta banca mondiale,  oggi impegnata nella costruzione di una grande arteria bancaria per il progetto della “One Road” sopra riportato. Ad oggi, sono 170 i progetti, e sono stati investiti 90 miliardi di dollari per supporto a queste regioni, grazie anche alla cooperazione dell’Italia, la Francia ed il Portogallo, in vista di un’estesa costruzione di servizi nell’area mediterranea. In tale ottica, sono da evidenziare 5 aspetti, per cui l’apertura del dialogo dovrà apportare fra le politiche “Made in China” le seguenti: un piano industriale  4.0 che abbia punti di connessione per una possibile  cooperazione, le numerose agenzie e filiali in Europa per la diffusione del commercio. Infatti, la Cina sta aumentando tali legami in promozione di sinergie in vari ambiti, per supportare strategicamente tali rapporti. Nei prossimi 5 anni, circa 10.600 miliardi di dollari per la costruzione di infrastrutture verranno immessi, con impegno da parte di tanti Paesi, soprattutto in termini di infrastrutture ed innovativo operato, in funzione dell’investimento stesso. I fondi sovrani e pensione, aiutano a suddividere i rischi, ed a supportare i progetti di sviluppo. Si riportano oltre 20 paesi nella zona mediterranea impegnati, come  garanzia  per il ritorno degli investimenti. Bank China,  per mezzo di 50 succursali, ha creato una rete globale, che dimostra essere garanzia, su criteri e servizi molto ampi. E’ piazzato come veicolo di servizio per la corrispondenza d’impresa tra mediterraneo e Cina.  E’ quindi vivo  il vento per cooperare in vari settori, grazie anche alla partecipazione dei Capi di Stato. La necessità dell’intermediazione finanziaria, è uno degli aspetti di maggior rilievo per la politica e finanza di sviluppo, ed anche per il supporto a protezione dell’ambiente, e per l’ottimizzazione dell’investimento. Fornire maggiori informazioni, e soprattutto intensificare il dialogo tra i popoli per continuare la presenza lungo il percorso in Spagna ed in Egitto, a supporto di ogni paese implicato, fornendo diversi servizi, quali il turismo e lo sviluppo dei sevizi. L’organizzazione, necessaria per la promozione e la diffusione di tali eventi, sarà altamente necessaria nella Regione. E sebbene la Cina sia distante, il nostro auspicio è quello della condivisione, la Cooperazione è il fine ultimo per nuovi traguardi di stabilità e sviluppo.

Quando si parla di Cina si parla di costruire, e la nuova via della seta è uno dei più grandi progetti odierni di sviluppo. Se ci fosse stato anche un programma europeo di sviluppo, magari si sarebbe  anche parlato di un collegamento di cooperazione oltreoceano. Il quesito rivolto al Jeffrey D. SACHS, Director, Earth Institute, Columbia University, USA è: ”Come vede le possibilità della riduzione della povertà e disuguaglianze?

Non è una situazione positiva , la crisi economica ha dato un peso rilevante alla Regione.  Tutta la regione meridionale è stata di crisi e conflitti non investimenti.  L’Europa non ha avuto una politica estera indipendente di risoluzione, ma solo di incameramento degli immigrati. Sul piano geopolitico non esiste un collegamento tra i Paesi europei e la regione mediterranea, è presente un’ assenza di iniziative. Le energie rinnovabili,(l’energia solare e l’eolica), per il Mediterraneo sono fortemente incidenti sulla Regione. Ci sono zone dove si dovrebbe investire nelle tecnologie rinnovabili, in modo che ci sia interconnessione energetica in una rete che possa de carbonizzare, creando anche molti posti di lavoro. In Italia, Eni ed Enel potrebbero investire. Oggi l’attuazione  dell’Accordo di Parigi è in stallo, per cui la riunione Ope ha rimandato il progetto al 2019.  Assistiamo ad 1.1 grado di incremento della  temperatura globale, quindi ad una fase di forte cambiamento climatico. Dobbiamo orientare tutti gli investimenti verso il rinnovabile ..solare, geotermico..,  grazie anche ai prezzi in diminuzione dalla Cina, si può arrivare ad una svolta. Ci sono stati quattro uragani, ed incendi nel nord occidentale della California, 360 miliardi di dollari di danni. Scienziati del clima dicono che, la Regione sarà distrutta dal cambiamento climatico , secondo loro studi e modelli. L’olivicultura, per esempio sarebbe distrutta, coinvolgendo  per prima l’agricoltura.  L’Europa ha già capito, per questo la politica dei conflitti, per esempio come quello contro la Libia, è un investimento senza futuro e crescita. Dobbiamo prendere atto della realtà dove ci troviamo. Anche il Medio- Oriente deve prenderne atto, è necessario fare una coalizione ampia, anche in Germania. Purtroppo, Bruxelles ha una visione nord – Europea. La situazione in Siria, Libia, Afganistan e una nuova idea di guerra con l’Iran, pone dei confini disastrosi in vista di una pace globale . Il rovesciamento dei regimi, porta ad uno stato d’instabilità. Anche la crisi siriana ha destabilizzato anche l’Europa..ma l’Europa non ha detto basta. I paesi vicini dell’Europa sono in una situazione esplosiva”. 

Quindi, l’accordo con la Cina è un ottimo spunto sulla via della cooperazione sopra i conflitti.

Uno dei risultati principali è l’immigrazione, e parliamo di prosperità condivisa, anche se  la situazione non migliora rispetto al passato.  Le guerre, la crisi dei rifugiati, i conflitti in Afganistan..Iraq. .Libia. ..Iran, l’idea che gli Usa possano scegliere il governo per questi Paesi.  Negli anni 50, i Paesi del Sud avevano 120 milioni di abitanti ..250 milioni insieme. In Europa oggi è raddoppiato il livello concentrato del 50%, ed è rimasto inalterato quello europeo che è in confronto il 24% del totale. Quindi ci sarà una realtà ingestibile, se non in sviluppo. Dobbiamo pensare ad una nuova economia sostenibile.

  La Cina è diventata la nuova economia sostenibile …investe nel futuro.

 L’Africa sud-sahariana oggi ha 1 miliardo di persone, e la popolazione è aumentata 6 volte dagli anni 50. In proiezione al 2020 saranno 4 miliardi di persone, e l’Europa non cambierà.

Cosa dovreste fare davvero per fronteggiare il problema dell’immigrazione quindi?

La traiettoria demografica dovrebbe essere canalizzata, si dovrebbe favorire l’istruzione e futuri posti di lavoro per un futuro stabile. Gli investimenti in Africa non vengono attuati da Bruxelles, e ciò sarebbe l’unico modo per una risposta a lungo termine.  Quindi il bilancio è molto limitato, sia per gli Usa che per l’Europa. Ci saranno tagli delle tasse in Usa, ma non fondi per il contrasto ai cambiamenti climatici.  Ciò che dice il governo con Trump non va preso sul serio, ma l’Europa deve avere una politica estera proporzionata ai propri bisogni, orientata alla pace e non schierata con nessuno, come con gli Usa”.

 

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