mercoledì, giugno 20

Scoprendo l’Artico: nodo strategico del futuro

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L’Artico rappresenta un contesto geografico cruciale per il mondo intero e nell’immediato futuro sentiremo sempre più dibattere sulle problematiche e le prospettive di tale zona. Una regione di grande interesse per lo sfruttamento delle risorse marine e per le piattaforme sottomarine. I calcoli dicono che nella zona del Circolo Polare Artico sono presenti il 30% delle risorse di gas naturale mondiale e il 15% di petrolio. Un contesto geografico che è divenuto oggetto di interessi geopolitici ed economici. Canada, Danimarca, Islanda, Norvegia, Russia, Stati Uniti e Italia mantengono alta l’attenzione attraverso la sottoscrizione di vari accordi di natura diplomatica ed economica. Non dimentichiamo che per molti aspetti le problematiche dell’Artico possono essere comprese anche guardando al Mediteranno.

L’IREPI ha sviluppato numerosi approfondimenti sull’Artico e la sua geopolica:

Tentiamo di approfondire l’attuale dibattito sull’Artico con l’ambasciatore italiano nel Regno di Norvegia, Giorgio Novello, attraverso un’intervista di Domenico Letizia, pubblicata per la rivista “Notizie Geopolitiche“:

SCOPRENDO L’ARTICO GUARDANDO AL MEDITERRANEO. NE PARLIAMO CON L’AMBASCIATORE NOVELLO

Un’analisi sulle prospettive geopolitiche dell’Artico in rapporto al Mediterraneo è ripresa dall’Agenzia Stampa Estero:

SCOPRENDO L’ARTICO GUARDANDO AL MEDITERRANEO: NE PARLIAMO CON L’AMBASCIATORE NOVELLO

Negli ultimi anni è in costante crescita l’attenzione di numerosi Paesi verso l’Artico. I Paesi asiatici sono interessati alle straordinarie opportunità del Grande Nord e Cina, India, Giappone, Corea del Sud e Singapore sono sin dal 2013 osservatori permanenti del Consiglio Artico, l’organo intergovernativo che gestisce le politiche della regione. L’Artico rappresenta una zona cruciale per il mondo intero e nell’immediato futuro sentiremo sempre più affrontare e dibattere sulle problematiche e le prospettive di tale zona geografica. Una regione di grande interesse per lo sfruttamento delle risorse marine e per le piattaforme sottomarine. I calcoli dicono che nella zona del Circolo Polare Artico sono presenti il 30 per cento delle risorse di gas naturale mondiale e il 15 per cento di petrolio. Un contesto geografico che è divenuto oggetto di interessi geopolitici ed economici. Canada, Danimarca, Islanda, Norvegia, Russia, Stati Uniti e Italia mantengono alta l’attenzione attraverso la sottoscrizione di vari accordi di natura diplomatica ed economica.

L’anno scorso si è svolta a Roma una conferenza internazionale organizzata dal Cnr e dall’Ambasciata del Regno di Norvegia in Italia nella quale si è discusso delle prospettive politiche ed economiche della zona artica. In apertura della conferenza, Bjørn T. Grydeland (già Ambasciatore di Norvegia in Italia), ha ricordato che l’Italia e la Norvegia sono estremamente legate dall’interesse verso l’Artico e che il Belpaese è tra i primi Paesi non nordici ad essersi interessato all’Artico e alle sue prospettive.

L’Ambasciatore Bjørn T. Grydeland ha dichiarato:

“L’Artico costituisce l’area d’interesse più importante per la politica estera norvegese, e per noi è particolarmente importante lavorare per garantirne la stabilità, la gestione sostenibile, la cooperazione internazionale e per rafforzare la crescita economica. Apprezziamo il contributo dell’Italia in termini di avanguardia tecnologica e il concentrarsi sulla conservazione dei beni culturali e ambientali della zona. L’Italia è stata tra i primi a rendersi conto che ci sono sia opportunità sia sfide nella regione artica di enorme interesse globale, con più di 100 anni d’impegno per la regione. Anche la partecipazione dell’Italia nel Consiglio Artico è importante e preziosa, e seguiremo con piacere la continuazione della buona cooperazione nella ricerca sul clima e sull’ambiente”.

La collaborazione tra Italia e Norvegia, inoltre, si è rafforzata nel campo della produzione e ricerca energetica. La Eni Norge è attiva sulla piattaforma continentale norvegese fin dall’inizio dello sfruttamento dei giacimenti. Nel 2001 sono iniziati i primi rifornimenti di gas all’Italia e oggetto di studio e approfondimento è stato il giacimento di “Goliat”, ad 80 chilometri al largo di Hammerfest. Per lo sfruttamento di tale giacimento, Eni e Statoil hanno creato un’innovativa piattaforma cilindrica per immagazzinare il greggio da travasare direttamente nelle navi cisterne dirette agli impianti di raffineria. L’impianto è definito come un’opera stupefacente di ingegneria contemporanea, che dimostra le potenzialità della collaborazione tra Norvegia e Italia. In un Artico che sembra divenire solo mare, stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione sia nelle tradizionali fonti di approvvigionamento energetico che nelle rotte di collegamento via mare, la concreta prospettiva di nuove rotte commerciali per i passaggi a nord-ovest e a nord-est, lungo la costiera siberiana.
Per ulteriori approfondimenti, leggere l’articolo di Domenico Letizia pubblicato per il quotidiano “L’Opinione“:
Le scienze geopolitiche iniziano a dedicare la dovuta attenzione alle prospettive dell’immediato futuro dell’Artico. Sono numerosi gli interessi in ballo: dalle immense risorse di cobalto, rame, zinco, oro al gas naturale e agli idrocarburi. Inoltre, non vanno sottovalutate, le prospettive logistiche, commerciali e trasportali dovute allo scioglimento dei ghiacci e all’apertura di nuove rotte commerciali e portuali. In un’audizione di febbraio presso la Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, l’Ambasciatore italiano nel Regno di Norvegia Giorgio Novello ha soffermato attenzione su numerosi punti fondamentali nella collaborazione tra Italia e Norvegia, in rapporto alle politiche internazionali sull’Artico. Novello ha ricordato di come la Norvegia sia un paese squisitamente Artico e l’approccio politico del Regno di Norvegia è estremamente inclusivo nei confronti di paesi non legati direttamente a tale zona, ma interessanti comunque a partecipare ai lavori del Consiglio Artico. Strategico è il ruolo del Consiglio Artico, un forum internazionale di alto livello istituito nel 1996 per promuovere cooperazione, coordinamento e interazione tra i paesi artici, le comunità indigene e gli altri popoli artici.
Ulteriore approfondimento pubblicato da Domenico Letizia per la Rivista di Geopolitica “Atlantis“:
Altri contenuti di ricerca sulla geopolitica dell’Artico in rapporto all’Italia è possibile ricercarla nei rapporti con l’Islanda. I rapporti tra Italia ed Islanda sono sempre stati ottimi, anche se i contatti bilaterali a livello politico e governativo sono stati poco frequenti. Per l’Italia, l’Islanda rappresenta un partner di interesse, per il rispetto e l’influenza, superiori alla sua taglia geografica e demografica, di cui essa gode nell’ambito di varie organizzazioni internazionali. Questo piccolo Paese, che ha dato prova di notevoli capacità nel mantenere una sua spiccata individualità nel campo delle relazioni internazionali, transatlantiche ed europee, ha inoltre in anni recenti investito all’estero rilevanti risorse finanziarie.  L’analista IREPI Domenico Letizia ha intervistato per l’Opinione l’Ambasciatore italiano in Islanda Giorgio Novello:

Sguardo all’Islanda, l’intervista a Novello

La storia contemporanea dell’Islanda è stata caratterizzata da tre fasi di sviluppo: pesca, finanza e, infine, turismo. Dopo il crollo del sistema finanziario, la crisi islandese del 2008-2011 è stata la più grande crisi politica ed economica dell’Islanda che coinvolse il crollo di tutte e tre le più grandi banche del Paese a seguito della difficoltà nel rifinanziamento del loro debito a breve termine. Relativamente alla grandezza della loro economia, il crollo delle banche islandesi è stato il più pesante mai sopportato da un singolo Paese nella storia economica. Oggi, a non molti anni di distanza, il quadro è radicalmente mutato. L’Islanda ha puntato molto ed è molto attenta al turismo (attira oltre un milione di turisti all’anno, tra i quali decine di migliaia di italiani), più in particolare al turismo sostenibile e quindi all’ambiente. Anche in quest’ultimo settore è auspicabile una collaborazione con l’Italia: basti pensare che in Islanda, sia per condizioni climatiche che per il disboscamento degli anni passati, vi sono pochissimi alberi al di fuori della capitale e le istituzioni stanno procedendo alla realizzazione di programmi di riforestazione a cui l’Italia potrebbe dare un contributo, oltre, non dimentichiamo, l’intensa collaborazione nei settori della geotermia e della vulcanologia.

 

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