giovedì, ottobre 18

Nuove prospettive energetiche per il Marocco e il Mediterraneo

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Importanti novità possiamo costatare da parte delle istituzioni del Regno del Marocco per le prospettive energetiche dell’Africa del Nord e del Mediterraneo. Nel Nord Africa è oggetto di discussione il piano energetico nazionale del Marocco che prevede sviluppi nell’ambito dell’energia fotovoltaica, termo solare ed eolica, e si concentra soprattutto sul miglioramento dei vantaggi fiscali per rendere più accessibili gli investimenti nelle energie rinnovabili, il cui consumo è cresciuto e si stima continuerà a crescere. Inoltre, sono stati avviati i lavori per la realizzazione della centrale Noor Ouarzazate IV, ultima tappa del più grande complesso energetico solare al mondo la cui capacità totale raggiungerà 582 Mw. Sarà pronta nel primo trimestre del 2018 e sarà rafforzata da un partenariato che associa MASEN, attore centrale delle energie rinnovabili in Marocco, ed un consorzio di operatori privati condotto dal gruppo ACWA POWER e scelto dopo una gara di appalto internazionale. Il nuovo progetto, che sarà sviluppato su una superficie di 137 ettari, utilizzando la tecnologia fotovoltaica (PV), risponde alla strategia nazionale di ottimizzare lo sfruttamento delle risorse naturali del Marocco, preservare il contesto ambientale, perpetuare lo suo sviluppo economico e sociale e garantire un futuro alle generazioni successive. I progetti energetici di Ouarzazate, Laayoune, Boujdour, Midelt e Tata, determinati per soddisfare le necessità dell’Ufficio Nazionale dell’Elettricità e dell’Acqua potabile (ONEE), dovrebbero generare investimenti di oltre 9 miliardi di dollari fino al 2020 e permettere una riduzione annuale delle emissioni di gas e effetto serra equivalente a 3,7 milioni di tonnellate di CO2. Il Marocco rappresenta un laboratorio innovativo per le prospettive energetiche a causa di una produzione nazionale di combustibili fossili praticamente nulla, infatti, il Marocco è quasi totalmente dipendente da forniture estere di petrolio, gas naturale e carbone. In Marocco, particolarmente rilevante è il peso del settore idroelettrico, che assicura circa un quarto della produzione elettrica nazionale. Questi dati sono in totale contrapposizione con quelli di Algeria, Egitto, Libia e Tunisia, dove gas naturale e petrolio dominano lo scenario energetico contribuendo mediamente a oltre il 90% della capacità di generazione totale. Nel 2012, il governo del Regno ha adottato una strategia energetica nazionale con l’obiettivo di diversificare ulteriormente il mix energetico, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e garantire a tutti i cittadini l’accesso ai servizi energetici. Sebbene l’obiettivo strategico di Rabat è quello di garantirsi un ruolo privilegiato di fornitore di energia elettrica sostenibile per l’Unione Europea attraverso le interconnessioni con la Spagna e l’Italia, le resistenze politiche e l’attuale congiuntura economica, sul versante europeo, rendono la realizzazione di una direttrice elettrica Sud-Nord alquanto improbabile nel breve e medio periodo. Non possiamo dimenticare, però, che il governo sta duramente lavorando alla creazione di un hub regionale. Un ruolo energetico in grado, da un lato, di esportare elettricità a buon mercato ai propri vicini desiderosi di abbattere l’utilizzo dei combustibili fossili nella produzione di energia elettrica, e dall’altro di garantire il transito di idrocarburi provenienti dall’Africa sub-Sahariana, dal Golfo di Guinea e dall’America Latina verso il Mediterraneo ed i mercati europei. Altro aspetto da valutare con la dovuta importanza è il progetto del Gasdotto Africano Atlantico denominato “Gazoduc”, che collegherà la Nigeria al Marocco. Il nuovo progetto prevede di rafforzare la posizione del Marocco nella negoziazione dei canoni relativi al gas, mediante il nuovo gasdotto che attraverso il Marocco giunge in Europa. L’imponente opera si estenderà per circa tremila chilometri attraversando la , il Benin, il Togo, il Ghana, il Senegal, la Mauritana e il Marocco. La colossale infrastruttura sarà finanziata in parte da un fondo di sviluppo del Marocco e in parte dallo Stato della Nigeria, ma restano essenziali i contributi internazionali e i finanziamenti dei privati. Una progettualità che rafforza le relazioni del Marocco sulla scena internazionale, generando nuova fiducia per le politiche economiche e diplomatiche della monarchia nordafricana. Il Paese ha come sua area di riferimento quella del Mediterraneo, con il mondo arabo da una parte, e l’Europa a cui è legata, dall’altra. Nel 2008 l’Unione europea ha concesso al Marocco il cosiddetto “Statuto Avanzato” nei rapporti con l’Unione, ampliando ulteriormente le prospettive di collaborazione. La politica commerciale attuata dal governo marocchino è rivolta, però, anche ad altre aree economiche. Anche il recente successo all’interno dell’Unione Africana merita la dovuta attenzione. Il rientro del Marocco nell’Unione Africana, avutosi nel febbraio 2017, è stato votato dai capi di Stato e di governo dell’Unione Africana riuniti nel ventottesimo Summit, nella sede di Addis Abeba, in Etiopia: 39 sono stati i sì e 15 i no. Da quando è salito sul trono del Marocco nel 1999, re Mohammed VI ha delineato il percorso di riavvicinamento al resto dell’Africa.

La sua è stata una strategia fatta di mediazione e pragmatismo, concretizzatasi in questi anni in 46 visite ufficiali nei Paesi africani e in una serie di iniziative finalizzate al rafforzamento dell’economia e della diplomazia. Senza dimenticare il contributo offerto alle Nazioni Unite in sei operazioni per il mantenimento della pace e i trasporti aerei messi a disposizione negli scorsi anni dalla sua compagnia nazionale, la Royal Air Maroc, alle nazioni africane colpite dal virus Ebola. Inoltre, anche l’analisi dei rapporti economici energetici con la nostra penisola risulta interessante.

Le esportazioni italiane, pari a 1,61 miliardi, sono cresciute del 9,8 % nel corso del 2016 e hanno confermato una tendenza analoga nel periodo gennaio-aprile 2017. Le prime 5 categorie merceologiche delle esportazioni italiane sono: prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (198 milioni di euro, + 19,1 % rispetto al 2015), altre macchine per impieghi speciali (106 milioni, + 5,2 %), motori, generatori e trasformatori elettrici; apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità (101 milioni, + 42,9 %), tessuti (94 milioni, – 2,2 %), altre macchine di impiego generale (91 milioni, + 6 %). Infine, importante è ricordare che il Marocco gode della fiducia degli organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale oltre che degli organismi finanziari a livello regionale come la Banca Africana degli Investimenti.

Analisi di Domenico Letizia, pubblicata per il Mensile di informazione e approfondimento “Periodico Italiano Magazine“, numero di dicembre, raggiungibile al seguente link:  Periodico italiano magazine dicembre 2017. Di seguito la scansione dell’articolo.

 

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