lunedì, agosto 20

Missione Enea Antartide 2017. Le incidenze dei cambiamenti climatici nel settore economico per l’Europa

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L’ Analista IREPI Dott.sssa Valentina Spagnolo intervista l’ingegnere Francesco Pellegrino. 

Pellegrino è Ingegnere meccanico dal 2013 in forza all’unità tecnica Antartide dell Enea, Soggetto organizzatore delle Spedizioni italiane in Antartide e gestore delle basi scientifiche antartiche. Si occupa della progettazione e della realizzazione degli interventi strutturali ed impiantistici previsti per le basi, di gestione tecnico-logistica e dello sviluppo ed applicazioni dei sistemi energetici alternativi da fonte rinnovabile in ambiente antartico. Dal 2013, ha partecipato alle ultime cinque Spedizioni italiane in Antartide del Pnra (Programma Nazionale di Ricerca in Antartide) come Direttore Lavori e Responsabile dei Servizi Tecnici presso la base italiana M. Zucchelli. In passato ha svolto collaborazioni nel campo della ricerca su idrogeno e celle a combustibile con la Facoltà di Ingegneria dell Università della Calabria.

I lavori di analisi e ricerca che poniamo oggi alla nostra attenzione, si rivolgono alle evoluzioni dei cambiamenti climatici, rilevati grazie agli studi applicativi attuati in Antartide, per mezzo dell’impegno ed operato non stop dei tecnici  italiani, in piena e attenta sinergia con i ricercatori provenienti da tutto il mondo.  Le ricerche che vengono effettuate, consistono in rilevamenti  sul terreno antartico e nei successivi studi applicativi. I fenomeni emergenti analizzati, in riferimento alle terre coltivabili in Europa, stanno contribuendo ad evidenziare gli alti rischi scaturenti dagli stessi cambiamenti climatici, per l’intera economia e soprattutto per il  settore agricolo, di cui l’Italia è protagonista in prima linea.

Ricerca, studio e analisi sono in quest’ottica sinonimo di prevenzione, in vista di un’ottimizzazione dei tempi produttività, del rispetto della continuità e sistematicità del ciclo produttivo e distributivo, per l’inquadramento nel  mercato concorrenziale. Tutelare il Mercato significa, anche e soprattutto in Europa, perfetta adiacenza alle norme attuative che regolano il controllo degli alimenti, di ogni singolo prodotto e di tutti gli elementi usati per arrivare al risultato finale. E’ dunque, l’insieme dei fattori endogeni ed esogeni a caratterizzare l’evoluzione dell’intero sistema economico, scientifico e politico,e di sviluppo che pretende un sistema di monitoraggio ad ampio raggio, includendo dunque studi di settore scientifici già da tempo operanti sul globo, per trarne così dei rilievi di applicazione utilissimi nel campo dell’analisi economica e per gli stessi investimenti in Europa, anche nell’attualissima area di maggior interesse, qual è quella Mediterranea. E’ così che introduciamo la missione di ricerca Enea, con intervista all’Ingegnere Francesco Pellegrino, dopo l’apertura avviata della 33°spedizione italiana in Antartide.  Poniamo qualche quesito all’Ingegnere, oggi, di ritorno dalla missione completata nel settore logistico sul campo,  dall’ultimo scalo neozelandese.

Il gruppo di quanti tecnici si compone, da quali Paesi arrivano? Come è coordinato il progetto di ricerca, operate con un progetto comune?Quali sono  i rischi dei cambiamenti climatici, trasmessi dall’informazione stessa. Da cosa desumete l’effettività delle indagini di ricerca?

Vige il Trattato Antartico, per cui l’Antartide è il territorio di nessuno, che può essere utilizzato per soli scopi pacifici e di ricerca scientifica. In base al Trattato, i Paesi del mondo più tecnologici ed avanzati hanno scelto dei punti di ricerca in un territorio avanzato più grande dell’Europa. L’Italia come Giappone, Corea, Francia, Nuova Zelanda. La base italiana inaugurata  nel 1985,e aperta nel c.d. periodo estivo australe, da ottobre a febbraio, opera nella Baia di Terranova, sul mare di Ros, a sud est dell’Antartide,sul mare che rimane ghiacciato fino a metà gennaio. Periodo in cui si possono ammirare i pinguini dopo lo scioglimento dei ghiacci. L’attività di ricerca, prevalentemente è di natura biologica, marina climatica, riguarda la glaciologia, sismologia e vulcanologia. Ricercatori dal CNR e dall’ENEA, e la parte tecnica della mia unità, hanno il compito prevalente di gestire le infrastrutture e gli impianti, aprire la base, avviare gli impianti e la pista di atterraggio per gli arrivi dalla Nuova Zelanda. Quest’anno è stata aperta da quindici esperti, per poi arrivare al numero di  100: 50 tecnici e logistici, supporto militare, guide alpine, ricercatori, tra cui molti orientali. I progetti non sono comuni, ma ciascuna Università presenta in un periodo determinato  dell’anno, lo svolgimento di un progetto,affinché sia attribuibile il territorio di studio ad una commissione scientifica prescelta. Il CSNA è la commissione per l’Italia, che approvando ed applicando il progetto,  supportiamo a livello tecnico e logistico, con la creazione di campi remoti, e la possibilità di spostamenti per la ricerca sul territorio. I cambiamenti climatici, e l’analisi degli stessi, viene fatta in questo punto 0, in un ambiente perfettamente privo di di effetti inquinanti, i c.d. “effetto serra”, proprio per capire come il mondo civile sia inquinato da questi effetti. I cambiamenti sul posto permettono di analizzare gli ossidi azotati e l’anidrite carbonica. Dalle analisi, oggi anche in Antartide in realtà c’è traccia di idrocarburi, benzene, proveniente dai venti e dalle correnti marine. Le temperature medie decennali sono in aumento, il processo di de-glaciazione sta vistosamente crescendo, si vede meno ghiaccio e ci si accorge di ciò visibilmente. Tutto ciò è un grande rischio per l’umanità e la società, in quanto lo scioglimento porterebbe ad un aumento dei livelli dei mari, e alla catastrofica previsione di scomparsa di Paesi come l’Italia, con comuni posti sotto i 200 metri di livellamento del mare, nel giro di qualche secolo. Tali preoccupazioni esistono e sono fondate. Non è prevista una conclusione degli studi, anzi i presidi scientifici stanno aumentando. L’Italia condivide con la Francia un’altra base sul plateau antartico a 2000 metri di altitudine. La comunità scientifica internazionale è molto preoccupata. L’Antartide è un punto di osservazione unico e privilegiato, essendo il posto più lontano dalle attività umane e dal mondo civile. Molti studiosi vanno anche al Polo Nord, ma è molto vicino alla civiltà. L’Antartide è completamente disabitato dall’uomo, lontano quasi 8.000 km dalla Nuova Zelanda che è la nazione più vicina. Non esiste posto miglior di questo per gli studi sul clima ed il cambiamento in atto per il Pianeta. Non è solo il cambiamento climatico il tema, c’è anche la ricerca applicata all’industria su microorganismi marini in uso nella farmacologia, come la ricerca dei batteri per malattie incurabili. E’ un discorso correlato all’industria ed alla agricoltura anche in funzione pre-competitiva di ricerca applicata.

L’ingegnere Francesco Pellegrino

Proprio su quest’ultima riflessione concludiamo con una panoramica molto importante sull’incidenza degli sconvolgimenti climatici nel settore agricolo, nella nostra penisola.Lo stravolgimento delle condizioni climatiche in Italia, e soprattutto al centro sud, oggi focalizza l’attenzione di molti e ,soprattutto, dei  coltivatori. La netta frequenza degli stessi cambiamenti ha sconvolto il modo di operare sulla terra e le stese esigenze in termini di costi produttivi, che stanno incidendo sull’intero andamento economico. Se pensiamo a fenomeni come la siccità ed il gelo, che hanno colpito proprio quest’anno delle particolari regioni italiane, di riflesso notiamo come stanno cambiando le zone coltivabili,  la scelta dei macchinari, impianti da usare in agricoltura , i tempi ed i veicoli di distribuzione nel mercato concorrenziale, anche estero. Innanzitutto, il cambiamento climatico , nel caso delle gelate frequenti, porta alla conseguenza automatica della variazione dei tempi di raccolta, oggi molto spesso anticipati, per poter rispettare sia il grado di qualità del prodotto ottenuto, che il deterioramento dello stesso. Nel caso della siccità prolungata,logicamente anche l’irrigazione impiegata è in abbondanza, dunque è in aumento anche il costo finale del prodotto. C’è stata una diminuzione del 40% del prodotto, riguardo determinati prodotti agricoli, per cui alcune filiere si sono rifornite nei Paesi stranieri. Nonostante ciò non si tratta della stessa qualità garantita del prodotto dai sistemi di controllo. Dunque, anche a livello pre-competitivo il cambiamento è evidente, non essendo garantito un Mercato in cui i prodotti distribuiti sono sempre controllati secondo i dettami comuni. Gli stessi problemi, livello di investimento per la manodopera,  sono dei fattori incidenti che accanto ai cambiamenti climatici stanno dettando le nuove regole del Mercato. Negli ultimi due anni, si è anche assistito al cambiamento dei sistemi di tutela assicurativa nei confronti dei coltivatori, esposti sempre più a rischi  e costi emergenti. Le nuove spese per gli impianti, devono sopperire alle nuove emergenze. In tal caso l’utilizzo energetico sostenibile è sicuramente un ottimo mezzo per sopperire a tali costi emergenti. Complessivamente, il quadro così delineato prospetta una mutazione globale delle scelte produttive dell’intero ciclo economico e soprattutto dell’origine e controllo dei prodotti immessi sul mercato, che come sappiamo sono soggetti a delle strettissime norme, soprattutto per quanto riguarda l’uso dei fitofarmaci, rispetto di tale normativa che ovunque meriterebbe un controllo in vista della salubrità dei prodotti.

 

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