mercoledì, agosto 15

Marocco: agricoltura primo settore commerciale in netta crescita

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Ahmed Lahlimi, Alto commissario per la pianificazione del Marocco, durante la tradizionale conferenza stampa sulla situazione economica del mondo agricolo, svoltasi mercoledì 10 gennaio a Casablanca, ha esposto i punti fondamentali del settore. L’innalzamento del livello degli investimenti per ragioni di sicurezza alimentare, il tenore di vita della popolazione e lo sviluppo dell’attività agroindustriale, oltre al volume degli investimenti nel settore primario sono i fattori trainanti che hanno generato risultati estremamente positivi. Dopo un anno caratterizzato da una dura siccità, con una buona gestione dei suoi effetti e conseguenze sul 2017 oltre al beneficio di una pioggia ben distribuita nel tempo e nello spazio, si sarebbero potuti raggiungere, risultati sicuramente migliori. Anche in queste condizioni, il settore primario ha migliorato il suo valore aggiunto del 15% accompagnato da una relativa ripresa dell’occupazione, dopo tre anni di cali successivi, una riduzione del disavanzo cronico della bilancia commerciale agricola, una ricostituzione di denaro contante per gli agricoltori e l’aumento dei prestiti per l’acquisto di macchine per l’agricoltura. Il 2018, dovrebbe essere in linea con la tendenza registrata negli ultimi 10 anni, sostenuta dall’attuazione di programmi pubblici a sostegno della produzione e dell’organizzazione degli agricoltori, ma penalizzata dal ritorno, negli ultimi mesi del 2017, del deficit della pluviometria e l’accentuazione dell’ampiezza termica. Durante la conferenza, Lahlimi ha evidenziato in particolare che Il tasso di crescita medio dei Prodotti agricoli è migliorato in modo significativo nel corso degli ultimi 10 anni: 3% tra il 2000 e il 2007 al 7,3% tra il 2008 e il 2017. Inoltre l’agricoltura è, tra tutti i settori, il principale contributore alla crescita dell’economia nazionale e il miglioramento del tenore di vita della popolazione. Il volume degli investimenti di cui gode il settore primario rappresenta solo il 10% del valore aggiunto che crea. Fermo restando quanto sopra, l’innalzamento del livello di investimento è necessario, dal bisogno di sicurezza alimentare del paese e dallo sviluppo del suo potenziale nel settore agroalimentare per diversificare il tessuto produttivo del paese e aumentare la sua competitività. Due le preoccupazioni principali elencate dall’Alto Commissario:

– La diminuzione strutturale del livello di riempimento delle dighe al 35%, alla data di dicembre 2017, dopo il 71,2% di 4 anni fa che rappresenta una minaccia per il futuro delle colture irrigue e dei prodotti zootecnici, fattore di resilienza importante nel settore agricolo rispetto gli effetti della siccità.

– La tendenza strutturale al ribasso del tasso di attività nelle zone rurali dal 63,1% nel 1999, al 52,3% nel 2017, che potrebbe infine penalizzare le capacità di ammodernamento delle aziende agricole e la diversificazione delle attività agricole. Produzione e servizi nelle aree rurali.

 

E’ evidente, ha affermato l’Alto Commissario, che rispetto a tali problematiche il Marocco è chiamato ad attuare modifiche ed implementazioni, a supporto del settore e precisamente:

 

– Sistemare la gestione delle risorse idriche mediante la realizzazione di opere idonee, sia in termini di infrastrutture pesanti e di attrezzature per l’irrigazione, sia sfruttando le tecnologie non convenzionali per la fornitura di nuove fonti acqua.

–  Accelerare la modernizzazione delle tecniche agricole e dei metodi di produzione agricola, al fine di ridurre il potenziale fabbisogno futuro di manodopera agricola.

– Allo stesso tempo, migliorare le strutture sociali dei moderni lavoratori agricoli aumentando i livelli salariali e le condizioni di vita in termini di alloggi e servizi sociali e culturali nelle aree rurali.

Analisi di Sergio Passariello  analista IREPI e Chief Executive Office del Consorzio Euromed

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