sabato, febbraio 24

Malta: dopo la Brexit, baricentro geopolitico ed economico, tra Comunità Europea, Nord Africa e Commonwealth

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Il 24  giugno 2016 è una data che sarà scolpita nella storia come il giorno in cui, la maggioranza dei cittadini britannici ha votato per lasciare  l’Unione europea. Ciò spiega la nascita di un processo di negoziazione della durata di due anni tra il Regno Unito e l’UE per risolvere i  termini dell’uscita e le relazione del Regno Unito con l’UE. La cosiddetta BREXIT che in base alle ultime dichiarazione del Primo Ministro inglese, dovrebbe iniziare il 29 marzo 2019 alle ore 23.00 (ora locale). La decisione della Gran Bretagna di uscire dall’UE avrà diverse conseguenze sia sui cittadini britannici che vivono in Europa, sia su quelli europei che vivono nel Regno Unito. Oltre che provocare diversi effetti collaterali nei rapporti commerciali e finanziari tra le due comunità. Non vi è dubbio che, nell’ambito della Comunità Europea, solo due Stati possono vantare un radicato rapporto storico-politico con il Regno Unito e questi sono Cipro e Malta, che per diversi anni hanno subito la dominazione Inglese, per poi ottenere l’indipendenza rispettivamente nel 1960 e nel 1964. Malta, in particolare, sebbene oggi indipendente, ha sempre mantenuto ottimi rapporti con il Regno Unito, sia per le affinità legislative e giuridiche (Common Law) sia per la lingua, oltre che per l’impostazione commerciale e finanziaria del paese. Malta e Regno Unito continuano a scambiare ad avere anche ottimi rapporti, nei settori della salute, della sicurezza sociale, nella cooperazione finanziaria e nel sostegno reciproco dei diritti umani. Questo rapporto, si amplifica e produce riflessi positivi in ambito commerciale se consideriamo che entrambi gli Stati sono parte del Commonwealth. 

Il Commonwealth è un’associazione volontaria di 53 stati indipendenti e sovrani, che collaborano nell’interesse comune dei loro popoli per promuovere la tolleranza e la pace nel mondo e che hanno conservato un rapporto economico e culturale con il Regno Unito.

L’espressione “The Commonwealth of Nations” fu impiegata ufficialmente alla conferenza del 1926, in riferimento al “gruppo di comunità che si autogovernano, composto dalla Gran Bretagna e dai Dominions”.

Lo Statuto di Westminster stabilì la piena eguaglianza tra Regno Unito e dominions con la fondazione del Commonwealth. Al ottenimento dell’indipendenza nel 1949, l’India convalidò il proprio legame al Commonwealth, statuendo un precedente che poi fu seguito da molte ex colonie britanniche. Il Commonwealth attuale è molto distante dal piccolo gruppo di ex colonie britanniche che al principio lo costituivano. Oggi, esso si fonda sulla valorizzazione e l’avanzamento della democrazia, dei diritti umani e di uno sviluppo economico e sociale, sostenibile all’interno dei stati aderenti e anche altrove. E’ dotato di una lingua ufficiale comune (l’Inglese) e schemi sociali nonché legislativi simili. La crescita economica nel Commonwealth ha accelerato nel periodo post-1973, in netto contrasto con l’Unione europea. Vi è un notevole potenziale commerciale non sfruttato nei mercati in via di sviluppo del Commonwealth, in particolare quelli in Africa e Asia.

I Paesi del Commonwealth, sono giovani e dinamici. La popolazione è prevista in aumento del 29,4 per cento nel periodo 2015-2050, mentre la popolazione della zona euro dovrebbe scendere dell’1,4 per cento.

Secondo un recente studio della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, i mercati emergenti in Africa stanno godendo di tassi di crescita senza precedenti. L’entusiasmo non è più limitato al Sud Africa. Un flusso costante di investimenti sia pubblici che privati in tutto il continente sta aumentando, in paesi come il Kenya, la Tanzania, il Camerun e il Botswana. Di contro, Malta è anche membro dell’Unione Europea dal 2004, con un processo di negoziazione partito nel 1999. Nel 2008 adotta l’Euro come moneta nazionale e mantiene, per ovvi motivi geografici, rapporti solidi e proficui con l’Italia. Le sue riforme legislative in campo economico ed attrazione degli investimenti, si rivelano subito vincenti, facendola diventare in poco tempo un hub finanziario molto apprezzato in campo internazionale. Proprio la sia dinamicità e la sua propensione alla concretezza, la portano ad essere tra gli Stati della Comunità Europea con il più alto tasso di crescita e con un ratig AAA (Moody). I fondi Europei, sono ben spesi in infrastrutture tecnologiche, in opere pubbliche ed in formazione tanto da immaginare la nascita, nei prossimi anni, di una smart island al centro del Mediterraneo. Storici anche i suoi rapporti con i paesi nord africani, ed in particolare con la Libia, che sono annualmente rinvigoriti da numerose missioni politiche e commerciali. Non vi è dubbio, che gli ultimi turbamenti che hanno scosso il mondo economico-finanziario dai Panama Papers ai Paradise Papers, hanno acceso i riflettori e creato una grande attenzione sula piccola isola al centro del mediterraneo, tanto da obbligare il Consiglio Europeo ad istituire una Commissione d’inchiesta, denominata PANA, che proprio in questi giorni ha rilasciato le sue considerazioni finali anche su Malta, definendo il sistema economico-politico dell’isola in regola con le normative Europee in tema di trasparenza ad affidabilità, senza escludere però miglioramenti nella gestione, in particolare, dei rapporti con le giurisdizioni extra-europee, molte delle quali proprio facenti parte del Commonwealth.

Laboratorio d’innovazione, centro finanziario, hud educativo questi i prossimi obiettivi di Malta, che grazie alla sua storia, ad i sui rapporti commerciali, alla sua piccola e dinamica struttura burocratica potrebbe diventare la naturale cerniera di collegamento, tra il progetto “Empire” del Regno Unito post Brexit, le comunità nord africane ed il sogno degli Stati Uniti d’Europa. 

Articolo dell’analista IREPI Sergio Passariello 

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