lunedì, giugno 18

Made in Italy e Made in Azerbaigian

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Tassi di crescita dinamici, ricchezza di fonti energetiche, presenza di un Fondo Sovrano (SOFAZ) con ampie disponibilità di investimento, fanno dell’Azerbaijan un mercato di potenziale interesse per le nostre imprese, pur alla luce della delicata congiuntura attraversata dal paese, a seguito del forte calo dei corsi  petroliferi, sfociata in un’acuta svalutazione della valuta nazionale e in una recessione che nel 2016 ha fatto segnare il -3,8%. I rapporti bilaterali sono intensi e in crescita. Siamo da anni il primo cliente del Paese, con un interscambio pari a circa 3,2 miliardi di euro nel 2016 (5,6 miliardi di euro nel 2015)  e rappresentiamo il suo quarto fornitore, per un valore di esportazioni italiane pari a circa 274 milioni nel 2016 (600 milioni di euro nel 2015). L’Italia si conferma come primo partner per il Paese, a fronte dell’elevato valore delle nostre importazioni di prodotti energetici, che fanno dell’Azerbaijan il nostro primo fornitore di petrolio sin dal 2013. 

Il quadro normativo riguardante gli investimenti esteri sul territorio della Repubblica dell’Azerbaijan è fornito dalla Legge sulla Protezione degli Investimenti Esteri e dalla Legge sull’attività di investimento. La Legge sugli Investimenti Esteri stabilisce in che modalità le imprese straniere possono investire in Azerbaijan, le modalità di rimpatrio di profitti e guadagni nonché i diritti e le garanzie di cui godono gli investitori esteri.

Il settore dell’Agricoltura ed in particolare dell’Agroindustria, costituisce un’area con un grande potenziale che andrebbe incentivato e sviluppato, in funzione della tanto auspicata “diversificazione economica”. Il tessuto delle imprese agricole è composto da piccole e micro imprese a conduzione familiare. Il supporto governativo al settore, attraverso sussidi diretti all’acquisto di macchinari ed attrezzature risulta vitale per l’economia settoriale. Il livello delle imprese e dei redditi agricoli non consentono ancora acquisizioni di beni direttamente sul mercato. Tanta strada in tal senso è stata fatta, ma molto altro ancora dovrà essere realizzato per modernizzare e migliorare la filiera agricola, ora marginalizzata a causa dell’impiego di tecnologia e di macchinari obsoleti.
Pertanto sarebbe indispensabile focalizzare l’attenzione su: fertilizzanti; sementi; attrezzature e macchinari; prodotti per la protezione dei raccolti, nuove tecnologie (know how) e formazione, in un contesto internazionale export oriented con l’obiettivo di ridurre le importazioni ed aumentare la qualità, la varietà ed il valore dei prodotti all’esportazione. Il settore, conta poco più di una settantina di aziende locali strutturate, di cui la più importante, frutto di una joint venture turco-azera è la (Azersun Holding). Il Made in Italy è molto amato in Azerbaigian, ma il governo ora punta alla promozione del Made in Azerbaigian in Italia. Un primo passo per la scoperta dei prodotti alimentari dell’Azerbaigian si è svolto a Roma.  Nella location dell’Hotel Baglioni di via Vittorio Veneto, i piatti tipici Azerbaigiani, preparati per l’occasione dal noto chef Abuzar Shiraliyev e dal suo secondo Tural Bayramov, hanno saputo conquistare i numerosi presenti, grazie ai profumi, colori e aromi della terra d’Oriente. Dolma, dovga, dushbara, gutab, kebab, arricchiti con le tradizionali spezie (zafferano, curcuma, coriandolo e sumakh), danno piena mostra dei loro sapori e saperi, in abbinamento ai vini della nazione, alle tradizionali bevande a base di tè e succo di melograno. Ed è stato proprio quest’ultimo il protagonista delle degustazioni, nelle sue molteplici declinazioni, a testimoniare come sia simbolo dell’Azerbaigian e di buona sorte. Il prossimo passo auspicato dal governo azero sarà la divulgazione del marchio “Made in Azerbaijan” in Italia, specie nel settore agro-alimentare. Ci sarà molto da comprendere e approfondire.

A cura dell’analista Domenico Letizia 

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