venerdì, maggio 25

L’Ucraina tra Politica, Economia e i rapporti con l’Italia e la Campania. Intervista all’Ambasciatore Yevhen Perelygin

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L’Ucraina è un paese dalla storia antichissima. Sono molti i legami che legano l’Ucraina all’Italia e all’Europa. Puramente sul piano degli investimenti e su quelli commerciali risultano oltre 300 aziende con interessi nella nazione, formalmente iscritte nei registri delle Autorità ucraine. Le presenze stabili assumono veste di uffici di rappresentanza, società di diritto ucraino, con capitale al 100% italiano o in “joint-venture” con soci locali. I maggiori investimenti italiani sono nel campo finanziario, nel settore della trasformazione alimentare, in quello delle ceramiche, legno, tessile e calzature e nell’energia. Sono molti i collegamenti tra Ucraina e Italia e molte le particolarità che si legano alla Regione Campania. C’è molta storia contemporanea tra l’Ucraina l’Europa e il disegno Russo che rende la nazione importante nel panorama geopolitico. Nel tentativo di comprendere le varie possibilità e curiosità che legano il mondo ucraino a quello italiano e campano intervistiamo l’Ambasciatore ucraino in Italia, Yevhen Perelygin

Può descriverci le novità economiche e politiche dell’Ucraina in questo nuovo anno?

Non c’è dubbio che gli ultimi 5 anni siano stati probabilmente i più intensi nella storia moderna dell’Ucraina. Siamo stati costretti a reagire rapidamente, confrontarci con le sfide di ogni tipo e gestire il complesso di problemi del paese. Dal 2015 la rotta verso l’integrazione europea è stata seguita fino alla firma dell’Accordo di associazione con l’UE, avvio dell’area di libero scambio e messa in funzione del regime dell’esenzione dei visti. Però il Governo prosegue con le riforme anche con il sostegno da parte dei nostri partner europei. Già quest’anno è stata adottato in prima lettura il disegno della Legge sulla Corte Anticorruzione, è stata avviata la seconda tappa della riforma giudiziaria mentre la riforma di decentramento è stata definita “success story” dei cambiamenti in Ucraina da Christian Danielsson, direttore generale per l’Allargamento e la politica di vicinato della Commissione UE. Gli indicatori economici dimostrano che l’Ucraina è entrata nella fase della crescita economica. Nel 2017 la crescita del PIL ha superato quasi tutte le previsioni raggiungendo il 2,2%. Il Governo ha formato un pacchetto di 35 disegni di legge nel quadro della politica di crescita economica accelerata con il fine di raggiungere una crescita economica al livello del 5-7%. Queste leggi affrontano cinque direzioni chiave: la protezione del business, la deregolamentazione e il miglioramento del clima imprenditoriale, l’accesso facilitato al finanziamenti e l’incentivo all’innovazione. Inoltre, nel mese di gennaio 2018 il Parlamento ucraino ha adottato la legge “Sulla privatizzazione della proprietà dello Stato e quella comunale” per accelerare il processo di vendita degli oggetti di proprietà statale e rendere il processo più trasparente. Anche al livello del commercio internazionale ci sono segnali positivi. Lo scambio commerciale con i paesi del mondo è cresciuto del 22,8% e con l’UE del 25,1%. Con l’Italia nel 2017 il fatturato dei beni è ammontato a 4,1 miliardi di dollari USA (con un incremento del 25,3%) rendendo l’Italia il nostro terzo partner commerciale nell’UE.

Lo Stato ucraino è tra i pochi paesi europei ad operare attraverso le “tariffe / verdi”, ovvero, acquista tutta l’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici. Tale impegno risulta costante almeno fino all’anno 2030. Quali sarebbero i vantaggi per le imprese italiane?

Infatti, l’Ucraina beneficia di uno dei più alti livelli della tariffa verde ed è uno dei mercati del fotovoltaico in più rapida crescita in Europa. La nostra legislazione in questo settore è piuttosto nuova ed è stata sviluppata in conformità con le migliori pratiche già dimostrate nell’UE. Il mercato grosso (singolo acquirente) dell’elettricità è obbligato ad acquistare l’energia elettrica prodotta da impianti di energia rinnovabile a “tariffa verde”. L’energia elettrica prodotta da abitazioni private con i pannelli solari può anche beneficiare di questa tariffa privilegiata. La tariffa verde per le stazioni fotovoltaiche (PVS) messe in servizio prima del 2019 può raggiungere fino a 16 ct € per kWh riferendosi alla capacità della stazione. Tali tariffe sono garantite dalla legislazione fino al 2030. Dopo inizieranno a diminuire, ma gradualmente e tenendo in considerazione gli interessi commerciali dei proprietari e degli investitori di PVS. È possibile ottenere una tariffa verde ancora più elevata utilizzando l’attrezzatura fabbricata in Ucraina. Se nel PVS è utilizzato più del 30% delle apparecchiature ucraine, la tariffa verde aumenterà del 5%, se più del 50%, del 10%. Ci sono tanti investimenti ed opportunità di business per le aziende italiane in Ucraina, inclusi gli investimenti per la gestione del PVS e / o la produzione locale delle attrezzature per il fotovoltaico. Ci sono progetti unici con alta attrattività per gli investimenti. Ad esempio, stiamo sviluppando il PVS da costruire all’interno della zona di esclusione di Chernobyl, che consentirà di generare più di 2 GWh di energia solare. E questo mercato continuerà a crescere. In conformità con la strategia energetica nazionale il 25% dell’energia in Ucraina entro l’anno 2035 dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili.

L’agricoltura concorre nella misura dell’8,7% (2006) alla formazione del PIL e impiega il 19% della popolazione attiva. Il paese è uno dei maggiori produttori ed esportatori di una vasta gamma di prodotti agricoli, tra i quali il grano; vengono inoltre coltivati miglio, sorgo, mais, segale, avena, orzo, riso, girasoli, patate, frutta, ortaggi, lino. Quali sono le ultime riforme in campo agroalimentare e che opportunità vi sono per le imprese italiane?

Infatti, il settore agroalimentare ucraino è uno dei nostri punti forti. I terreni agricoli costituiscono il 70% del territorio del paese, cioè 41,5 milioni di ettari, e l’incidenza del settore sul PIL è cresciuto notevolmente raggiungendo il 18%. Inoltre, il 42% del nostro export è coperto dai prodotti agroalimentari. L’Ucraina è il primo fornitore nel mondo dell’olio di girasole, terzo nell’export di orzo, colza e noce. Per ottenere questo risultato, abbiamo dovuto realizzare un insieme di provvedimenti tra i quali la riduzione di quantità di documenti di autorizzazione, è stato introdotto il sistema dell’HACCP in tutte le imprese agroalimentari e semplificate le procedure per la registrazione di contratti di locazione di terreni ecc. Sono convinto che per le aziende italiane del settore agroalimentare famose in tutto il mondo per la loro eccellenza ci siano tante opportunità di cooperazione con l’Ucraina. E non si tratta solo delle operazioni export-import ma piuttosto della produzione in Ucraina sotto forma di joint venture o impresa con investimenti diretti. Tutto ciò che è italiano è sempre di moda in Ucraina. Produrre in Ucraina gli alimentari con ricette, attrezzature ed esperienza italiane e materie prime ucraine sarebbe un gran successo.

L’escalation delle ostilità fra l’Esercito ucraino e le forze russe rappresenta una chiara violazione degli accordi di Minsk, firmati il 5 Dicembre del 2014. L’Unione Europea ha parlato di violazione degli accordi, mentre la NATO ha definito “tremenda” la situazione ucraina. Ma, ad oggi, la situazione in Ucraina sembra caduta nel dimenticatoio. Cosa accadde attualmente nei territori occupati?

La situazione nella regione ucraina del Donbass rimane tragica. I militanti, con il supporto diretto di forze regolari russe, non rispettano assolutamente gli Accordi di Minsk. Non hanno mai smesso i bombardamenti e gli attacchi contro le forze ucraine e gli obiettivi civili. I cittadini dell’Ucraina vengono bombardati e praticamente ogni giorno muoiono sia soldati ucraini sia civili, tra cui bambini, donne, persone anziane. Come ha detto durante la sua missione nel Donbass il Ministro degli affari esteri Angelino Alfano “E’ una situazione inaccettabile nel cuore dell’Europa”.

Uno dei problemi è rappresentato dall’imprevedibilità dei tempi di uscita dalla crisi. Cosa pensa in proposito? Quale reazione auspica da parte della Comunità Internazionale?

Per il momento nel territorio ucraino, secondo diversi fonti, ci sono ancora circa 7mila soldati e 700 carri armati russi quindi i tempi di uscita dalla crisi dipendono dalla volontà del Cremlino. Speriamo che la comunità Internazionale possa spingere la Russia a fare i passi concreti per l’implementazione degli accordi di Minsk, prima di tutto ritirare i suoi militanti ed armamenti dal territorio ucraino. L’importante è mantenere le sanzioni in vigore fino alla piena restaurazione della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza del nostro Paese. Sono convinto che anche le nuove autorità italiane daranno un loro contributo nella stabilizzazione della situazione in Ucraina in pieno rispetto del diritto internazionale e dei valori europei.

Ambasciatore Lei ha recentemente sottolineato gli ottimi rapporti cha la legano all’Italia. Ritiene che possano ulteriormente svilupparsi anche economicamente?

Non ho nessun dubbio! Mi piacerebbe vedere il business italiano più presente in Ucraina perché ad oggi l’attività delle imprese italiane rimane bassa rispetto a quelle di altri paesi. Ad esempio, le società tedesche, francesi, giapponesi e altre si sono fortemente radicate nel mercato ucraino. Le possibilità restano vaste. Tranne i settori più tradizionali per il nostro paese, come agricoltura o siderurgia, ci sono tanti altri settori come l’IT, produzione biologica, efficienza energetica, costruzioni ecc. Sono sicuro che i vostri lettori non sanno che l’Ucraina produce e anche esporta il caviale nero di storione. Questo fatto dimostra che il nostro paese ha tantissime risorse anche umane per realizzare progetti interessanti e redditizi che in combinazione con l’esperienza italiana può dare un risultato di grande successo.

Veniamo ai rapporti tra l’Ucraina e la regione Campania. Nel 2016, l’interscambio tra Ucraina e Regione Campania è stato di 72 milioni di euro. Che progetti ci sono per il 2018?

Gli scambi tra Ucraina e Italia aumentano significamene negli ultimi anni. In particolare, con la regione Campania abbiamo raggiunto la crescita del volume degli scambi del 67% (47 mln di euro) nel 2017. Importazioni campane dall’Ucraina (nel 2017 per 101 mln di euro) principalmente sono prodotti di colture agricole, oli e grassi nonché prodotti della siderurgia. L’Ucraina acquista in Campania (nel 2017 per 16 mln di euro) principalmente articoli di abbigliamento, calzature, macchine per impieghi generali e speciali, prodotti da forno. Sono certo che una maggiore crescita degli scambi commerciali con la Campania potrebbe essere raggiunta in caso di scambi di beni a maggior valore aggiunto. L’Ucraina è molto interessata all’importazione di tecnologia e attrezzature di qualità italiana riconosciuta a livello mondiale. Incoraggiamo gli imprenditori italiani a sviluppare progetti di produzione congiunta con partner ucraini e a localizzare le linee di produzione italiane in Ucraina. Molti beni possono essere prodotti congiuntamente e successivamente esportati nell’UE con il regime di scambi vantaggioso previsto dall’Accordo di associazione UE-Ucraina, introdotto nel 2016.

Un dato positivo riguarda i dati Istat del 2016 da cui si evince la forte crescita in Campania della comunità ucraina. Lei, recentemente, è stato accompagnato dal Console Generale d’Ucraina a Napoli, Vìktor Hamotskyi.

Al 1° gennaio 2017 i cittadini ucraini che abitano in Campania sono più di 43 mila. Nella città di Napoli e provincia i miei connazionali sono più di 23 mila, il che ne fa la comunità straniera più numerosa con il 18,6% di tutti gli stranieri presenti sul territorio. Vorrei menzionare che anche a Caserta e a Salerno vivono rispettivamente 8 e 9 mila ucraini. Sono dati che non hanno avuto variazioni in questi anni. Sono fiero di rappresentare lo Stato e la comunità ucraina in Italia e in Campania in particolare. I miei connazionali danno vita ad attività commerciali, contribuiscono al benessere della regione, allo sviluppo socioeconomico della Campania. Diffondono la cultura napoletana nei posti d’origine, facendo della città di Napoli una delle città italiane più ambite in Ucraina. La nostra comunità in Campania è ben accolta e integrata, sopravvive immutato l’interesse reciproco nato negli anni ‘90, quando gli uomini d’affari italiani furono tra i primi a scoprire il mercato ucraino.  Osservo a Napoli molta vicinanza e molti contatti tra gli ucraini ed i napoletani.  I miei connazionali si sentono a casa in Campania, perché siamo due popoli molto simili: abbiamo entrambi bisogno di esprimerci liberamente, siamo sinceri, detestiamo l’ingiustizia, rispettiamo la legge. La democrazia sia per noi che per voi è molto richiesta quotidianamente ed ha un significato molto concreto.  Penso che i miei connazionali condividano questi miei sentimenti, perché il legame e l’affinità tra l’Italia, Napoli in particolare, e l’Ucraina è antico e forte. Pochi sanno che la canzone napoletana più famosa, che rappresenta l’Italia nel mondo, “‘O sole mio”, fu musicata da Eduardo di Capua mentre era ad Odessa alla fine dell’800. Un altro esempio di legame storico sono i Quartieri Spagnoli di Odessa.  Parlando di oggi, vorrei dire ai lettori che sono molti i matrimoni misti e i bambini che nascono da questi matrimoni: solo l’anno scorso sono stati contratti nel Sud d’Italia, prevalentemente in Campania circa 700 matrimoni e sono nati circa 400 bambini da famiglie ucraine o miste. Tantissime tra di loro hanno nei loro documenti di riconoscimento la città di Napoli come luogo di nascita. I nostri bambini parlano non solo italiano ma anche napoletano con i loro coetanei locali, fanno il tifo per il Napoli, e nel fine settimana frequentano le scuole ucraine. I miei connazionali che abitano a Napoli nutrono molta simpatia verso il popolo napoletano e campano.  Molti ricordano il mio connazionale Anatoliy Korol, il 38enne ucraino ucciso a colpi di pistola il 29 agosto del 2016 a Castello di Cisterna, in provincia di Napoli, in un supermercato di via Selva mentre cercava di sventare una rapina sotto gli occhi della figlioletta di appena due anni. Egli è stato insignito dal Presidente della Repubblica della medaglia d’oro al valor civile, un doveroso omaggio dell’Italia ad un eroe che ha combattuto ed è morto per la libertà di tutti. Il suo gesto di raro altruismo e dal grande senso civico non può e non dev’essere dimenticato. L’eroismo di straordinaria normalità di fronte alla violenza e alla prevaricazione dell’arroganza criminale. La legalità rispettata a tal punto da sacrificare la propria. Sono stato in visita ufficiale a Napoli il 14-15 giugno del 2017. Nell’agenda degli incontri con il Prefetto Carmela Pagano e il Sindaco Luigi de Magistris abbiamo discusso delle ulteriori opportunità d’integrazione a livello istituzionale e maggior collaborazione in merito alla numerosa comunità ucraina residente a Napoli. Durante l’incontro con il Commissario Straordinario della Camera di Commercio dott. Girolamo Pettrone è stata accordata su mia proposta ed in presenza della cerchia imprenditoriale locale, l’attivazione di contatti commerciali e prospettive di cooperazione ucraino-italiane sul piano economico-commerciale, alla quale si invita il contributo degli imprenditori napoletani. L’anno scorso, mentre ero a Napoli, sono stato rapito dalla meraviglia di questa città e dalla suntuosa architettura dei palazzi partenopei. Sono andato a vedere il Cristo Velato in quei giorni; e sono certo che c’è ancora tanto da vedere, in città e nei dintorni. Ho comprato il libro di Giovanni Liccardo “Campania sconosciuta” che ho iniziato a leggere, in vista del successivo ritorno. Sono contento della continua affluenza dei turisti in città e della sua bellezza finalmente riscoperta. Vorrei scoprirla ancora meglio sul piano istituzionale, artistico ed economico perché è grande il suo potenziale e il suo patrimonio artistico-culturale che attira meritatamente per la sua unicità e la straordinaria eterogeneità. Si continua a lavorare insieme a nostri amici napoletani su molti progetti. Ne è coinvolto anche il nostro Consolato Generale a Napoli, una delle poche rappresentanze straniere nella città metropolitana, aperta dal 2008 per il sostenimento della comunità ucraina nel Sud del Paese e per lo sviluppo di tanti progetti comuni in vari settori.  Siamo fiduciosi che l’accordo firmato l’anno scorso tra l’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo presso il CNR a Napoli e l’Istituto dell’Economia presso l’Accademia delle Scienze di Ucraina nonché quello tra la Federico II e l’Università di Mechnikov di Odessa renderanno la cooperazione tra i nostri paesi maggiormente forte in numerosi campi. A dimostrazione della ricchezza culturale e degli ucraini, a metà maggio organizzeremo una manifestazione culturale ucraina a Napoli con la Parata delle Vyshyvanky, in abiti tradizionali ucraini ricamati della gran parte della comunità ucraina. L’evento comprenderà numerose esibizioni di cantanti e band, in particolare di scolari delle scuole ucraine, un mercatino di artigianato tradizionale ucraino ed infine una parata per le vie centrali di Napoli. I testimoni dei festeggiamenti della tradizione ucraina saranno gli abitanti e  i turisti del centro storico della città. Ho in agenda inoltre un’altra visita a Napoli che farò prima di quest’estate. Sarò partecipe ad un incontro all’Università “Federico II” con gli studenti dell’ateneo. Si cercherà di continuare a promuovere la collaborazione nel campo culturale ed istituzionale delle comunità ucraino-napoletane. Ne è attualmente impegnato il nostro Console Generale che ha avuto recentemente un incontro con il rettore dell’Università “L’Orientale”.

Intervista a cura di Domenico Letizia, Analista politico e geo economico, Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale e Stefania Schipani, Ricercatrice dell’Ufficio Stampa dell’Istituto di Statistiche pubblicata per il quotidiano “Cronache di Napoli” e “Cronache di Caserta“.

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