lunedì, novembre 19

L’oro dell’Albania

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Il ‘Paese delle Aquile’ sembra proprio aver scelto la strada giusta per il proprio rilancio economico: quella di un territorio direttamente affacciato su un bellissimo tratto di Mediterraneo, al confine tra Jonio e Adriatico, che ha potuto finalmente valorizzare la propria vocazione marittima e turistica dopo lunghi decenni di ottusa dittatura comunista. Il turismo in Albania è ormai divenuto argomento di dibattito tra le istituzioni politiche e commerciali del ‘Paese delle aquile’. Il continuo flusso turistico che vede l’Albania protagonista assoluta ha generato un continuo flusso di capitale per numerosi investimenti nei settori ricettivi e alberghieri. I flussi turistici, costantemente in aumento in Albania, hanno portato anche a una crescita della domanda per la costruzione di alberghi nel Paese. Nel solo anno 2017, sono stati concessi i permessi per la costruzione di 53 alberghi, su una superficie totale di 89 mila metri quadrati. Ovvero, ben 6 volte superiore a quella destinata alle strutture di alloggio nel 2016. Solo a Tirana si sta lavorando alla costruzione di un grande albergo a 5 stelle, per un investimento di circa 30 milioni di euro. Anche la ‘Hilton Garden Inn’ lavora a un nuovo albergo nella capitale albanese. Gran parte dei permessi edili riguarda costruzioni di strutture alberghiere sulla costa. Il governo albanese ha ultimamente approvato agevolazioni fiscali per chi costruisce alberghi a 5 stelle, esentandoli da una serie di imposte. Il premier, Edi Rama, in occasione dell’inizio della stagione estiva ha sottolineato che “le misure prese di recente da parte del governo in sostegno del turismo aiuteranno lo sviluppo in questa direzione dell’Albania”. In concreto, profonde riforme sono legate all’imposta sul turismo, che dal 20% è stata ridotta al 6%. Senza dimenticare l’esclusione del pagamento dell’Iva per gli alberghi di lusso con 4 o 5 stelle. “Queste sono delle concrete iniziative, che il governo porta in sostegno dello sviluppo di questo settore”, sostiene il primo ministro albanese. Scopo del governo è quello di trasformare l’Albania in una principale destinazione turistica nel Mediterraneo. Tra i progetti in via di sviluppo per la promozione del turismo, il premier ha sottolineato la costruzione del tunnel di Llogarà e l’aeroporto di Valona. “Il tunnel è una necessità strategica per migliorare ed accorciare la distanza con la costa del sud”, ha ribadito Rama, “mentre l’aeroporto di Valona sarà una porta d’ingresso e di uscita per l’Albania, agevolando i viaggiatori e i turisti che vogliono soffermarsi nel sud del nostro Paese”. Inoltre, negli ultimi anni sono stati costruiti quattro nuovi musei. A Tirana, i famosi bunker dell’era comunista si sono trasformati in veri e propri musei, come per esempio la ‘Casa delle foglie’, dove la dittatura comunista commetteva gli atti più spregevoli. Si tratta di un edificio poco distante dalla piazza centrale di Tirana, piazza Scanderbeg, in cui, tra il 1944 e il 1990, migliaia di albanesi sono stati interrogati e torturati dai servizi segreti del regime comunista. Completamente nascosto dall’edera, tutti ne conoscevano l’esistenza, ma nessuno sapeva esattamente cosa accadesse all’interno. Abbandonato al crollo del regime, la ‘casa delle foglie’ è stata ricostruita dall’architetto italiano Elisabetta Terragni e i documenti trovati all’interno sono stati resi pubblici, come i verbali dei processi politici celebrati e le intercettazioni telefoniche effettuate con sofisticati dispositivi elettronici. Da qui, si controllavano i ministeri, le ambasciate e i principali alberghi, con collegamenti diretti in ogni singola camera. Dopo Tirana, la capitale, Durazzo è la seconda città albanese per storia e numero di abitanti. Qui ci sono l’anfiteatro romano, un foro e il museo archeologico. Il comune spende 8 milioni di euro all’anno per riqualificare edifici e strutture. Ingenti risorse sono destinate all’ammodernamento delle reti elettriche e fognarie: il depuratore di Durazzo, un impianto di ultima generazione, è stato realizzato da una compagnia pugliese. Tuttavia, la maggior parte degli sforzi è concentrata sul porto. Come sostiene il sindaco di Durazzo, Vangjush Dako, esso “deve essere dei cittadini”, perché non è più di tipo esclusivamente industriale, ma un impianto destinato al pubblico, che comprende anche le crociere. I principali flussi turistici verso l’Albania rimangono concentrati lungo gli oltre 450 chilometri di costa adriatica e ionica, dove è in forte espansione l’offerta di servizi per il turismo estivo di tipo ‘balneare’, che proprio quest’anno ha segnato un nuovo record di presenze straniere nel Paese. Sussistono, al riguardo, buone condizioni e numerose opportunità per lo sviluppo del turismo nautico, sebbene attualmente l’infrastruttura sia poco sviluppata. Nel periodo compreso fra gennaio e giugno di quest’anno, i visitatori arrivati in Albania dall’estero hanno superato la soglia di 1 milione e 900 mila persone che hanno soggiornato nella ‘Terra delle Aquile’, in molti casi facendovi ritorno da un anno all’altro o nel corso dello stesso periodo semestrale. L’ingresso nella stagione estiva ha aumentato l’intensità degli arrivi, che nel solo mese di giugno di quest’anno hanno sfiorato il mezzo milione di visitatori, in crescita del 13,3% rispetto allo stesso mese del 2017 e contro una media di +9,1% relativa a tutto il primo semestre del 2018. Tra i visitatori, al primo posto si confermano i cittadini del Kosovo, con 566.263 ospiti nel periodo che va da gennaio a giugno di quest’anno. Il vero ‘boom’ è quello che giunge dall’altro Paese confinante, la Macedonia, con 285.758 arrivi nei primi 6 mesi: un +15,5% su base semestrale e, addirittura, un +58,3% nel solo mese di giugno. Al terzo posto, il vicino di casa a sud dell’Albania: la Grecia. Dalla penisola del Peloponneso sono arrivati, nei primi sei mesi, 221.144 turisti, in crescita del 10,5%. Mentre per quanto riguarda l’Italia, la nostra collocazione in classifica appare duplice: quinta dietro il Montenegro, con riferimento al totale dei primi 6 mesi dell’anno; quarta dietro la Grecia, in relazione al mese di giugno, nel quale ha avuto inizio la stagione turistica balneare e marittima. Da gennaio a giugno sono stati 139.702 i visitatori italiani accorsi in Albania (+6,6 %), di cui 34.838 dei quali nel solo mese di giugno (+5,6%). Una cosa è certa: le istituzioni albanesi guardano al fenomeno turistico con estremo interesse, sia per le potenzialità economiche dei turisti, sia per la promozione dei numerosi investimenti in ambito ricettivo e ricreativo. Elementi essenziali per la crescita economia e infrastrutturale del Paese balcanico.

Articolo di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale, pubblicato per il Periodico Italiano Magazine.

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