lunedì, agosto 20

L’Italia al centro del Mediterraneo

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Al di là della incertezza elettorale, L’Italia sta attraversando un periodo speciale della propria storia: dopo la crisi economica iniziata nel 2008, si stanno verificando situazioni che modificano gradualmente la sua società. Sempre più questa trasformazione è rafforzata dall’interazione di processi interni ed esterni: i confini dell’Italia sono in un punto di permeabilità bidirezionale che richiede un’attenta analisi. All’interno delle emergenze politiche, economiche e sociali che collocano l’Italia in un periodo di decisioni strategiche inevitabili, ci sono due particolarità che offrono ottimismo a queste aspirazioni: nonostante alcuni evidenti sintomi di fragilità, da un lato, l’Italia ha espletato correttamente molti compiti relativi alla gestione umanitaria nel Mar Mediterraneo, e, dall’altra parte, le azioni compiute dalle sue forze di sicurezza si sono dimostrate efficaci nella lotta contro il terrorismo jihadista all’interno dei propri confini. Il prestigio che questa risposta garantisce è un combustibile insostituibile. L’accumulo di sfide ha messo all’angolo l’Italia; su una lenta ripresa economica, Roma è alla ricerca di se stessa e solo nel Mediterraneo trova il suo riflesso. La pressione migratoria, il pericolo del terrorismo jihadista, l’alternativa energetica e l’espansione commerciale emergono dal Nord Africa, tutto laccato da un imbarazzato senso di responsabilità storica. Mentre la Russia scende nel Mediterraneo l’Italia sale verso il Baltico: ognuno annusa la sfera di influenza dell’altro, più per contesa che per avanzata nel caso dell’Italia. Nonostante questo, il primato russo nella fornitura di energia all’Italia rimane intatto. Allo stesso tempo, nel nord, la Germania mantiene quella solidità economica che le conferisce un ruolo predominante all’interno dell’Unione Europea. E la Francia, d’altra parte, accentua il suo protagonismo politico con la fuga del Regno Unito. Così, in Europa, l’Italia può scalare posizioni attraverso il ritiro britannico, l’avvicinamento alla Francia e l’ utilizzo di posizioni chiave; Federica Mogherini è a capo della diplomazia europea, mentre Mario Draghi detiene la presidenza della Banca centrale europea e Antonio Tajani è il presidente del Parlamento europeo. Nel Mediterraneo, l’Italia trova la sua storia oltre a problemi e opportunità; più profondamente in Africa, tra tutte le circostanze citate, si possono vedere una sfida e una opportunità non meno importanti: quella rappresentata dalla Repubblica Popolare Cinese. La congiunzione di tutti questi eventi intorno all’Italia ha dato forma alla sua reazione: costretta dal suo presente, Roma attraversa il passato per incontrare il suo futuro; senza cadere nelle puerili pretese neocolonialiste, dovrà decidere se si accontenta di essere un pivot geopolitico o intende diventare un giocatore geostrategico. Se la politica estera italiana riuscirà a raccogliere gradualmente le risposte imposte dal contesto attuale, il risultato sotto forma di indiscussa potenza del Mar Mediterraneo garantirà la continuità di questo progresso. Con questo scopo, dovra lavorare fianco a fianco con la vasta gamma di attori della zona: dai partner agli avversari, perché sono tutti un po’ ‘l’uno e l’altro. Una politica estera sagace verso il sud significa andare da ovest a est, vale a dire, partendo da un’alleanza cooperativa con la Spagna ad una competitiva con la Francia, verso le contraddittorie relazioni con la Russia e la Turchia come destinazione, rivalità che possono favorire la leadership del’Italia nella regione. Negli ultimi anni, diversi fattori sincronici sotto forma di sfide militari, sociali ed economiche stanno provocando un risveglio geopolitico dell’Italia, che si riflette in un aumento della sua presenza nel bacino del Mediterraneo e in gran parte dell’Africa. Per comprendere e contribuire al dibattito di questo periodo della politica estera italiana, qui si propone di partire dalla descrizione delle attuali situazioni contestuali per poi processarle attraverso un’analisi comparativa della Repubblica Italiana con due attori determinanti per il suo presente: uno da ieri, il Regno d’Italia, e un altro di oggi, la Repubblica francese.
Di seguito un report Irepi firmato dal politologo Augusto Manzanal Ciancaglini:
L’Italia al centro del Mediterraneo”. 
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