domenica, maggio 27

L’IREPI alla Fiera “Più Libri, più Liberi”

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Concentrare l’attenzione su Medio Oriente, Saddam e l’Iraq è ciò che abbiamo provato a focalizzare durante i lavori della Fiera “Più Libri, Più Liberi“, con la partecipazione dell’analista IREPI Domenico Letizia. Sviscerare e analizzare la pubblicazione, dell’Ambasciatore Domenico Vecchioni che tratta della vita, la storia e la megalomania del dittatore iracheno. “Sangue e terrore a Baghdad” è il titolo della pubblicazione (edita da Greco&Greco) dove l’ambasciatore Vecchioni descrive la repressione dei musulmani sciiti, il tentato genocidio dei curdi/iracheni e la politica particolarmente cruda del dittatore. Con tale pubblicazione si vuol mostrare la dittatura del rais in tutta la sua crudeltà e cinismo, ricordando le sofferenze e i lutti subiti dal popolo iracheno. Ma conoscere anche l’uomo Saddam nelle sue vesti di marito, padre, amante e capo clan. “Sangue e terrore a Baghdad”: con l’Ambasciatore Domenico Vecchioni e l’Ambasciatore Maurizio Melani, vice presidente del Circolo di Studi Diplomatici, abbiamo scandagliato un pezzo di storia irachena e i tentativi della Farnesina di far variare tale storia. Un potere assoluto, quello di Saddam, che lo poneva al di sopra della legge, in una posizione quasi divina, di sopraffazione nei confronti di un popolo che rappresentava un’immensa riserva di vite umane da sacrificare sull’altare della sua assurda follia. Saddam non era il solo elemento crudele della famiglia, pure i suoi figli Uday e Quassay si sono macchiati di orribili nefandezze, diventando tra gli uomini più odiati del paese per le gesta efferate che hanno caratterizzato la loro esistenza. Il saggio di Vecchioni, scritto in modo semplice si legge come un romanzo, cerca di far conoscere senza sfoggiare inutile erudizione, racconta un percorso politico fatto di violenza e di repressione, condotto con un pizzico di follia, variabile costante in ogni dittatore. Interessante la relazione dell’Ambasciatore Melani che in una ventina di minuti è riuscito ad illustrare ottimamente quasi un secolo di storia irachena. L’analista IREPI Domenico Letizia ha ricordato la la campagna, lanciata da Marco Pannella, denominata “Nessuno tocchi Saddam” che poggiava le proprie ragioni sulla convinzione che il processo nei confronti di Saddam Hussein, poiché momento decisivo per stabilire i crimini commessi dal vecchio regime ma anche per impegnare l’Iraq ai principi di responsabilità e Stato di diritto, doveva essere condotto nel pieno rispetto di tutte le garanzie internazionalmente riconosciute; un processo giusto e imparziale, evitando di fornire pretesti a coloro i quali volevano screditare l’azione giudiziaria presentandola come la giustizia dei vincitori sui vinti o la vendetta delle vittime nei confronti del loro carnefice. Durante i lavori sono stati ricordati anche i soprusi subiti dalla comunità ebraica. All’arrivo di Saddam alla vicepresidenza del paese nel 1973, si apre uno dei capitoli più oscuri della storia degli ebrei dell’Iraq, con arresti, condanne e ricatti per i 2mila ebrei presenti allora nel paese, sospettati di essere al servizio dei servizi segreti israeliani. All’arrivo al potere del Partito Baath, le misure discriminatorie nei confronti delle poche migliaia di ebrei non ancora fuggiti diventano sempre più severe: non hanno più il diritto di vendere i propri beni, devono utilizzare un documento discriminatorio di riconoscimento di colore giallo e vengono congelate tutte le loro transazioni immobiliari. Dal 1969 in poi, sono tantissimi gli ebrei in Iraq rapiti e fatti scomparire nel nulla. Molto apprezzate le conclusioni dell’analista IREPI Domenico Letizia: “Ringrazio l’Ambasciatore Vecchioni e l’ambasciatore Melani per aver ricordato la battaglia storica di Marco Pannella e di Nessuno tocchi Caino, passata alla storia come Nessuno tocchi Saddam. Tale pezzo di storia contemporanea è da approfondire poiché anche questa vicenda ha permesso a Marco Pannella e al Partito Radicale Transnazionale di concepire e concretizzare la battaglia attuale per l’affermazione del diritto umano alla conoscenza. Oggi sono qui anche per invitarvi ad approfondire questa vertenza, sostenuta e rappresentata dall’Ambasciatore Giulio Terzi con Sergio D’EliaElisabetta Zamparutti, Matteo Angioli e tanti altri. La storia dell’Iraq e dell’Occidente poteva essere diversa, il passato deve insegnare“. Quella svoltasi alla Fiera è stata una grande lezioni di storia contemporanea da ripetersi il prima possibile. 

Di seguito le foto della presentazione, a cura di Nicoletta Piscitelli:

 

 

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