lunedì, agosto 20

Le prospettive per l’export in Azerbaijan per le aziende del centro sud

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Diversificare: questa la parola chiave che guida e guiderà sempre di più le scelte politiche ed economiche dell’Azerbaigian e in tale fenomeno sociale ed economico le imprese meridionali italiane possono distinguersi e far la differenza puntando ad innovazione, promozione e soprattutto qualità. Chiunque passi qualche giorno di viaggio o di lavoro nella terra del fuoco e chiacchieri per le vie del centro di Baku può rendersi conto dell’immenso fascino che gli azerbaigiani provano nei confronti della storia, della cultura e della società italiana e in particolare l’amore per il Meridione italiano e per Napoli (ricordiamo che la città di Baku e la città di Napoli sono gemellate dal 1972). Attualmente il Paese attraversa una delicata congiuntura economica, a causa del basso corso dei prezzi del petrolio, da cui Baku è fortemente dipendente per le sue esportazioni, e della svalutazione della valuta nazionale, il manat, che nel 2015 ha perso quasi la metà del suo valore in confronto al dollaro.  Tuttavia, secondo autorevoli organizzazioni e agenzie, la domanda interna, sia i consumi privati quanto gli investimenti, saranno la principale fonte di crescita nel medio periodo trainando in questo modo tutti gli altri settori. Guardando alle prospettive dell’economia, la Banca asiatica di sviluppo ritiene che le azioni perseguite dal governo in risposta all’attuale fase di contrazione dovrebbero cominciare a dare presto i propri frutti, portando a una lenta inversione di tendenza tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Una lettura che anche il  Fondo monetario internazionale (Fmi) sembra condividere. I rapporti bilaterali sono intensi e in crescita. La penisola italiana si conferma primo destinatario delle esportazioni azerbaigiane (assorbendone una quota pari al 23%) e rappresenta il quarto importatore nel paese dopo Russia, Turchia e Germania.
L’interscambio commerciale con l’Azerbaigian (dal valore complessivo di circa 5 miliardi di euro nel 2015) è costituito in larghissima parte dalle importazioni italiane nel settore petrolifero, mentre le esportazioni verso il paese caucasico hanno contribuito nel 2015 per circa 660 milioni di euro. La dipendenza del paese dagli idrocarburi e l’avvio delle politiche economiche di diversificazione spinge a un forte impegno per lo sviluppo del vasto settore non-oil. Nel 2015 il PIL è aumentato dell’1,9% raggiungendo 64 miliardi di euro e un PIL pro-capite di 6.435 euro. Questo dimostra che il governo dell’Azerbaigian aveva già avviato una strategia di diversificazione dell’economia per ridurre l’impatto del settore oil&gas sull’economia del paese. Oggi il settore oil&gas occupa il 30% dell’economia del paese, e il resto deriva dal settore non oil. Negli ultimi anni l’economia del paese è aumentata sostanzialmente, proprio grazie al settore non oil che come ha avuto una crescita media del 10% per anno. Tale politica lungimirante del governo dell’Azerbaigian ha garantito e garantisce oggi di neutralizzare i potenziali effetti negativi del calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Inoltre, il governo dell’Azerbaigian ha avviato una nuova serie di riforme economiche che prevedono un nuovo modello economico basato sull’approfondimento del processo di diversificazione dell’economia del paese e sull’aumento delle esportazioni non energetiche dal paese. Trasporti, energia, tecnologie dell’informazione, edilizia, agricoltura, agroindustria, sfere del turismo, dimostrano una crescita solida e hanno un grande potenziale per la cooperazione con partner stranieri. L’Azerbaigian è situato in un’area di grande importanza geopolitica ed economica, sul crocevia tra oriente e occidente, nord e sud e la localizzazione geografica del paese fornisce ampie opportunità per beneficiare del suo potenziale di transito competitivo.

Photo of pinned Baku on a map of Asia. May be used as illustration for traveling theme.

Riconoscendo il valore dei trasporti come un importante meccanismo per lo sviluppo sostenibile, l’Azerbaigian ha lanciato con successo diversi progetti infrastrutturali regionali. In collaborazione con la vicina Turchia e la Georgia, l’Azerbaigian ha sostenuto e finanziato la ferrovia Baku-Tbilisi-Kars come il collegamento più breve tra l’Europa e l’Asia. Dopo aver messo questo corridoio ferroviario in funzione, il tempo per il trasporto di merci dalla Cina orientale verso l’Europa e viceversa sarà ridotto di 2 volte. Il paese ha anche messo in funzione con successo il nuovo porto marittimo commerciale internazionale di Baku. Il primo container è arrivato al nuovo porto dalla Cina attraverso il Caspio nel mese di agosto 2015. L’Azerbaigian è anche parte del corridoio di trasporto nord-sud. Ha stabilito una buona collaborazione con i paesi vicini per la realizzazione dei progetti di trasporto di questo corridoio. Il progetto di comunicazione Trans-Eurasia (TASIM), che è stato avviato dall’ Azerbaigian, fornirà i paesi della regione con servizi ICT, facilitando l’accesso ad Internet, sistemi di telecomunicazioni e risorse di e-informazioni per 20 paesi in tutta la regione. L’Azerbaigian si pone come punto di passaggio fra due continenti: ai progetti per sviluppare una rete infrastrutturale regionale si affiancano quelli, in parte realizzati, per gli approvvigionamenti energetici futuri, sia nel settore petrolifero che del gas. I rapporti tra Italia e Azerbaigian si rafforzeranno nel prossimo futuro. Recentemente il ministro degli Esteri Italiano Paolo Gentiloni ha rassicurato il governo dell’Azerbaigian sull’avanzamento del progetto Tap che, dopo le preoccupazioni espresse dalla compagnia di Stato Socar, si è detto fiducioso che il gasdotto procederà nei tempi previsti. In un’intervista, il ministro ha spiegato che al 2020 arriveranno in Italia, dal Paese del Caspio, 2 miliardi di metri cubi di greggio, per poi andare a regime negli anni successivi.
Tra le nuove frontiere di collaborazione c’è anche l’agricoltura, settore importante considerata anche la posizione geografica del Paese che confina con il mercato russo e dell’Asia centrale. “Qui hanno bisogno di tecnologie e di meccanizzazione, settori in cui le imprese italiane possono effettivamente esserci” ha recentemente dichiarato Gianpaolo Cutillo, già Ambasciatore italiano a Baku. Oltre ai settori della logistica vi è anche quello delle infrastrutture e dei trasporti. L’Azerbaigian è sul passaggio dei cosiddetti corridoi, est-ovest, nord-sud e questo comporta una serie di investimenti sulla logistica. Ad esempio la realizzazione di un porto sul Mar Caspio, le ferrovie, le infrastrutture stradali. Il porto di Baku è per le imprese italiane molto importante perché potrà diventare, insieme ai porti del Turkmenistan e del Kazakistan che si stanno per realizzare, elemento di moltiplicazione del traffico sul Mar Caspio. Tutto questo prevede la costruzione di infrastrutture e la gestione di questo traffico. Molti potrebbero essere i programmi di investimento e di lavoro per le imprese italiane che possono contribuire al progetto e radicarsi qui in vista della creazione di un potenziale hub regionale.
A ciò, va aggiunta l’analisi del presente: l’elevata attenzione per il prodotto pregiato e il Made in italy hanno portato molte aziende italiane ad aprire nel paese veri e propri punti vendita. Alle attrezzature per l’estrazione e il trasporto di petrolio, si sono aggiunti macchinari agricoli, per i lavori stradali, per l’illuminazione e per la trasformazione dei prodotti alimentari. Opportunità anche per i macchinari per la lavorazione del vetro. Inoltre, opportunità nel settore della progettazione, della misurazione e del design industriale, anche alla luce delle intense attività di costruzione. Quello dell’arredamento è un altro campo connesso allo sviluppo delle costruzioni e del design d’interni, avvantaggiato inoltre dal prestigio di cui gode il marchio italiano nei confronti dei cittadini azerbaigiani, un amore ancora più forte verso il Meridione della nostra Penisola.
Per leggere lo studio degli analisti IREPI Letizia Domenico e Fabrizio Colamonici, pubblicata per Eurasian Businness Dispatch, mensile del Italia Europa Asia Consorzio Export, cliccare il link che segue

Le prospettive per l’export in Azerbaijan per le aziende del centro sud 

IMPORTANTE: E’ possibile avviare la propria azienda in Azerbaigian con il 100% di investimento straniero oppure sotto forma di joint-venture con un partner locale. Non esistono requisiti specifici in termini di formato delle azioni, né limitazioni legali all’elemento straniero presente in una società e nell’investimento. Il numero di documenti che deve essere presentato al Ministero delle Tasse ai fini dell’iscrizione è certo e limitato. Un rapporto di lavoro si fonda sulla sottoscrizione di un contratto scritto di assunzione che, nella maggior parte dei casi, è di tipo indeterminato.

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