domenica, dicembre 16

Le interferenze iraniane in Marocco e le proposte dell’Onu

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(ITALPRESS) – Domenico Letizia –  La crisi tra il Marocco e l’Algeria ritorna al centro dell’attenzione dei media e delle agenzie del Nord Africa. Ad accendere i riflettori è l’Iran, che insieme al suo alleato sciita libanese, è accusato di sostenere i miliziani del Polisario attraverso l’Ambasciata iraniana in Algeria. Come risposta alle ingerenze estere il Marocco ha tagliato i rapporti diplomatici con l’Iran, chiudendo la sua Ambasciata a Teheran ed espellendo l’ambasciatore iraniano a Rabat. Il ministro degli Esteri del Marocco Nasser Bourita ha recentemente dichiarato: “l’Iran e il suo alleato sciita libanese, Hezbollah, sostengono il Polisario addestrando e armando i suoi combattenti attraverso l’ambasciata iraniana in Algeria. Hezbollah ha inviato ufficiali militari al Polisario e ha supportato il fronte con le armi addestrandolo alla guerriglia urbana”. Il Fronte Polisario è una struttura para-militare attiva nel Sahara Occidentale, fondato il 10 maggio 1973 con l’intento di ottenere l’indipendenza del Sahara Occidentale dall’occupazione militare della Spagna, dal Marocco e dalla Mauritania e non gode del sostegno e del riconoscimento delle Nazioni Unite. I combattimenti con il Marocco sono cessati il 6 settembre 1991 con la collaborazione della Missione delle Nazioni Unite. Il Marocco, per contrastare l’esercito del Fronte Polisario, finanziato principalmente dall’Algeria, ha edificato il noto “muro di difesa marocchino” e per evitare l’infiltrazione di esponenti estremisti e combattenti islamici all’interno del proprio territorio nazionale. Le problematiche del Marocco con l’Iran risultano anche come una vittoria diplomatica per Israele, che accusa da tempo l’Iran di destabilizzare la regione e di non aver rinunciato all’idea di realizzare la bomba atomica. Ad aggravare la situazione, la recente notizia che l’Algeria starebbe valutando di adottare nuove misure nella crisi con il Marocco. Tra le possibili iniziative, la richiesta delle autorità algerine al governo marocchino di ridurre le rappresentanze diplomatiche in Algeria. Inoltre, l’Algeria potrebbe chiudere alcuni consolati in Marocco. In rapporto alla comunità internazionale, nel 2017, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ribadì nuovamente la preminenza e la pertinenza della proposta marocchina d’autonomia presentata al Segretario generale nell’aprile 2007, accogliendo con favore gli sforzi seri e credibili compiuti dal Marocco per procedere verso una soluzione definitiva del conflitto. Un percorso concreto quello del Marocco, messo in pericolo dalle ingerenze dell’Iran e dell’Algeria. Il Consiglio di Sicurezza accolse con favore le iniziative adottate dal Regno del Marocco, il ruolo svolto dalle commissioni del Consiglio nazionale dei diritti umani a Dakhla e Laayoune e l’interazione tra il Marocco e i meccanismi riguardanti le procedure speciali del Consiglio dei diritti umani dell’Onu. Anche la recente risoluzione, aprile 2018, delle Nazioni Unite sembra confermare le preoccupazioni del Marocco. Per le Nazioni Unite, la zona oggetto di attenzione è una “zona cuscinetto” ai sensi degli Accordi di cessate il fuoco, in cui non possono esservi attività civili o militari. La risoluzione fa dunque sue le preoccupazioni già espresse nei Messaggi del Re Mohammed VI. L’esecutivo delle Nazioni Unite mette in guardia il “Polisario” e l’Algeria, in modo categorico, chiedendo di cessare i loro atti di provocazione e le agitazioni irresponsabili. Tutti gli atti e le bugie sull’esistenza dei cosiddetti “territori liberati” o delle “zone di schieramento” sono stati contradetti e rifiutati dal Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Analisi di Domenico Letizia, Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale, pubblicata per il notiziario telematico dell’Agenzia Stampa “Ital Press“.

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