giovedì, ottobre 18

Le donne del Marocco tra Coraggio e Futuro

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475: non è solo un numero; È stato l’orrore, il terrore e la paura del territorio marocchino. Si tratta del noto articolo del codice penale che permette “ai condannati di abusi sessuali o rapimento di minori, l’impunibilità, qualora sposino la loro vittima”.  Qualcosa negli anni è cambiato, purtroppo solo dopo il suicidio della sedicenne Amina a-Filali costretta a sposare il suo violentatore. La notizia destò notevole interesse e indignazione, numerosi furono i movimenti di protesta, si riuscì a raccogliere 800 firme e dopo due anni si giunse alla vittoria: il Parlamento abrogò l’articolo. Si tratta di una piccola vittoria, ma il codice penale andrebbe completamente revisionato; perché le donne non godono ancora di diritti e protezione che spetterbbero loro. D’altronde, questa abrogazione rappresenta solo l’inizio, ciò che veramente serve è “un progetto di educazione e sensibilizzazione nazionale”.

Il Marocco ha fatto grandissimi passi avanti, per molti secoli la donna è stata succube dell’uomo e delle varie ingiustizie, è stato poco rispettata, ritenuta inferiore, privata del diritto all’istruzione e all’occupazione. Ma il carattere che le contraddistingue è il coraggio, il non arrendersi, infatti vanno ricordate quelle donne che hanno dato tanto, dalle attiviste alle associazioni femministe che iniziarono una campagna per chiedere la revisione del codice penale e del “mudawwana”, il codice della famiglia. Una vera e propria catena umana animata da solidarietà, lotta e coraggio, ma soprattutto da una presa di coscienza della violenza. Attualmente, si occupano di sostenere e difendere la loro categoria contro il prevalente pensiero maschilista, contro l’evidente disparità sociale e anche contro quelle stesse donne, purtroppo, tradizionaliste.

L’analista Daniela Cafarelli

Tanto si deve alle scrittrici che hanno messo in primo piano nelle loro opere e nelle loro penne, la vita della donna usando come temi alcuni tabù, tra cui il sesso, la poligamia, il divorzio e la verginità. Anche nell’ambito cinematografico ci sono stati dei contribuiti, concentrandosi sull’esaltare, non solo la cruda realtà marocchina, ma anche la grande forza, il grande orgoglio di quelle donne pronte a combattere per la propria libertà, attraverso la ricerca di nuovi modi e luoghi per emergere, per ribellarsi al potere patriarcale ed infatti, negli ultimi anni, la condizione della donna nel paese nordafricano è notevolmente migliorata. Hanno contribuito i movimenti sociali che hanno permesso la promozione dell’uguaglianza di genere. Alcuni contributi vanno a Mohammed VI che ha avviato progetti di modernizzazione, progetti di legge e decreti per migliorare le condizioni della donna. Dunque, i passi avanti sono numerosi e notevoli, ma la strada è ancora ripida e lunga, soprattutto, per quanto riguarda la violenza sulle donne. Tuttavia, già a partire dagli anni 50-60 si è registrata una situazione positiva, le donne si sposano più tardi, il tasso di fertilità è sceso, una donna su due era analfabeta, ora hanno acquistato importanza nell’ambito dell’istruzione e di conseguenza nella vita pubblica ed economica. Ci sono state alcune aperture che hanno offerto maggiori e migliori opportunità alle donne. Purtroppo, però, gli sforzi necessari per raggiungere un elevato livello di democratizzazione e modernizzazione della società, sono ancora tanti, il Marocco è in transizione, si tratta di un cambiamento lento ma non per questo impossibile.

Bisogna ancora lottare e credere… a dirla di Marco Pannella: “non avere speranza che qualcosa cambi… ma essere la speranza del cambiamento”

Articolo pubblicato per la Rivista “Caratteri Liberi” dall’analista IREPI Daniela Cafarelli:  

Le donne del Marocco tra coraggio e futuro

Intervento di Daniela Cafarelli, sulla condizione delle donna in Marocco, per i microfoni di New Radio Network: 

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