martedì, dicembre 11

I lavori del Summit Nazionale delle Diaspore

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Il Summit Nazionale delle Diaspore vuole essere un momento in cui le associazioni e comunità di migranti, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, le Ambasciate, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il Consiglio Nazionale Cooperazione allo Sviluppo, le istituzioni locali (regioni e comuni) e gli organismi della società civile, possano creare uno spazio dove confrontarsi sugli obiettivi e programmi di cooperazione con i paesi di origine delle migrazioni e avviare momenti, percorsi di formazione e sensibilizzazione sulle tematiche legate alla relazione complessa tra Migrazioni e Sviluppo, instaurare collaborazioni e partenariati per il raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile attraverso la valorizzazione delle diaspore.

Atlantis n 3 – 2017

Gli incontri territoriali hanno lo scopo di condividere obiettivi e opportunità di azione delle associazioni dei migranti nella Cooperazione Italiana. Il progetto è in corso di sviluppo attraverso sette incontri territoriali a Firenze, Napoli, Padova, Roma, Cagliari, Milano e Torino per giungere al momento finale stabilito per il 18 Novembre a Roma, dove si condivideranno le istanze fatte emergere dalle diverse associazioni. Il binomio “Migrazione e Sviluppo”, rappresenta una delle più impegnative sfide per il governo e la società civile della nostra penisola e solo un attenta analisi e un approccio non demagogico alla problematica può far emergere opportunità e sensibilità di conoscenza completamente ignorate dalla nostra società. In Italia esistono più di 2100 associazioni di immigrati, espressioni delle diaspore, che svolgono un ruolo di rappresentanza nei confronti delle istituzioni e di mediazione tra i singoli migranti e la società di accoglienza, con le istituzioni, nonché di dialogo interculturale e multiculturale. Molte di queste associazioni svolgono anche attività di solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo, promuovendo le relazioni tra l’Italia e i Paesi di origine dei migranti, un lavoro enorme e davvero impegnativo. “E’ la prima volta in assoluto che le diaspore, assieme alle istituzioni e alle organizzazioni della società civile, uniscono le loro forze per un Summit che mira a definire nuove modalità di lavoro e una strategia comune sul ruolo delle diaspore nella cooperazione allo sviluppo”, ha recentemente dichiarato, per la Rivista “Vita”, Cleophas Dioma, coordinatore del Gruppo di lavoro “Migrazione e sviluppo” del CNCS. “L’obiettivo è di rendere effettiva la legge 125 e implicare in modo strutturale le diaspore d’Italia nella cooperazione internazionale”. Il Summit, organizzato dal gruppo di lavoro “4” del CNCS, con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), delle Fondazioni For Africa Burkina Faso e della Fondazione Charlemagne, nonché con il supporto di Enti Locali e organizzazioni della società civile, sarà un’occasione per un confronto tra associazioni di migranti, istituzioni e organismi della società civile, e uno strumento di scambio permanente di informazioni e obiettivi con la cooperazione Italiana. Altro aspetto importante, da non sottovalutare, è la presenza di imprenditori stranieri che avviano un attività e producono ricchezza in Italia.

Atlantis n 3 – 2017

La percentuale di imprenditori non italiani negli ultimi cinque anni è cresciuta di oltre venti punti, attestandosi a quota 656mila, di cui 491mila extra-Ue. I dati relativi all’anno 2015 riferiscono che un titolare di un’azienda su dieci proviene da uno Stato diverso dall’altro e contemporaneamente i migranti presenti in Italia hanno inviato nel 2015 rimesse in madrepatria per un valore complessivo che supera i cinque miliardi di euro, con una media di circa mille euro per ogni immigrato. Come recentemente dichiarato dal Viceministro degli Affari Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale, Mario Giro “le finalità politiche dell’iniziativa riconoscono nelle diaspore un’importante risorsa strategica che può rappresentare un ponte tra i Paesi e le società, rivestendo un ruolo chiave nello scambio di risorse economiche, culturali e di conoscenze sociali e riconoscendo che le identità in Europa si estendono sempre più al di là dei confini nazionali”. 

Intervista ad Aurica Danalachi dell’Associazione Giovani Moldavi in Italia

Tra le relatrici alla conferenza svoltasi a Firenze abbiamo intervistato Aurica Danalachi, membro fondatore dell’Associazione Giovani Moldavi in Italia “O3M”. L’Associazione rappresenta gli interessi dei giovani di fronte alle istituzioni dello Stato, sia nella Repubblica di Moldova sia in Italia. Grazie agli sforzi congiunti e all’entusiasmo, l’associazione gode di un grande successo e il numero dei membri è in continua crescita. Il crescente interesse dei giovani per le attività svolte dall’associazione “O3M” risveglia un nuovo progetto: la coesione dei giovani moldavi in Itala attraverso la ramificazione dell’associazione in tutta Italia, tramite filiali.

L’evento è stato definito come il più grande e importante momento dedicato alle comunità straniere in Italia. Può spiegarci il motivo e gli obiettivi? 

Non solo il più grande e importante evento dedicato agli stranieri in Italia, ma direi anche il più audace, considerando il momento storico in cui ci troviamo. Assistiamo per la prima volta al coinvolgimento diretto delle comunità straniere in un organismo istituzionale (CNCS). E’ nata l’idea di dare vita ad un percorso progettuale di comunicazione, sensibilizzazione e di accompagnamento alla formazione di una rappresentanza allargata delle diaspore mediante alcune importanti attività, tra cui l’organizzazione del primo Summit Nazionale delle Diaspore e successivamente la creazione del Forum italiano delle diaspore. Il Summit sarà l’occasione in cui le diaspore incontrano le Istituzioni alla Cooperazione, la società civile e il settore privato per un diretto confronto, e per definire insieme una road map che porti al raggiungimento degli obiettivi del documento programmatico di Cooperazione Internazionale del governo italiano e quindi delineare gli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso la valorizzazione delle diaspore

 

Quali sono gli obiettivi per il 18 Novembre, quando si svolgerà l’incontro finale del Summit Nazionale delle Diaspore? 

Gli obiettivi sono diversi, vediamone alcuni: 

• Comunicare alle diaspore presenti in Italia la nuova legge della Cooperazione Italiana, il ruolo della DGCS, dell’AICS, del CNCS e della programmazione della Cooperazione Italiana nel quadro dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile e della politica europea; 

• Migliorare la conoscenza delle diaspore in Italia e delle esperienze virtuose di migrazione e sviluppo; 

•  Far conoscere, riconoscere e promuovere l’apporto delle diaspore all’arricchimento della società d’accoglienza e allo sviluppo dei loro paesi di provenienza; 

• Contribuire alla creazione di reti locali e nazionali di associazioni delle diaspore.

Può spiegarci l’attualità e il lavoro svolto dall’ Associazione Giovani Moldavi in Italia “O3M”? 

Mi è dispiaciuto molto dare le dimissioni a febbraio scorso dal ruolo di Presidente, infatti sono stata costretta a tale scelta dal nuovo ruolo di import manager che mi porta via molto tempo ed energie. Tuttavia, proprio pochi giorni fa, abbiamo eletto il nuovo Consiglio direttivo composto da Efim Olan (Presidente), Ion Tataru (Vicepresidente) e la sottoscritta (Segretario). Dopo una leggera interruzione delle attività stiamo ripristinando i lavori per il lancio del sito ed alcune iniziative che vedono protagonisti i giovani.

Che obiettivi si pone l’Associazione nell’immediato futuro? 

Verrà portato a termine il programma iniziato l’anno scorso, saranno promosse nuove iniziative che diano visibilità all’associazione tramite collaborazioni con altre associazioni, partecipazione ed organizzazione di eventi, corsi di formazione, seminari e verranno incentivate nuove modalità operative che implichino la partecipazione attiva dei membri O3M in un clima collaborativo.

Che bilancio tracciare sull’integrazione dei giovani moldavi in Italia, quali sono le loro preoccupazioni e quali sono le speranze?

Mediamente, i giovani moldavi sono ben integrati nella società italiana. Tuttavia non dimentichiamo un numero considerevoli di giovani non integrati che hanno difficoltà a trovare lavoro e spesso sono sottoposti alle più assurde discriminazioni. Le preoccupazioni dei giovani moldavi sono le stesse dei giovani italiani, forse qualcuna in più come ad esempio il rinnovo del permesso di soggiorno ed altri adempimenti burocratici. La preoccupazione principale è trovare un buon lavoro che ci permetta di vivere dignitosamente. Le speranze sono tante, siamo immigrati per seguire i nostri genitori nella ricerca di una vita migliore, ma abbiamo anche noi sogni e tanti desideri. Con occhi nostalgici guardiamo alla situazione politica, economica e sociale della Repubblica di Moldova che ci preoccupa molto, e ci auguriamo di poter contribuire in qualche modo, prima che sia troppo tardi. 

Intervista dell’analista IREPI Domenico Letizia pubblicata per la Rivista di Geopolitica “Atlantis“. L’ultimo numero della rivista è visionabile al seguente link:  Atlantis 3/2017

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