martedì, giugno 19

L’Albania dalla Ragion di Stato allo Stato di Diritto in Europa

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Le relazioni tra Albania e Italia divengono sempre più intense e consistenti e in tale logica gli eventi di approfondimento accademico, dalla storia all’economia senza dimenticare costumi e tradizioni, aiutano a comprendere l’essenzialità e le motivazioni di tali rapporti. Lunedì 14 maggio 2018, a partire dalle ore 10, presso il Salone degli Affreschi dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, in Piazza Umberto 1, si è svolta la giornata di studi “Made in Albania”. La giornata ha avuto inizio con la proiezione gratuita del film “L’attesa”, del registra Roland Sejko, vincitore del Premio Donatello nel 2013 a cui è seguito un dibattito moderato dal giornalista Manlio Triggiani e animato da Silvio Maselli, Assessore alla cultura del Comune di Bari, dal Prof. Michele Indellicato, Coordinatore del Master I livello “Etica della Pace”, Padre Piergiorgio Taneburgo, Missionario a Scutari dei frati cappuccini, Padre Ernesto Santucci, Missionario gesuita in Albania e Scrittore, Anila Bitri, Ambasciatore della Repubblica di Albania in Italia e il rettore Antonio Felice Uricchio. Interessantissime le relazioni dei professori Ciuffreda, Barbuti e della professoressa dell’Università di Bari Vittoria Bosna sulla figura della donna in Albania nell’ultimo secolo. La giornata è proseguita con un Concerto della pianista Mertita Rexha Tershana, uno degli artisti più attivi nell’arena musicale albanese, solista con l’orchestra sinfonica albanese della Radio e della Televisione, accompagnata dal violoncellista Giuliano De Angelis, artista dotato di incredibile perizia tecnica e smisurata sensibilità. La giornata si è conclusa con il coocking show dello chef Antonio Bufi, che ha preparato due piatti della tradizione albanese e pugliese in chiave moderna a cui è seguita la degustazione organizzata dalla partnership tra l’associazione albanese sommelier e “Cantieri del gusto”, di vini e piatti tipici della cucina albanese e pugliese, narrata da Roberto Capobianco. Organizzatori dell’evento le società italo albanesi “Italian Network” e “Albania Investimenti” con la collaborazione dell’Ambasciata della Repubblica di Albania in Italia, del Consolato generale di Albania a Bari e del Corpo Consolare Puglia Basilicata e Molise. Per comprendere l’importanza dei lavori intervistiamo il Console Generale della Repubblica di Albania a Bari, Adrian Haskaj.

I legami tra Puglia e Albania. Lei spesso sottolinea l’importanza dei rapporti culturali e turistici tra la nostra penisola, in particolare la regione Puglia, e il paese delle aquile. Perchè?

L’evento “Made in Albania” rappresenta perfettamente quelli che sono i rapporti tra Albania e la regione Puglia. La Puglia resta la porta d’Oriente privilegiata per chi vuole raggiungere il Paese delle aquile, sia per gli spostamenti via mare che per quelli via aerea.

Già la Via Egnatia, parte del Patrimonio culturale italo albanese e non solo, una delle vie più antiche dai tempi dei romani, collegava Roma con l’Oriente. L’Albania offre numerose attrazioni turistiche. Alle spiagge di Valona (con il suo nuovo lungomare), Ksamil, Dhermi, Gjipe, si affiancano le attrazioni delle riserve, dei parchi naturali e delle montagne come Theth e Valbone e il turismo di avventura (parapendio, mountain bike, immersioni). Ci sono tre siti Unesco, Butrint, Berat e Gjirokastër, oltre a numerosi siti archeologici come Apollonia.

Sono molti i legami economici e culturali tra la Puglia e il paese delle aquile. Come implementarli?

 La Regione Puglia e la Repubblica Albanese hanno una lunga esperienza di collaborazione sancita da due accordi, il primo nel 1998 e il secondo nel 2004.  Il 12 settembre 2016 è stato firmato un Accordo di cooperazione tra la Regione Puglia e il Ministero della Cultura di Albania, ai fini della realizzazione di iniziative congiunte in tema di turismo e cultura nell’ambito del “Programma transfrontaliero INTERREG IPA II “Italia – Albania – Montenegro” 2014/2020. Attualmente le necessità sono le infrastrutture; ed è proprio per rafforzare le iniziative transfrontaliere congiunte, turistiche e culturali che necessitiamo di implementare il trasporto aereo tra Bari e Tirana e migliorare le condizioni logistiche del porto di Bari per tutti gli operatori marittimi oltre che per i passeggeri, affinché ne tragga vantaggio il turismo di entrambe i Paesi. Per questo chiediamo la collaborazione della Regione Puglia e del Governo italianoLe nuove politiche del governo albanese puntano alla crescita degli investimenti nel settore alberghiero oltre che nell’agricoltura e nell’agribusiness. In questo settore gli imprenditori pugliesi e meridionali possono riscontrare notevoli vantaggi per l’implementazione del proprio network e per nuovi mercati in cui diffondere e far conoscere i propri prodotti.

Nel corso della giornata si è descritto il paese di Skanderbeg dai tempi della Ragion di Stato, all’attualità della nazione che fa riforme in nome dello stato di Diritto, per adeguarsi all’entrata nella comune casa europea. Cosa l’ha colpita dei vari interventi?

La riforma costituzionale, fortemente voluta dal premier Edi Rama perché ritenuta da Bruxelles una condizione fondamentale per l’entrata del paese balcanico in Ue sta generando un radicale cambiamento dell’intero sistema giudiziario e avendo un riscontro positivo nella popolazione e negli operatori economici internazionali. Detto ciò, rimembrare il passato regime, come avvenuto durante i lavori della giornata Made in Albania – concerto evento a 550 anni da Skanderbeg, permette oggi di far comprendere davvero il passaggio dalla Ragion di stato allo stato di Diritto compiuto nel nostro paese. Molto resta ancora da fare ma il nostro futuro è l’Europa e l’implementazione dello stato di diritto.

Il Parlamento albanese ha votato la legge di riforma del sistema giudiziario, un primo grande passo concreto verso il rafforzamento dello stato di diritto e l’avanzamento nel percorso europeo del paese. Possiamo illustrare l’importanza di tali riforme?

 Come già accennato, Tirana spera di ottenere una favorevole raccomandazione incondizionata. Il Primo Ministro Edi Rama, durante i suoi colloqui a Bruxelles, con il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, con il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, e con Jean-Claude Juncker, ha trovato un clima “favorevole” agli sviluppi in Albania ed l’apprezzamento per le riforme intraprese e il suo progresso nel processo di integrazione europea. Il passo importante di tale riforma è l’aver stabilito una serie di misure per la selezione dei magistrati, dando avvio dal luglio 2016 a un accurato esame delle credenziali di tutti gli oltre 800 giudici e procuratori albanesi, per escludere tutti quelli accusati di corruzione o di conflitto d’interesse e istaurare un clima imprenditoriale meno legato al clientelismo e alla corruzione.

 Roberto Laera, amministratore di Italian Network e organizzatore dell’evento, ha saputo incrociare le eccellenze enogastronomiche pugliesi e meridionali con le eccellenze albanesi. Il governo albanese sta incrementando la promozione del “Made in Albania”, un’interessante opportunità anche gli imprenditori italiani interessati ad investire nel paese. Ci può illustrare questo progetto più nel dettaglio?

Devo ringraziare Roberto Laera e la società Italian Network per il lavoro di promozione economica culturale che con caparbietà continua da anni a perseguire. In questa corsa ai marchi stranieri, quello che abbiamo dimenticato sono esattamente i marchi albanesi. Un progetto del Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, insieme alle sue istituzioni subordinate, mira proprio a rafforzare il marchio “Made in Albania” attraverso una rete di negozi che commercializzeranno solo prodotti albanesi. I prodotti che verranno scambiati nella rete di negozi Made in Albania devono soddisfare criteri necessari. La gestione della rete di negozi “Made in Albania” sarà privata. Chiunque voglia sviluppare un simile investimento deve soddisfare una serie di condizioni e può anche beneficiare del sostegno che le istituzioni forniranno per questa iniziativa. Sono convinto che gli imprenditori italiani potranno fornire un contributo importantissimo anche nella promozione delle nostre eccellenze riuscendo a creare un legame forte anche con le eccellenze italiane e meridionali.

 Il modello culturale ed economico prevalente in Albania è quello denominato “sistema Italia”. Cosa della visione imprenditoriale italiana affascina gli albanesi?

 In Italia, se nel 1991 la grande impresa (241 con oltre 1.000 addetti ciascuna) dava lavoro a 780mila persone, dopo qualche decennio le grandi imprese sono solo 176 con 430mila occupati. La strada obbligata è favorire le medie imprese a diventare grandi. Questo è ciò che affascina anche noi albanesi: la forza e la caparbietà del piccolo e medio imprenditore italiano. Stiamo studiando tale sistema e molto avremo ancora da approfondire, insieme e cooperando per lo sviluppo del Mediterraneo e delle zone depresse come quelle meridionali italiane.

 Abbiamo letto della nuova proposta del Ministro dell’Economia Amhetaj di ridurre la pressione fiscale al 5% per le aziende che fatturano fino a 108 mila euro l’anno. Quali altri sono i vantaggi di investire in Albania?

L’Albania si trova in una posizione strategicamente interessante e spesso viene considerata la base per poter accedere ai Balcani dall’Europa e viceversa. Durazzo, Saranda, Shengjin e Valona sono le quattro porte di ingresso al paese, addirittura il porto di Shengijn è uno dei più profondi del mar Mediterraneo. Essendo un paese che sta crescendo, ci sono diversi settori in cui potersi inserire senza temere grande concorrenza, che magari in Italia sono già saturi. Si va da quello delle energie rinnovabili fino al turismo, da quello dei trasporti fino alla produzione, senza dimenticare anche il settore minerario. Il turismo è forse il settore che, più di tutti, offre opportunità di investimento. Aumenta di anno in anno il numero dei visitatori, in maniera particolare dai vicini paesi Balcani e dall’Italia. Sono già state avviate delle politiche che, entro il 2020, si prevede dovranno migliorare ed incentivare lo sviluppo del settore. Si prevede una richiesta sempre più forte di centri benessere. Inoltre, grazie ai progetti governativi di promozione del “Made in Albania”, molte opportunità vi sono anche nei settori legati all’agroalimentare e all’agribusiness.

 Novità importanti sono in arrivo anche in Campania grazie al lavoro di collaborazione tra il Consolato e “Italian Network”. Sta prendendo vita un progetto di cooperazione economica e di valorizzazione delle eccellenze campane e albanesi che vedrà la presenza del Ministro dell’Agricoltura albanese Nico Peleshi in Campania. Come valorizzare le zone depresse del meridione italiano attraverso la collaborazione con il paese delle aquile?

La Campania in generale, con particolare attenzione alle provincie di Salerno e di Caserta, rappresenta un laboratorio di eccellenze agroalimentari e imprenditoriali da scoprire e far conoscere in Albania. Il progetto menzionato, e ringrazio Roberto Laera di Italian Network per il lavoro che sta svolgendo con la preziosa collaborazione dell’Università di Salerno e del Consolato Generale di Bari, vedrà la partecipazione del Ministro dell’agricoltura e dello sviluppo rurale Nico Peleshi che sarà accompagnato da una quindicina di grandi imprese albanesi del settore e che effettueranno dei matching con le aziende campane. Parteciperanno ai lavori numerosi analisti economici, imprenditori, giornalisti, professori universitari, Un evento di estrema importanza per tutta la Campania per cui vi invito a contattarci in caso vi siano imprenditori interessati a collaborare. Nostro compito sarà quello di promuovere le eccellenze campane in Albania e le eccellenze albanesi in Campania, un gemellaggio culturale ed economico che ci rende entrambi vincitori. Insieme, possiamo crescere e affermarci nei mercati internazionali. Possiamo collaborare e integrarci, una sana collaborazione per lo sviluppo del Mediterraneo.

Articolo di Domenico Letizia, Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi) e Responsabile alla Comunicazione di Italian Network, pubblicato per il quotidiano “Cronache di Napoli” e “Cronache di Caserta”. 

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