mercoledì, ottobre 17

L’Agenzia Standard & Poor’s e il rating di credito sovrano in Albania

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L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha recentemente affermato che si aspetta che il governo albanese prosegua nel suo programma di riforme strutturali, in parte perché mira ad aderire all’UE, migliorando gradualmente l’efficacia e la prevedibilità istituzionale dell’Albania. “L’economia continuerà a crescere a un ritmo relativamente veloce, anche se da una base bassa“, ha detto S & P, aggiungendo che mentre gli effetti dei progetti di investimento su larga scala svaniscono, la domanda interna diventerà un motore importante per lo sviluppo economico. Come riportato dal Portale di informazione economica e geopolitica “Albania Investimenti“,  il disavanzo delle amministrazioni pubbliche ha registrato un leggero rialzo nel 2017 nonostante le elezioni generali, mentre negli anni precedenti i disavanzi e gli arretrati di pagamento sono aumentati notevolmente. Secondo le previsioni, il governo continuerà a impegnarsi per il risanamento dei conti pubblici, con un disavanzo delle amministrazioni pubbliche in calo all’1,5% del PIL nel 2020. La crescita dei ricavi è stata solida e le entrate fiscali sono aumentate di quasi il 10% nell’ultimo anno, sulla scia della crescita del PIL e grazie al rafforzamento dell’applicazione fiscale. L’economia sommersa continua a pesare sui ricavi, lasciando ulteriore spazio per il miglioramento della conformità fiscale. In tale ottica, gli analisti analizzano l’economia del paese, in particolare l’attuazione di una nuova imposta patrimoniale basata sulle valutazioni nel 2018. Un’introduzione positiva potrebbe segnalare ulteriori capacità rafforzate della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda le spese, sono sotto gli occhi di tutta la comunità economica gli sforzi profusi dall’Albania per prevenire l’accumulo di arretrati da parte del governo attraverso un monitoraggio più rigoroso. Il successo dell’attuazione e il rispetto della legge sul “budget organico”, che stabilisce limiti alla spesa pubblica in un anno elettorale, hanno anche dato buoni risultati. Il saldo fiscale del 2,1% negativo del PIL nel 2017 includeva anche gli obblighi di spesa dovuti agli effetti ambientali. Tuttavia, il deficit era ancora significativamente inferiore rispetto al 2013-2014, quando gli arretrati causati dalle elezioni hanno portato a pressioni finanziarie per il governo.

 

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