martedì, dicembre 11

La dinamicità dei popoli del Mediterraneo. Il legame tra Italia, Campania e Marocco

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Il Sud Europa ha il dovere di analizzare il Mediterraneo e le sue criticità,  avanzando proposte per un futuro di progresso e civiltà. Il Marocco rappresenta per l’Italia un partner cruciale, sia nei rapporti bilaterali, sia come elemento di stabilità per la regione nordafricana. Un’attenzione reciproca: il Marocco intende intensificare la cooperazione economica e la presenza di investitori italiani soprattutto nei settori delle infrastrutture, delle energie rinnovabili, nella logistica e nell’agroalimentare. Un’attenzione che non si limita soltanto al settore dell’Economia ma anche nel rafforzamento dei processi di apertura e democratizzazione. Esempio è il Forum internazionale di Crans Montana 2017 nella città di Dakhla che si è svolto qualche giorno fa. Negli ultimi tempi il Marocco sta dedicando un’attenzione particolare anche al Meridione italiano. Tentiamo di comprendere meglio il futuro di tali relazioni e i lavori del Forum con il Vice Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia Abdel Malik Achargui 

1) Il Regno del Marocco e l’Italia lavorano insieme nel quadro di numerose  Istituzioni e Forum internazionali, in particolar modo l’ONU, il Parlamento Europeo, il partenariato 5+5, la NATO (come osservatore) e le consultazioni sulle grandi questioni regionali ed internazionali. Il Marocco è molto attento al Mediterraneo e quindi all’Italia. Che forza e quali criticità possiamo costatare in tali relazioni?

Il Regno del Marocco è un paese attivo nelle sedi internazionali e, in particolare, nel suo vicinato euro-mediterraneo. Con l’Unione Europea, dopo l’Accordo di associazione firmato nel 1996 (in vigore dal 2000) che disciplina le relazioni tra le due parti negli aspetti politici, di sicurezza, economia, commerciali e socio-culturali, il Marocco ha ottenuto nel 2008 lo Statuto avanzato, che gli permette di consolidare ulteriormente le relazioni con l’UE e di crescere verso un partenariato privilegiato. Il Marocco è anche un partner importante del Consiglio d’Europa e le relazioni tra le due parti sono entrate in una nuova fase, segnata da un riavvicinamento su tutti i piani e da un crescente coinvolgimento di tutti gli attori marocchini (governativi, parlamentari, ONG…) in varie iniziative e azioni di cooperazione. Oltre all’adesione del Marocco a numerosi accordi e convenzioni del Consiglio d’Europa e la sua partecipazione attiva alle attività dei diversi organi del Consiglio d’Europa (Commissione di Venezia, Centro Nord-Sud, Gruppo EUR-OPA …), il Parlamento del Marocco si è visto concedere il 21 giugno 2011 lo statuto di “partner per la democrazia”, presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Tale statuto permette ai parlamentari marocchini di sedersi all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, senza diritto di voto, partecipando ai lavori delle riunioni plenarie e alle riunioni delle commissioni dell’Assemblea per discutere delle questioni comuni. Il Marocco è anche membro attivo del Dialogo 5 + 5, e svolge un ruolo importante nel Processo di Barcellona, nel Forum Mediterraneo e nell’Unione per il Mediterraneo (UpM). Il Marocco, che si occupa del Segretariato dell’Unione per il Mediterraneo, svolge un ruolo attivo nell’attuazione delle decisioni politiche e dei progetti regionali e sub-regionali sviluppati con il supporto di una vasta rete di partner, tra cui i governi, le organizzazioni internazionali, le istituzioni finanziarie, le organizzazioni della società civile, università, fondazioni e settore privato.

2) Quali sono i vantaggi per gli imprenditori italiani che investono in Marocco e che considerazione vi è nel paese del “Made In Italy”?

L’Accordo d’Associazione Marocco-UE, che comprende un Accordo di libero scambio tra le due parti, e che prevede l’approfondimento della liberalizzazione del commercio dei prodotti agricoli e della pesca (Accordo agricolo firmato nel 2012), nonché la liberalizzazione del commercio dei servizi, costituiscono un vantaggio per gli investitori europei e italiani in particolare. L’Italia e le aziende italiane godono di una buona reputazione in Marocco. La vicinanza geografica, così come il clima e la mentalità (mediterranea), che sono per molti aspetti somiglianti, sono delle risorse favorevoli per gli imprenditori italiani che vogliono investire in Marocco per il mercato europeo o per il resto del mondo.  Il Marocco è un Paese stabile e possiede un’infrastruttura moderna e in pieno sviluppo. Inoltre, l’economia marocchina è aperta al mondo esterno e il Paese ha concluso, oltre all’UE, molti accordi di libero scambio con gli altri Paesi: Stati Uniti d’America, Turchia, Tunisia, Egitto, Giordania. Bisognerebbe anche aggiungere la presenza in Italia di una grande comunità marocchina, che supera le 600.000 persone, e che è considerata la prima comunità straniera in termini di iniziative private. Questa comunità dinamica, che mantiene stretti legami con il Marocco, Paese d’origine, svolge un ruolo importante nella promozione dei prodotti dei due Paesi, l’uno nell’altro. Per molti marocchini, in particolare i commercianti e gli imprenditori, “Made in Italy” è un marchio che rappresenta la qualità e la competitività dei prodotti italiani.

 

3) Il Marocco è un alleato strategico per l’Italia, non solo in campo economico ma anche politico e sociale, considerando che la comunità marocchina in Italia è di gran lunga quella straniera più numerosa e le aziende italiane che ogni anno impiantano la propria attività a Rabat e dintorni sono in costante aumento. A quali Riforme si pensa, nell’immediato futuro, affinché tale rapporto continui ad intensificarsi e a rafforzarsi?

Il Marocco ha un ruolo importante nel suo vicinato arabo, africano e mediterraneo. Oltre all’aspetto economico summenzionato, il Marocco è fondamentale in molti dossier, in particolare nel campo della sicurezza e della lotta al terrorismo alla radicalizzazione, all’immigrazione clandestina… Su tutte queste questioni, il contributo del Marocco, in particolare in termini di cooperazione con i Paesi vicini, è riconosciuto e apprezzato. Ma il modello marocchino ha anche dato prova, in particolare con riferimento al suo approccio preventivo incentrato sul lavoro sul campo, di sensibilizzazione, educazione religiosa e miglioramento delle condizioni socio-economiche dei giovani a rischio rispetto ai pericoli citati (radicalizzazione, terrorismo, immigrazione clandestina,…). L’Italia, che è una delle più grandi economie in Europa, svolge un ruolo attivo nella gestione di molti problemi nel Mediterraneo, tra cui la crisi dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Oltre ai suoi sforzi umanitari in questo settore, l’Italia si distingue per l’approccio preventivo che punta a trattare il problema alla radice e a lottare contro i trafficanti di esseri umani. Il Marocco e Italia, insieme, possono svolgere un ruolo importante nella risoluzione di questi problemi, ma anche per contribuire ad alleggerire le tensioni in molti Paesi e regioni in preda a conflitti interni.

 

4) Si è svolta a Dakhla la Trentesima edizione del “Crans Montana Forum” sul tema “Africa e la cooperazione Sud-Sud”, evento patrocinato da Mohammed VI, al quale hanno preso parte 112 paesi oltre a 20 organizzazioni regionali e internazionali, per un totale di 800 persone di cui un centinaio tra Capi di Stato e di governo e delegati di aziende. Che visione comune ci si è posti per il futuro?

Il Forum Crans Montana di Dakhla si è svolto per la terza volta a Dakhla e ha riunito personalità e partecipanti di diverse provenienze e competenze, giunti dai 5 continenti, per uno scambio di opinioni sul tema centrale: “Verso la nuova Africa del 21 ° secolo.” Il Forum, sotto l’Alto Patronato di Sua Maestà il Re Mohammed VI, ha discusso, senza giri di parole né indulgenza, dei problemi reali che l’Africa deve affrontare oggi. A questo proposito, i diversi gruppi di riflessione hanno esaminato, tra le altre, le questioni relative all’agricoltura e alla sicurezza alimentare in Africa, il fenomeno migratorio, i giovani in quanto reale valore aggiunto, l’energia come chiave per il progresso e la crescita, la sicurezza nell’ambito della sanità pubblica, l’Africa e la nuova economia marittima mondiale … E come ha sottolineato il messaggio Reale rivolto ai partecipanti del Forum, “Dakhla è diventata una tappa saliente tra i principali appuntamenti intellettuali e culturali, data la qualità e la statura delle eminenti personalità coinvolte, che provengono dal mondo della politica, dell’economia, della cultura e dell’informazione, nonché dalle strutture della società civile. Ciò è dovuto altresì all’alto livello dei dibattiti e all’importanza dei temi e delle sfide affrontate”. L’edizione 2017 del Forum Crans Montana è stato un grande successo grazie al ruolo pionieristico svolto dal Marocco a favore dello sviluppo dell’Africa, e per la cooperazione Sud-Sud in generale. In molte aree, tra cui lo sviluppo umano, lo sviluppo sostenibile e il settore energetico, il Marocco ha indicato la strada attraverso i grandi progetti che ha lanciato sul suo territorio, ma anche attraverso la cooperazione e gli investimenti in corso in diversi paesi africani fratelli. Avendo parlato del settore energetico, colgo l’occasione per ricordare che Sua Maestà il Re Mohammed VI ha appena lanciato la costruzione della quarta ed ultima fase del Programma Solar Noor a Ouarzazate (a 196 km a sud est di Marrakech), una delle più grandi centrali solari al mondo. La realizzazione della centrale Noor IV contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo del Marocco che mira a conseguire la transizione energetica e a incrementare la quota di energie rinnovabili nel mix energetico nazionale al 52% entro il 2030.

5) Il tema del forum è stato “Insieme per un mondo migliore”, ha sottolineato il presidente del Crans Montana,  l’ambasciatore Jean-Paul Carteron: “Il Marocco spiana la strada in questo contesto per la stabilità”. Il terrorismo e la sicurezza europea: che messaggio lancia il Marocco all’Europa e all’integralismo?

Come precedentemente affermato, il Marocco si assume le sue responsabilità in materia di lotta al terrorismo, al fanatismo e a tutti gli estremismi violenti, tanto sul suo territorio nazionale quanto nel quadro della cooperazione per la sicurezza con i suoi vicini e i suoi partner occidentali. Tuttavia, il Marocco è consapevole che tale approccio alla sicurezza non è sufficiente e bisognerebbe completarlo con politiche e misure preventive, che richiedono un lavoro di ampio respiro. In questo contesto, particolare attenzione è rivolta alla deradicalizzazione dei giovani e alla promozione di un Islam tollerante, rivolto verso la modernità e aperto alle altre religioni e al mondo. Così, l’Istituto Mohammed VI per la Formazione degli Imam, Predicatori e Predicatrici, inaugurato il 27 marzo 2015 da Sua Maestà il Re Mohammed VI, ha accolto centinaia di imam e predicatori provenienti dall’Africa e dall’Europa (Mali, Senegal, Costa d’Avorio, Guinea, Nigeria, Francia …). Sono state poste in essere anche altre misure, come la riforma dei corsi di studio, la lotta all’esclusione e all’emarginazione dei giovani e la penalizzazione dell’apologia del terrorismo e delle idee che invocano la violenza. Dunque il Marocco non cessa di compiere sforzi per promuovere i valori della tolleranza, del rispetto per gli altri, della solidarietà, della diversità culturale e della comprensione tra i popoli.

 

6) Secondo l’ultimo rapporto demografico dell’Istat sui migranti presenti in Italia la comunità più numerosa presente in Campania è quella marocchina. La comunità marocchina è di antico insediamento in Italia e in Campania. Il Marocco guarda con molta curiosità alla Regione Campania sia economicamente che culturalmente e storicamente. Possiamo prevedere un rafforzamento delle relazioni?

La Campania è una regione interessante e presenta molte analogie con alcune regioni del Marocco. Esistono importanti potenziali di cooperazione tra il Marocco e tale regione, e possono essere sviluppati in particolare nei settori agricolo, culturale, turistico …La comunità marocchina nella regione, stimata a …… unità, potrebbe svolgere un ruolo di primo piano nel rafforzamento delle relazioni tra regioni marocchine e Campania. A tal fine, vale la pena ricordare la missione effettuata nel mese di febbraio in Marocco (Casablanca, Rabat, Laayoune) da una delegazione guidata dal Sindaco di Sorrento, durante la quale è stato rinnovato l’Accordo di gemellaggio di Sorrento e Laayoune, in particolare per sostenere il partenariato tra le due città e le regioni coinvolte, e promuovere gli investimenti. Questo genere di iniziative e altre più specifiche nei settori precitati potrebbero avere un impatto certo sulle relazioni non solo tra la Campania, ma tra tutto il sud Italia e il Marocco.

Riportiamo l’intervista dell’analista IREPI Domenico Letizia al vice ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, Abdel Malik Achargui, pubblicata per Cronache di Napoli e Cronache di Caserta.

 

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