martedì, novembre 13

La cucina dell’Azerbaigian in mostra a Roma

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Chiama a raccolta i ricercatori del gusto la campagna promozionale lanciata dall’Azerbaigian che per tre giorni fa sfilare a Roma la sua varietà di sapori. Una cucina multiculturale essendo il Paese crocevia di culture di passaggio e di confine. L’Azerbaigian e il melogranol’Azerbaigian è l’unico paese al mondo che coltiva tutte le varietà del frutto del melograno, che costituisce sicuramente uno dei simboli più noti del Paese.  Il mercato mondiale presenta una grande domanda di melagrane. Oltre ai benefici medici della melagrana, questo frutto è anche considerato un frutto del paradiso poiché il suo nome è citato nel Corano. Il melograno sarà protagonista anche del Primo Festival della Cucina Azerbaigiana che inaugurerà a Roma il prossimo 29 novembre e in cui gli ospiti assaggeranno non solo il gusto delle melagrane al naturale, ma anche le sue moltissime declinazioni tipiche della cucina azerbaigiana come accompagnamento di piatti a base di carne o pesce. Tra i produttori di succo e sciroppo di melograno, che formano l’associazione dei produttori ed esportatori dell’Azerbaigian, ci sono Gilan Gabala Canning Factory, Aznar, Azgranata, Aniia GranartumGranata GmbH & Co. KG BakuKonserv, Sabirabad Canned OJSC. Il melograno è famoso in Azerbaigian anche per il “Festival della Melagrana” – un festival culturale annuale che si tiene nella città di Goychay in Azerbaigian, a 224 km a ovest della capitale Baku.  La prima edizione del Festival del Melograno di Goychay si è tenuta nel 2006 e da allora viene celebrato ogni anno il primo fine settimana di novembre, dopo la raccolta delle melagrane. Diversi tipi di melagrane possono essere degustate dai visitatori. Le persone che partecipano al festival possono anche gustare succhi di frutta e un particolare sciroppo di melagrana chiamato Narsharab, normalmente servito con il pesce o utilizzato nella cucina di carneL’obiettivo principale del festival è quello di promuovere le melagrane di Goychay in tutto il mondo e diffondere la conoscenzale virtù e gli utilizzi in cucina di questo frutto straordinario. Durante il Festival si svolgono anche esibizioni di danze e musica tradizionale azerbaigiana e alcune competizioni, come quella per la melagrana più grande. La festa si conclude con il grande concerto e con fuochi d’artificio tradizionali nella piazza principale della città.  Nel 2017 il festival ha visto l’esposizione di circa 60 tipologie di melograni, tra cui le tipologie più note per i semi grandi e dolci e la buccia sottile sono i Veles, Shirin, Gulaysha e Shikhbaba. Va aumentando di anno in anno la partecipazione al festival dei visitatori sia azerbaigiani che stranieri. Tè: la tradizione del  in Azerbaigian si perde nei secoli. Servire e bere tè è una componente fondamentale della cultura azerbaigiana, e accompagna sempre la visita, anche molto breve, di un ospite. Tipicamente il tè viene servito nei tipici bicchierini “armudu in vetro, ma possono essere anche di ceramica o argento. La forma “a pera” degli stessi ha una valenza insieme estetica e termica, permettendo alla bevanda di restare calda più a lungo. Il tè viene accompagnato con zollette di zucchero, dolci, frutta e marmellate e a volte viene aromatizzato con spezie. Il tè azerbaigiano proviene principalmente dalla regione di Lankaran-Astara e proprio nella città di Lankaran fu aperta la prima fabbrica di tè del paese nel 1937. I vini in Azerbaigian: conosciuto da migliaia di anni per la sua tradizione vinicola, l’Azerbaigian è stato identificato da Erodoto nel V secolo AC come “più famoso di Iran, Grecia e Babilonia” per l’abbondanza e la qualità delle sue uve. I moderni viticoltori producono vino con oltre 20 tipi di uva, tra cui AligoteVioricaPadarok, Chardonnay e Pinot Bianco, solo per citarne alcuni.  Le etichette più famose di vino tra locali e turisti includono Sultan, Gabala, Madrasa, Luci di Baku, Sette Grazie e SavalanGanja si svolge da qualche anno un Festival Internazionale dei Vini che mira a far conoscere al mondo la produzione azerbaigiana e favorire la cooperazione tra i produttori internazionali.

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