lunedì, settembre 24

La Comunità internazionale come Comunità di diritti prima ancora che di Stati

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Approfondimento per i nostri lettori a cura di Elisabetta Chiarelli

E’ evidente che una comune base culturale è il presupposto per superare le divisioni politiche e internazionali. Nella prospettiva perseguita dallo Stato italiano è acquisita nel disegno costituzionale l’esigenza di unificare il territorio anche attraverso la promozione della cultura e della tutela del paesaggio. All’articolo 5 della Costituzione è infatti previsto l’impegno della Repubblica a riconoscere le Autonomie, ad attuare il decentramento nell’erogazione dei servizi e ad adeguare i principi della propria legislazione alla realtà delle Autonomie suddette; nel quadro della disposizione enucleata all’articolo 6 della Carta fondamentale è infine previsto che la Repubblica tuteli le minoranze con apposite norme. All’articolo 9 della Costituzione è altresì contemplata la tutela della cultura e del paesaggio.  A coronamento di queste norme, corollari del principio di solidarietà sociale enucleato all’articolo 2 della Costituzione, agli articoli 143 e 109 del codice di procedura penale sono previsti rispettivamente il diritto per il soggetto che è coinvolto nel processo di avere un interprete ed il diritto per gli appartenenti alle minoranze linguistiche riconosciute di prendere parte al processo facendo uso della propria lingua. Queste norme dimostrano pertanto che la valorizzazione delle diversità culturali e linguistiche non è un ostacolo all’unificazione nazionale, ma costituisce una risorsa fondamentale per conseguire questo obiettivo. Anche l’appartenenza alla Comunità internazionale implica che l’importanza attribuita alla diversità culturale e all’autonomia nazionale presidiata mediante la previsione di un diritto all’autodeterminazione dei popoli, non contrasti con la tutela di un comune patrimonio di diritti e di valori riconosciuti al singolo. All’articolo 10 della Costituzione è infatti previsto che lo straniero ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica se viene leso nei suoi diritti e nelle libertà fondamentali. E’ posto inoltre un limite all’applicazione dell’istituto dell’estradizione se si tratta di reati politici. La pace e la giustizia tra le nazioni è inoltre, ai sensi dell’articolo 11 della Carta fondamentale un obiettivo per il cui raggiungimento l’Italia ripudia la guerra ed acconsente ad autolimitare la propria sovranità. In conclusione, la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell’individuo e la necessità che la libertà dei singoli popoli non venga minacciata attraverso la guerra, sono i capisaldi di un ragionamento che deve condurre a considerare che la diversità culturale tra i Paesi è una risorsa per la Comunità internazionale. Tutelare l’autonomia dei singoli popoli è un passo fondamentale infatti per fondare una Comunità internazionale che prima di essere una Comunità di Stati, sia una Comunità di diritti.

 

 

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