domenica, luglio 22

Italia-Azerbaigian, un incontro ricco di opportunità

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Nel libro di Domenico Letizia spunti per la promozione dei rapporti economici e culturali tra i due Paesi

Uno sguardo dell’Italia sull’Azerbaigian” (ASE) è il nuovo libro di Domenico Letizia, già autore della “Storia della Lega Italiana per il Divorzio” (Europa Edizioni). Letizia è uno storico, un radicale e un giornalista pubblicista, particolarmente interessato alle relazioni internazionali. Tra le iniziative di cui è stato promotore in quest’ambito c’è la creazione dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale “Irepi”, di cui è presidente. Attraverso lo strumento dell’intervista e una serie di articoli pubblicati su “L’opinione della Libertà”, “Atlantis”, “Eurasian Business Dispatch”, “Notizie Geopolitiche” e altre riviste, l’autore ci porta in un Paese al centro di una sorprendente evoluzione. Importante ricordare che alcune interviste di Domenico Letizia all’ex Ambasciatore italiano in Azerbaigian, Giampaolo Cutillo, sono state pubblicate in esclusiva per il nostro “Cronache di Napoli” e “Cronache di Caserta”.  Un cammino che ha preso il via con la fine dell’Unione Sovietica e che è ormai avviato verso una progressiva affermazione di valori quali l’emancipazione della donna, la convivenza pacifica di etnie e religioni diverse e la difesa del multiculturalismo. Il percorso non è stato privo di momenti di grande tensione, dovuti soprattutto alla difficile convivenza con la vicina Armenia. Episodi dolorosi che hanno profondamente segnato la memoria collettiva, come l’invasione del Nagorno-Karabakh e in particolare il massacro di Khojaly. Ma la passione dell’autore per la storia come metodo di osservazione e narrazione, insieme alla sua sensibilità in tema di diritti umani, rendono l’opera qualcosa di unico e coinvolgente. I fatti di “cronaca”, e in particolare il genocidio della popolazione inerme, rappresentano ferite ancora aperte per la popolazione azera, anche per il fatto che sono intervenuti subito dopo il grande sconvolgimento provocato dalla caduta del blocco sovietico. Qui lo sguardo dell’Italia lascia comprensibilmente il posto alle parole commosse e attonite dell’ambasciatore dell’Azerbaigian nel nostro Paese, Mammad Ahmadzada. I 56 civili, sui 613 uccisi nel blitz notturno, bruciati vivi, mutilati o sfigurati, urlano ancora nel ricordo della popolazione locale e quel lutto rende più spesse le pagine centrali del libro. Eppure la narrazione di Domenico Letizia resta sempre lucida, chiara, puntuale, essenziale. Il suo obiettivo è promuovere la conoscenza di una nazione, la verità intesa non come uno stendardo da innalzare in battaglia ma come base per una più profonda comprensione di un possibile interlocutore per l’Italia. E’ un libro corale, nel quale gli intervistati e l’estensore degli articoli ci forniscono informazioni, ma anche un punto di vista “laico” (sono personaggi del mondo politico, diplomatico o culturale) sul tessuto politico, sociale ed economico di un Paese che fa da cerniera, per la sua posizione geografica, tra Oriente e Occidente, tra paesi arabi e Russia, tra Europa e Asia. Ed è proprio il requisito della coralità che allontana l’opera dal modello didascalico di altre sugli stessi argomenti. Molto interessante è anche la parte dedicata alle prospettive di sviluppo economico dell’Azerbaigian, Paese in cui l’esportazione di gas e petrolio gioca ancora un ruolo importante. Qui l’accento viene posto sulla promozione dei rapporti economico-commerciali con l’Italia, tema al quale l’autore ha lavorato molto e che lo ha portato a considerare positivamente la possibilità di un contatto prima di tutto culturale tra i due Paesi. Anche in questo caso il lavoro di Domenico Letizia è prezioso. L’autore si fa infatti mediatore di un vero e proprio dibattito tra l’ambasciatore italiano in Azerbaigian e quello azero in Italia. Ne vengono fuori spunti interessantissimi per chi, d’ambo i lati, è interessato a promuovere iniziative in materia di investimenti, scambi commerciali, progresso tecnologico e confronto culturale. E proprio al multiculturalismo e al mondo dell’hi-tech sono dedicati alcuni degli articoli contenuti nella raccolta, in cui si richiamano anche punti di incontro, eventi, iniziative e operatori dei settori nei quali ciascuno dei due Paesi può offrire il proprio contributo al reciproco scambio di opportunità. Ma la ricognizione delle “eccellenze” non è limitato a materie prime, alla produzione industriale e al terziario. Si parla pure dei rispettivi sistemi normativi e burocratici, di infrastrutture, di reti energetiche, degli scenari geopolitici rispetto agli equilibri mondiali e della classe politica locale negli ultimi anni. Insomma, un libro che rappresenta un vero e proprio ponte tra due Paesi lontanissimi da un punto di vista geografico, storico, culturale ed economico. Ma forse è proprio per questo che ciascuno può rappresentare, per l’altro, una grande opportunità di sviluppo e progresso.

Articolo di Ugo Clemente, direttore editoriale Cronachedi.it e membro onorario dell’Irepi 

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