venerdì, Gennaio 18

Istallazione del carrello elevatore “a sbalzo”: da oggi si può!

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Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con la circolare n. 32436 del 14.12.2018 ha ripristinato la possibilità di installare i carrelli elevatori di tipo telescopico per il carico e scarico merci nello sbalzo posteriore dei veicoli, inclusi i rimorchi, così eliminando il divieto disposto con la precedente circolare n.2118 del 2008. L’inversione di rotta nasce dalle continue richieste avanzate dai costruttori dei veicoli raccolte dal Centro Prova Autoveicoli di Verona, espressione dell’esigenza degli autotrasportatori italiani di effettuare in autonomia le operazioni di carico e scarico merci, così uniformandosi ai concorrenti europei che godono dell’agevolazione. Invero il divieto del 2008 traeva origine dalla evoluzione e dalle interpretazioni del quadro normativo: l’art.119 del previgente Codice della strada consentiva il carico c.d. “ a sbalzo” non prevedendo il requisito dell’indivisibilità, in altre parole era possibile trasportare merce divisa pur questa sporgendo oltre il mezzo; conformemente il Ministero dei Trasporti con le circolari n. 0982/4203/8° – A078 dell’1 settembre 1981 riteneva possibile l’installazione del carrello elevatore, strumento diviso e quindi equiparato a un carico c.d. “a sbalzo”. Successivamente l’art. 164 dell’attuale Codice della Strada relativo alla “sistemazione del carico sui veicoli” al fine di aumentare la sicurezza del trasporto merci ha ammesso la sporgenza del carico posteriore c.d. “a sbalzo” solo in caso di merce indivisibile (unico pezzo) le cui dimensioni non ne consentano la sistemazione all’interno del mezzo. Per conseguenza, alla stregua di una interpretazione letterale del dato normativo, la circolare 2008 aveva vietato l’installazione del carrello elevatore essendo questo uno strumento esterno e diviso dal carico. Tuttavia, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture non aveva considerato la contraddizione della nostra legislazione che consente ai mezzi stranieri di circolare con il carrello elevatore IN TERRITORIO ITALIANO! Così, fermo restando l’art. 164 CdS ancora in vigore per le sole “merci”, il MIT, dando voce alle esigenze del settore autotrasporto e rileggendo la normativa interna alla luce di quella comunitaria, con la nuova circolare del dicembre scorso ha superato il divieto e disposto una serie di prescrizioni che garantiscono la sicurezza su strada:

  • Il carrello elevatore di tipo telescopico deve essere integrato con idoneo dispositivo omologato ai sensi del regolamento UN/ECE 58/02 (dispositivo antincastro posteriore – RUPD)

  • Verifica all’installazione delle prescrizioni tecniche per la sicurezza della circolazione stradale previste dall’omologazione comunitaria e dalle prescrizioni nazionali.

  • Preventiva richiesta di allestimento del carrello corredata da disegni e relazione tecnica relativi alla verifica strutturale dei punti del fissaggio e degli ancoraggi di sicurezza, alla stregua delle “linee guida europee 2014 – EU publications”.

  • In caso di modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali di cui all’art 236 CdS occorre un preventivo nulla osta rilasciato dal costruttore del mezzo che può precisare condizioni e prescrizioni per l’installazione e al quale l’allestitore deve conformarsi.

  • Verifica del Centro Prova Veicoli: dell’installazione del RUPD e della sua ammissibilità in posizione chiusa nella posizione più prossima allo sbalzo, delle masse e dimensioni del veicolo, dell’installazione di illuminazione e targa posteriore di immatricolazione.

  • Il carrello elevatore dovrà essere posizionato su specifici supporti e potrà utilizzare quelli del dispositivo di protezione posteriore solo se dimensionati opportunamente per entrambe le funzioni.

  • Nei documenti di circolazione dovrà essere riportata la dicitura “CIRC. DEL VEIC. CON/SENZA CARRELLO POST (*CARRELLOPOST) “, nonché, dovrà essere indicato il valore dello sbalzo pari alla posizione di massimo allungamento del dispositivo posteriore con annotazione del valore in posizione chiusa.

 

La modifica, dunque, consente una maggiore armonia della normativa interna con quella comunitaria e, oltre ogni risvolto giuridico, in concreto agevola le aziende del settore rendendo le operazioni di carico e scarico merce più semplici e veloci, inoltre evita che le aziende italiane si servano di autotrasportatori stranieri dotati del carrello elevatore con aggravio di costi, o peggio, che si rivolgano ad altri paesi europei (Austria, Francia, Germania, Olanda) pur di ottenere l’omologazione, aggirando la normativa nazionale attraverso un iter farraginoso di radiazione e re-immatricolazione del mezzo, dispendioso di tempo e denaro.

Avv. Francesca Rizzi

Socio Irepi, Studio Legale Rizzi – de Cillis, S.A.S. – S.T.P. degli Avv.ti Rizzi Maria Giovanna e Francesca – Piazza Caduti in Guerra n. 6 – 76121 Barletta.

Tel./fax. 0883.333030 cell. 3291820785

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