martedì, aprile 24

Il Tap, il Mediterraneo e le nuove reti energetiche

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Il 2017 inizia con ottime notizie per gli azionisti del Consorzio del Trans Adriatic Pipeline (TAP), secondo cui il gasdotto Tap richiederà investimenti per un saldo totale più basso del previsto, visto che si parla di 4,5 miliardi di euro, rispetto alla forchetta di 5-6 miliardi ipotizzata in un primo momento. Un buon auspicio soprattutto per gli imprenditori e investitori italiani, considerati i lavori di realizzazione della parte finale del gasdotto tra Azerbaijan e Italia, attraverso il cosiddetto Corridoio Sud. Il Trans Adriatic Pipeline partirà in prossimità di Kipoi, al confine tra Grecia e Turchia, dove si collegherà al Trans Anatolian Pipeline (TANAP). Proseguirà quindi sulla terra ferma, attraversando la Grecia Settentrionale, nel suo tratto più lungo, muovendo in direzione ovest attraverso l’Albania fino ad approdare sul litorale Adriatico. Il tratto sottomarino inizierà in prossimità della città Albanese di Fier e attraverserà l’Adriatico per connettersi alla rete italiana di trasporto del gas nel Salento. Il progetto TAP si snoderà lungo 878 chilometri (di cui 550 chilometri in Grecia; 215 chilometri in Albania; 105 chilometri nell’Adriatico e 8 chilometri in Italia). Toccherà la massima altitudine a 1800 metri tra i rilievi albanesi e la massima profondità a 820 metri sotto il livello del mare. Gli analisti economici su tale progettualità sono stati chiari: è un vantaggio soprattutto per i paesi del Mediterraneo. Il corridoio meridionale del gas collegherà i clienti europei, in particolare quelli italiani, ai produttori dell’Azerbaijan e potenzialmente ad altri produttori dell’Asia centrale, di Israele, dell’Iraq e di qualsiasi altro Paese interessato a far passare il gas per questi condotti. I vantaggi sono previsti soprattutto per il mercato italiano, che riceverà il gas dall’Azerbaijan a prezzi estremamente competitivi, forniture stabili, fiscalità competitiva e nel complesso si stima un’influenza positiva sull’economia italiana. Un quadro che sembra rafforzarsi anche dalle dichiarazione del Primo Ministro italiano Paolo Gentiloni che ha recentemente dichiarato: “E’ un progetto di grande importanza economica, un investimento di oltre 45 miliardi di dollari, dai contenuti rilevanti sul piano della politica energetica per tutta l’Europa. Non è un caso che questo progetto del Tap è tra quelli di valore strategico per l’economia nazionale italiana. L’Italia vuole vincere, ovvero, avere il gas azero in Italia nel 2020“. Grazie al Tap ulteriore opportunità d’investimento per gli imprenditori italiani ci sono anche in Albania, opportunità costituita dalla piena realizzazione del tratto albanese del Trans-Adriatic Pipeline (TAP).

Nel 2017 gli investimenti per il gasdotto Transadriatico in Albania si attesteranno ad un valore di circa 400 milioni di euro, ha recentemente dichiarato il direttore generale di Tap Albania, Shkelqim Bozgo. Secondo Bozgo la costruzione del gasdotto Tap è entrata ora in una nuova fase ed è previsto un investimento nel progetto pari al 4 per cento del Pil dell’Albania. Il direttore generale di Tap ha sottolineato che si tratta del più grande progetto realizzato nell’economia albanese, e dovrebbe mantenere il trend di sviluppo anche nei prossimi anni raggiungendo un valore totale di 1,5 miliardi di euro di investimenti. Secondo quanto evidenziato da Bozgo, nel 2020 il Tap sarà pronto per il trasporto in Europa del gas proveniente dai giacimenti di Shah Deniz in Azerbaigian. La stampa locale riferisce che attualmente sono 1.800 le persone impiegate in Albania per la realizzazione del progetto energetico, grazie al quale si attende un aumento del Pil albanese di 150 milioni di euro. Ulteriori opportunità di investimento anche per le imprese italiane.

Studio di Domenico Letizia, analista IREPI, per Eurasian Businness Dispatch:

Il Tap, il Mediterraneo e le nuove reti energetiche

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