sabato, novembre 17

Il Forum “Great Rivers” 2018 in Cina e la tutela del patrimonio liquido

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La tutela del patrimonio liquido e della sostenibilità ambientale legate all’acqua arriva nel continente asiatico. A fine ottobre, si terrà in Cina il Forum “Great Rivers” (GRF) 2018. Questo forum, importantissimo, centrerà l’attenzione su alcuni macro temi quali lo “Sviluppo urbano lungo i grandi fiumi – Riconnessione della città con il proprio fiume” e la creazione dei musei dell’acqua come elemento per preservare tale patrimonio, come esempio concreto di interconnessione tra vari attori politici e regionali che vogliono affrontare la tematica dell’acqua e dello sviluppo sostenibile. Obiettivo della conferenza internazionale è quello di affrontare il rapporto tra uomo e risorsa acqua. Molte civiltà prosperarono nel mondo utilizzando i fiumi adiacenti o che attraversano il proprio conglomerato urbano per la difesa, l’irrigazione, il trasporto, il commercio e naturalmente anche come un mezzo di scambio culturale. L’ eccezionale patrimonio idraulico che fu costruito lungo i grandi fiumi deve essere concepito come il risultato di tale processo, generato da un’eredità tangibile e intangibile e includendo monumenti e artefatti idraulici, ma anche tecniche e modelli di gestione. Questo patrimonio culturale e naturale ereditato dal passato dovrebbe essere valorizzato e tutelato nell’attualità per affrontare specifiche sfide ambientali e della società, per proporre soluzioni per la gestione integrata delle risorse idriche e per rendere le città e gli insediamenti urbani, che si sviluppano lungo il corso dei grandi fiumi, più resilienti e adatti al cambiamento. La Cina che vive il protagonismo di uno sviluppo selvaggio e non conforme alla tutela paesaggistica inizia a guardare con grande interesse tale progettualità, considerando che senza una visone globale del proprio rapporto con l’acqua, la sostenibilità ambientale e idraulica del paese è destinata a collassare. Durante i lavori del Forum “Great Rivers”, la sessione dedicata allo “Sviluppo urbano lungo i grandi fiumi – Riconnessione della città con il proprio fiume” sarà moderata dall’italiano Eriberto Eulisse, Coordinatore della Rete Globale dei Musei dell’acqua e del Museo dell’Acqua di Venezia, un’iniziativa sostenuta dall’Unesco-Ihp e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tale sessione analizzerà i vantaggi nel proporre contemporaneamente una ricerca interdisciplinare legata alla civiltà dell’acqua, analizzando gli approcci umani lungo i grandi i fiumi e come tali elementi stanno influenzando le abitudini sociali legate all’idrografia. Il relatore esaminerà, inoltre, il ruolo dei musei dell’acqua nell’interpretare e riabilitare tale patrimonio culturale e naturale, esplorando i vantaggi educativi e sociali nel rincorrere tale approccio interdisciplinare ed olistico. Obiettivo dell’approfondimento è esplorare la prospettiva etica che anima la rete globale dei musei dell’acqua per proporre un mutamento di atteggiamento sociale sul mondo dell’acqua, introducendo il concetto di patrimonio liquido per sostenere e programmare nuove proposte urbane e di coinvolgimento sociale. tese a sostenere soluzioni ottimali per la gestione integrata del patrimonio acqua. Focus di tale approfondimento saranno tre micro tematiche: “Rigenerazione del fiume e recupero delle relative colture d’acqua”; i “Bacini fluviali e sociali: senso del luogo; coinvolgimento e dislocamento delle comunità locali” e “Coinvolgere il pubblico: dalla progettazione museale all’ecoturismo, al tempo libero e al benessere lungo i fiumi e i corsi d’acqua”. Far divenire protagonisti della scoperta e della conoscenza diffusa canali e corsi d’acqua è una ricetta fondamentale per contrastare la crescente e inarrestabile cementificazione e impermeabilizzazione del territorio, il fenomeno di perdita degli invasi idraulici e la conseguente velocizzazione di tutte le acque, che tanto contribuiscono ad aumentare i fattori di rischio idraulico e la vulnerabilità del territorio, in particolare quello di montagna. L’insostenibilità della situazione creatasi negli ultimi decenni ha fatto maturare la necessità di ricercare un nuovo equilibrio tra uomo e territorio, tale da portare a ripensare i corsi d’acqua nell’ottica di dotarli di più spazio, recuperando la naturalità come mezzo primario per ridurre il rischio idraulico, in alternativa ai soliti e costosi interventi di cementificazione delle sponde dei fiumi.

Articolo di Domenico Letizia, presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale, pubblicato per la Rivista “Notizie Geopolitiche“.

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