venerdì, luglio 20

I giovani e la crescita professionale da Caserta all’Uzbekistan

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Su tutto il nostro territorio nazionale ci sono progetti di crescita dal carattere internazionale che meritano di essere scoperti, conosciuti e valorizzati per il futuro.  Per esempio, in questi ultimi anni è nato un legame particolare che lega Caserta e la Regione Campania con l’Uzbekistan, splendido Paese dell’Asia centrale situato sull’Antica Via della Seta. Tale rapporto ha avuto inizio nel 2012 con l’apertura del Consolato onorario della Repubblica dell’Uzbekistan in Caserta, guidato dall’avvocato Vittorio Giorgi, che ha dato vita a vari progetti ed iniziative tra i due Paesi. Tra i più significativi, la ‘Settimana della Cucina Italiana’ che si è svolta nel 2013, 2015 e 2016 a Tashkent, capitale uzbeka, per iniziativa della professoressa Antonietta Tarantino, Dirigente dell’Istituto Statale Alberghiero ‘Galileo Ferraris’ di Caserta, e del Console Vittorio Giorgi. L’ evento missione ha avuto come finalità la promozione della cucina italiana, la formazione professionale e il rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi, e per ben tre edizioni ha portato una delegazione di docenti e studenti chef dell’Istituto Alberghiero “Ferraris” a Tashkent, modernissima città con tre milioni di abitanti. I talenti del “Ferraris” sono stati ospitati nel lussuoso “Miran International Hotel“, dove hanno messo in scena eventi speciali come la “Cena di Gala Italiana” la “Serata Pizza”, preparando piatti tipici della tradizione regionale. Hanno poi cucinato al ricevimento per la Festa della Repubblica del 2 giugno nella residenza dell’Ambasciatore italiano Riccardo Manara, riscuotendo un indubbio successo tra le Autorità e i Diplomatici stranieri. I prodotti di eccellenza, nelle tre edizioni, sono stati offerti da Coldiretti Caserta e Coldiretti Napoli e varie aziende come Pastificio Pallante “Pasta Reggia”, Pasticceria Gargiulo di Caserta, Campagna Amica, i Caseifici Cantile e Paradiso, con la mozzarella di bufala dop, le aziende “Fiammante” e  “Strianese” con  i pomodori pelati campani dop, azienda olearia Grignoli, azienda vinicola Alepa di Caiazzo. Nel campo didattico, gli chef Aldo Del Sesto e Federico Campolattano tennero una lezione su “La gastronomia italiana, dalle tradizioni regionali al business internazionale” agli studenti di italianistica della World Economy and Diplomacy University di Tashkent.

Il Console Vittorio Giorgi, l’amministratore di Italian Network Roberto Laera e l’analista Domenico Letizia

La giornalista enogastronomica Antonella D’Avanzo tenne, invece, il seminario ‘Le eccellenze enogastronomiche della provincia di Caserta’ presso la sala convegni dell’Ambasciata d’Italia, rivolto agli studenti della Facoltà di Lingue Straniere.  Il docente chef Claudio Raccio curò una master class agli studenti del Tashkent Professional Tourism College.  Una manifestazione di grande successo che ha contribuito allo sviluppo delle relazioni ‘italo-uzbeke’ e che ha sottolineato come proprio il settore dell’agroalimentare e della ristorazione, a partire dai giovani studenti, costituisca uno dei punti di forza del ‘Sistema-Italia’.  Come mai tanto impegno nel promuovere la cucina e i giovani chef italiani nel Paese centro asiatico?  L’Uzbekistan è il Paese più popoloso dell’Asia centrale, con un forte tasso di aumento demografico. La maggior parte della popolazione ha meno di 35 anni. Ciò comporta una propensione al consumo più elevata. Per quanto vi siamo disomogeneità nella distribuzione del reddito, con le aree rurali più svantaggiate, la classe media costituisce una fascia importante della popolazione e si riscontra una vivace attività imprenditoriale. Con le sue antiche quattro città – siti UNESCO (Samarcanda, Bukhara, Khiva e Shakhrisabz), l’Uzbekistan attrae ogni anno due milioni di visitatori da tutto il mondo e vuole incrementare i flussi turistici. Per questo punta a migliorare la professionalità di tutti gli operatori del settore turistico attraverso la formazione, e ad aumentare le sue strutture ricettive attraverso la costruzione di nuovi alberghi e ristoranti. In questo contesto l’Italia si pone come partner privilegiato. L’Uzbekistan non ha risentito in maniera eccessiva della congiuntura recessiva internazionale di questi ultimi anni: i dati ufficiali fanno registrare un tasso di crescita costante, che si aggira attorno all’8%. Guardando al futuro, l’Uzbekistan potrebbe giocare un ruolo importante per il nostro Paese: l’agricoltura rappresenta, insieme al collegato indotto industriale, la vera ‘ossatura’ dell’economia uzbeka, essendo più di un terzo della forza lavoro locale impegnata in tale settore. Negli ultimi anni, il Governo di Tashkent ha adottato delle politiche intese a sviluppare il settore, con l’obiettivo di aumentarne la produttività. L’esportazione di frutta e verdura è già oggi una realtà importante del Paese, con esportazioni destinate principalmente verso i Paesi della CSI. Ed è destinata a crescere per gli investimenti previsti in tale comparto. Al fine di incrementare l’interscambio commerciale, gli uzbeki avevano proposto la fornitura diretta in Italia di frutta secca e  prodotti ortofrutticoli, dichiarandosi pronti ad accogliere progetti d’investimento, anche congiunti, nel settore della pasticceria, nella produzione di attrezzature e pezzi di ricambio delle aziende alimentari locali, includendo investimenti, sotto forma di forniture, per modernizzare le aziende uzbeke più attive nella produzione di alcool, vino e conserve. Il nostro sistema agro-industriale può dare un significativo contributo al miglioramento della filiera agricola e industriale in Uzbekistan. Gli operatori economici e le istituzioni uzbeke sono consapevoli dei vantaggi competitivi del ‘know how’ italiano nella meccanica agricola, nella trasformazione industriale e nella conservazione alimentare. Altri segmenti di mercato che potrebbero essere considerati interessanti per il nostro sistema produttivo sono rappresentati dal settore energetico (oil and gas, rinnovabili ed efficienza energetica) e dall’attività estrattiva, i trasporti e le infrastruttura, anche alla luce dell’iniziativa cinese della ‘Belt and Road’. Particolarmente in crescita il settore relativo alla fascia alta del mercato della moda. Nella sua lunga permanenza al potere, l’ex presidente Karimov è riuscito a mantenere un sostanziale equilibrio nei rapporti con i principali protagonisti della scena internazionale. Il suo successore, il presidente Mirziyoyev, ha ripreso i tradizionali principi della politica estera uzbeka: a) perseguimento della pace e risoluzione delle controversie attraverso il dialogo; b) rispetto del diritto internazionale; c) non interferenza negli affari interni di altri Stati; d) inviolabilità delle frontiere; e) buone relazioni con i Paesi limitrofi; f) equidistanza da ogni alleanza politica e militare; g) nessuna base militare straniera sul territorio uzbeko; h) nessuna partecipazione delle Forze Armate uzbeke a operazioni di ‘peace keeping’ all’estero. In questo quadro, il presidente Mirziyoyev ha impresso un forte dinamismo alla politica estera, con un accentuato carattere di diplomazia economica. In primo piano, la politica di buon vicinato con i Paesi limitrofi e la rinnovata attenzione ai corridoi di trasporto, che puntano a favorire un sostanziale aumento delle esportazioni. Sul primo aspetto, vanno menzionate le visite del presidente in Turkmenistan e in Kazakistan, nonché i negoziati in corso su confini, visti, commercio, dogane, trasporti ed energia. Per il secondo, in particolare, l’attenzione alle iniziative legate alla ‘One Belt One Road’. Russia e Cina restano i principali partner economici dell’Uzbekistan, sia in termini di commercio, sia di investimenti diretti. Ritornando al rapporto tra giovani casertani e Uzbekistan, possiamo concludere sottolineando come le iniziative di questi anni avviate dal Console casertano Vittorio Giorgi, vadano incrementandosi, rafforzando la diffusione delle eccellenze italiane e l’attenzione verso le giovani generazioni in un territorio con tante problematiche, ma assolutamente da valorizzare, come quello casertano.

Contributo di Domenico Letizia, analista dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale, pubblicato per il “Periodico italiano Magazine

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