lunedì, settembre 24

Albania

L’Albania è un Paese con forti potenzialità di crescita e stabile sotto l’aspetto istituzionale. Nonostante un forte rallentamento rispetto agli anni pre-crisi, quando il PIL cresceva mediamente del 6% all’anno, l’Albania continua a registrare tassi di crescita positivi (+2,2% nel 2014 e +2,8 nel 2015). Gli ultimi dati sul PIL pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INSTAT), relativi al II trimestre 2016, evidenziano una crescita del 3,21%, vicinissima alla proiezione di crescita di fine anno fissata al +3,4%.Nel periodo 1990-2016 lo stock degli investimenti diretti esteri (IDE) in Albania ha superato i 5 miliardi di Euro. La Grecia risulta di gran lunga il primo investitore con uno share del 25% (con investimenti concentrati nel settore bancario e della telefonia), seguita da Olanda e Canada (rispettivamente 14% e 13%, concentrati nei settori dell’energia elettrica e del petrolio), e dall’Italia (11%, appannaggio della PMI). Nei primi nove mesi del 2016 il flusso degli IDE in entrata nel Paese ha raggiunto la quota di 706 milioni di Euro, registrando una contrazione del 3% rispetto all’equivalente periodo del 2015. In questo arco temporale i maggiori investimenti sono stati registrati nel settore della produzione di energia elettrica (60%), seguito dal settore petrolifero (15%), da quello finanziario (10%), da quello edilizio (4%) e delle telecomunicazioni (2%).Nel complesso, il Paese gode di una stabile situazione macroeconomica, sostenuta da un mercato bancario e finanziario che ha mostrato solidità e capacità di resistere alla crisi internazionale.I settori maggiormente attraenti possono essere considerati: l’energetico, l’edilizio, il minerario ed estrattivo, il manifatturiero (tessile e calzaturiero), il turistico e l’agricolo.L’economia sommersa rappresenta una percentuale ancora molto elevata del PIL. Secondo il FMI, il Governo albanese dovrebbe impegnarsi maggiormente nei confronti della lotta all’economia informale, sostituendo alle sanzioni amministrative – che favoriscono la corruzione – le auto-dichiarazioni e gli incentivi all’ “emersione” delle attività economiche.

Ordinamento politico: repubblica parlamentare

Capitale: Tirana

Superficie: 28748 kmq

Popolazione: 3.581.655 persone [albanesi 95%, greci 3%, altri 2%o (valacchi, rom, serbi, macedoni, bulgari)]

Lingue: albanese (ufficiale), greco, valacco, romeno, dialetti slavi

Religione: musulmani 70%, ortodossi 20%, cattolici 10%

Alfabetizzazione: 86.5% della popolazione (93.3% degli uomini e 79.5% delle donne)

Speranza di vita: 77.43 anni ( 74.78 anni per gli uomini e 80.34 anni per le donne)

Prodotti esportati: legname, tabacco, semilavorati nel settore dell’abbigliamento, del pellame e delle calzature

Nell’immediato futuro l’Albania si presta a divenire un partner strategico per l’Italia. Recentemente è stato presentato a Roma il progetto Eagle LNG: “Un gasdotto sottomarino di 110 km dall’Albania alla Puglia, che parte da una nave-rigassificatore ormeggiata a cinque km dalla costa albanese, arriva nel comune di Torchiarolo in provincia di Brindisi e si connette alla rete Snam con altri 18 km di tubazione interrata. Un investimento da 660 milioni di euro, tutti a carico di privati italiani, che dal 2020 potrebbe portare nel nostro paese dai 4 agli 8 miliardi di metri cubi di metano all’anno”. Al gasdotto lavora dal 2005 la società Burns di Campobasso, ramo energetico del gruppo molisano Falcione, specializzato in opere pubbliche e gas. Il progetto Eagle LNG nasce per soddisfare la richiesta di metano dell’Albania, e in seguito si è allargato all’Italia e ai Balcani. A tale progettualità, va aggiunto il rivoluzionario progetto del TAP che interessa ugualmente Albania e Italia. Il corridoio meridionale del gas collegherà i clienti europei, in particolare quelli italiani, ai produttori dell’Azerbaijan e potenzialmente ad altri produttori dell’Asia centrale, di Israele, dell’Iraq e di qualsiasi altro Paese interessato a far passare il gas per questi condotti. I vantaggi sono previsti soprattutto per il mercato italiano e quello albanese. Ulteriori opportunità d’investimento per gli imprenditori italiani ci sono anche in Albania, opportunità costituita dalla piena realizzazione del tratto albanese del Trans-Adriatic Pipeline (TAP). Nel 2017 gli investimenti per il gasdotto Transadriatico in Albania si attesteranno ad un valore di circa 400 milioni di euro, ha recentemente dichiarato il direttore generale di Tap Albania, ShkelqimBozgo. Secondo Bozgo la costruzione del gasdotto Tap è entrata ora in una nuova fase ed è previsto un investimento nel progetto pari al 4 per cento del Pil dell’Albania. Il direttore generale di Tap ha sottolineato che si tratta del più grande progetto realizzato nell’economia albanese e dovrebbe mantenere il trend di sviluppo anche nei prossimi anni raggiungendo un valore totale di 1,5 miliardi di euro di investimenti. Secondo quanto evidenziato da Bozgo, nel 2020 il Tap sarà pronto per il trasporto in Europa del gas proveniente dai giacimenti di ShahDeniz in Azerbaigian. La stampa locale riferisce che attualmente sono 1.800 le persone impiegate in Albania per la realizzazione del progetto energetico, grazie al quale si attende un aumento del Pil albanese di 150 milioni di euro. Albania e Italia possono concretamente promuovere politiche energetiche strategiche per tutta l’area del Mediterraneo.


Articoli su