sabato, novembre 17

Energia: Frappi (Ispi) ad “Agenzia Nova”, difficile sottovalutare importanza del Tap per l’Ue e l’Italia

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È difficile sottovalutare l’importanza del gasdotto transadriatico (Tap), e più in generale del Corridoio meridionale del gas, per l’Unione europea. È quanto affermato ad “Agenzia Nova” da Carlo Frappi, ricercatore presso l’Università “Ca Foscari” di Venezia e ricercatore associato dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), esperto del settore e che ha seguito il progetto fin dalle origini. “L’inaugurazione dell’asse energetico tra Mar Caspio e Adriatico rappresenta infatti il coronamento di un percorso iniziato oltre un quindicennio or sono. Un percorso caratterizzato dal tentativo di tutelare la sicurezza energetica comunitaria non più e non soltanto attraverso un’azione interna di natura normativa, ma anche attraverso un’azione esterna di natura “geopolitica”, finalizzata a garantire la diversificazione dei fornitori e dei canali di approvvigionamento”, spiega Frappi. Il ricercatore dell’Ispi, inoltre, rimarca l’importanza dell’infrastruttura energetica in termini di rilevanza politica. Visto, infatti, il “rilevante investimento politico-diplomatico effettuato dalle autorità europee – e, in prima battuta, dalla Commissione – sulla realizzazione del Corridoio meridionale del gas”, spiega Frappi, “la finalizzazione del Tap rappresenterà un importante successo politico, prima ancora che economico”. Ancora più importanti per l’Italia sono poi i benefici di cui il paese potrà beneficiare direttamente grazia al Tap. “Oltre a garantire un ulteriore canale di approvvigionamento a un sistema di importazione già adeguatamente diversificato – incrementando di conseguenza il grado di sicurezza energetica nazionale –, la possibilità di garantire al sistema paese flussi di importazione superiori alla domanda interna potrebbe consentire di attivare flussi di ri-esportazione o di far transitare attraverso la rete nazionale gas destinato a essere consumato oltreconfine”, spiega il ricercatore. In questo modo, prosegue Frappi, sarebbe possibile “da un lato, ridurre i costi della ‘bolletta energetica’ nazionale e, dall’altro, valorizzare la strategica collocazione geografica della penisola, propugnando per l’Italia quel ruolo di hub europeo-meridionale per la distribuzione del gas che costituisce obiettivo tradizionalmente centrale della nostra Strategia energetica nazionale”. Per tutti questi motivi, sostiene l’analista, il Tap è “un’infrastruttura strategicamente rilevante nella prospettiva di garantire al paese un mercato interno ‘liquido’, concorrenziale e integrato con quello degli altri paesi europei”. Con l’approvazione finale del governo italiano vengono meno anche tutti i dubbi legati alla realizzazione del gasdotto, praticamente completo nei suoi segmenti terrestri in Grecia e Albania. “L’approvazione del progetto rileva anzitutto in termini di credibilità del paese, in una fase di rapporti certo non facili con i nostri interlocutori europei. Il rispetto degli impegni assunti è uno dei pilastri della convivenza internazionale e, in questa prospettiva, l’approvazione del progetto da parte del presidente del Consiglio rappresenta solo l’ultimo – e per molti versi dunque doveroso – passo compiuto dalle nostre autorità governative in un non facile percorso avviatosi dall’inizio del secolo in parallelo e in congiunzione con il ripensamento della strategia energetica europea”, ha detto Frappi. Il ricercatore dell’Ispi, peraltro, non ha mancato di sottolineare in conclusione che i vari governi, “indipendentemente dalle diverse maggioranze parlamentari di cui erano espressione”, non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno “alla realizzazione di un progetto trans-adriatico che rappresentasse l’ultimo anello di un più ampio sistema di infrastrutture di provenienza caspica – al di là dalle diverse configurazioni che tale canale di approvvigionamento ha assunto nel tempo”. L’inaugurazione della prima fase del Corridoio Sud si è svolta il 29 maggio scorso a Baku, capitale dell’Azerbaigian. Il Corridoio meridionale del gas è uno dei progetti energetici prioritari sostenuti dall’Ue e prevede il trasporto di forniture di gas dalla regione del Mar Caspio sino ai paesi europei attraverso Georgia e Turchia. Nella fase iniziale il gas proverrà dal giacimento azero di Shah Deniz, ma successivamente potranno essere collegate nuove fonti di approvvigionamento. Il gas arriverà in Europa grazie alle due sezioni del Corridoio che si connetteranno al gasdotto del Caucaso meridionale, ovvero il gasdotto transanatolico (Tanap) e il Tap. Il Tanap, da cui stanno già transitando le prime forniture, invierà il gas proveniente dal giacimento azerbaigiano di Shah Deniz sino al confine occidentale della Turchia. Dopo il completamento del gasdotto transadriatico i volumi di gas del giacimento del paese caspico arriveranno in Europa nel 2020. Il Tanap è lungo 1.850 chilometri e ha una capacita di 16 miliardi di metri cubi di gas. L’azionariato del Tanap è composto da: Cjsc (51 per cento); Socar Turkey Energy (7 per cento); Botas (30 per cento); Bp (12 per cento). Il Tap si collegherà al Tanap al confine turco-greco e attraverso Grecia, Albania e il Mare Adriatico arriverà nelle coste pugliesi. Gli azionisti del Tap sono: Bp (20 per cento), Socar (20 per cento), Snam (20 per cento), Fluxys (19 per cento), Enagas (16 per cento) e Axpo (5 per cento). Il Tap, una volta completato, sarà lungo 878 chilometri di cui 550 in Grecia; 215 in Albania; 105 nel Mare Adriatico; e 8 in Italia.

 

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