lunedì, novembre 19

Artic Council

Le regioni artiche e antartiche sono estremamente vulnerabili al cambiamento climatico e, al tempo stesso, esercitano un impatto determinante sul clima a livello globale. Lo scioglimento dei ghiacciai determina, infatti, un aumento del surriscaldamento globale, un innalzamento del livello dei mari, un incremento del fenomeno dell’erosione costiera. Risulta dunque strategico il ruolo del Consiglio Artico: un forum internazionale di alto livello istituito nel 1996 per promuovere cooperazione, coordinamento e interazione tra i paesi artici, le comunità indigene e gli altri popoli artici. L’obiettivo del Consiglio è garantire alla regione artica “uno sviluppo sostenibile ambientale, sociale ed economico”.Nel maggio 2013, l’Italia è stata ammessa formalmente al Consiglio Artico come paese osservatore, ottenendo così la possibilità di partecipare ai lavori scientifici che fanno capo al Consiglio, ovvero ai 6 Gruppi di Lavoro che si occupano del programma di monitoraggio e valutazione artica (AMAP), di sviluppo sostenibile (SDWG), del programma d’azione su contaminanti artici (ACAP), della conservazione di flora e fauna artica (CAFF), della prevenzione delle emergenze, preparazione e risposta (EPPR), della protezione ambiente marino artico (PAME). La partecipazione dell’Italia ai lavori del Consiglio Artico si svolge sotto il coordinamento del Ministero degli Affari Esteri.Negli ultimi anni è in costante crescita l’attenzione di numerosi Paesi verso l’Artico. I Paesi asiatici sono interessati alle straordinarie opportunità del Grande Nord e Cina, India, Giappone, Corea del Sud e Singapore sono sin dal 2013 osservatori permanenti del Consiglio Artico, l’organo intergovernativo che gestisce le politiche della regione. L’Artico rappresenta una zona cruciale per il mondo intero e nell’immediato futuro sentiremo sempre più affrontare e dibattere sulle problematiche e le prospettive di tale zona geografica. Una regione di grande interesse per lo sfruttamento delle risorse marine e per le piattaforme sottomarine. I calcoli dicono che nella zona del Circolo Polare Artico sono presenti il 30 per cento delle risorse di gas naturale mondiale e il 15 per cento di petrolio. Un contesto geografico che è divenuto oggetto di interessi geopolitici ed economici. Canada, Danimarca, Islanda, Norvegia, Russia, Stati Uniti e Italia mantengono alta l’attenzione attraverso la sottoscrizione di vari accordi di natura diplomatica ed economica.