domenica, maggio 27

Azerbaigian

L’Azerbaigian ha recentemente acquisito maggiore visibilità in Europa grazie agli accordi stipulati in ambito energetico, che vedranno nei prossimi anni il gas azero arrivare nel nostro paese tramite il corridoio TAP. Ma il petrolio ed il gas non sono gli unici settori strategici dell’Azerbaigian; anche l’agribusiness, l’energia alternativa, le telecomunicazioni, l’edilizia, il tessile, i trasporti e la logistica rappresentano mercati in continuo sviluppo, nei quali la domanda di esperti e di imprese occidentali si fa sempre più crescente. La sua posizione geografica, a metà tra l’Asia e l’Europa, rende l’Azerbaigian un paese strategico dal punto di vista commerciale e il suo sviluppo economico dà vita ad una delle economie più vivaci e promettenti del mondo. Per questo la legislazione favorisce gli investimenti stranieri e il sistema fiscale è molto vantaggioso.La sua base produttiva, caratterizzata da una forte tradizione industriale, gode di una forza lavoro qualificata e allo stesso tempo economica, di un’intensa attività di ricerca e sviluppo e di un mercato domestico molto ricettivo e attento. La Repubblica dell’Azerbaigian rappresenta, dunque, un grande potenziale economico per gli investimenti stranieri e uno sbocco naturale per l’economia europea, grazie alla sua vicinanza e alle radici culturali che in parte ci accomunano.

Superficie: 86.600 kmq

Popolazione: 9,823,504 (Feb. 2016)

Capitale: Baku

Ordinamento dello Stato: Repubblica Presidenziale

Capo dello Stato: Presidente IlhamAliyev

Città Principali: Baku, Ganja, Sumgayt, Nakhchivan, Mingachevir

Lingua Ufficiale: Azerbaigiano

Valuta Nazionale: Manat Azerbaigiano

Dalla scoperta dei primi giacimenti già a metà del 19° secolo, l’Azerbaigian è diventato uno dei centri petroliferi più grandi del mondo. A seguito dell’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991, grazie alla lungimirante visione del Presidente HeydarAliyev, le più grandi Compagnie petrolifere mondiali sono state invitate a partecipare allo sviluppo delle riserve di idrocarburi del paese. Le società internazionali presenti ed operanti in Azerbaigian sono tra le altr: BritishPetroleum, Amoco, Total Fina Elf, Lukoil, Chevron, ecc. I principali oleodotti che collegano i giacimenti azeri con gli altri Paesi per il trasporto del petrolio sono: Azeri-Chiraq-Guneshli, Baku-Tblisi-Ceyhan, Baku-Tiblisi-Erzurum, Baku-Supsa e Baku-Novorossiysk. Anche per quanto riguarda il gas, l’attività di ricerca ed estrazione è in costante crescita, insieme con il ruolo del Paese nel relativo panorama internazionale, legato altresì allo sviluppo di infrastrutture strategiche per il trasporto del gas verso l’Europa, come il gasdotto TAP e l’Oriente. Per i produttori di attrezzature per l’industria petrolifera e del gas sono quindi presenti interessanti opportunità commerciali e di investimento.

L’Azerbaijan sta proseguendo sulla via intrapresa della diversificazione economica. La via della differenziazione del suo sistema industriale e della sua economia mira a portare il paese, come ha affermato lo stesso presidente IhamAliiyev, nell’era “post petrolifera”. In Azerbaigian un ruolo di primo piano spetta anche al settore primario dove è impiegato il 40% della forza lavoro locale (il 47% della popolazione risiede in zone rurali). L’Azerbaigian infatti può vantare una superficie coltivabile pari, secondo dati della Banca Mondiale, al 57,7%, della sua estensione totale ed una significativa varietà di aree climatiche compatibili con diversi tipi di colture. In evidenza è soprattutto il grano, che, con una quota del 64,1% (pari a oltre 1,8 milioni di tonnellate prodotte in un anno) costituisce il principale segmento produttivo dell’agricoltura azera. Di recente altre coltivazioni hanno acquisito un peso maggiore.È il caso delle patate, la cui produzione in volume nel 2013 è aumenta del 2,5%, della frutta (+5,3%), della barbabietola da zucchero (+3,2%), dell’uva (+2,1%). In Azerbaigian il settore Agroalimentare è in forte sviluppo e costituisce una componente chiave dell’economia non-oil e della politica del Paese. Nel 2015 si è registrato un aumento del PIL pari al 5.7%, sino ad un totale di 75.2 miliardi di dollari, di cui 660 milioni provenienti dal settore agricolo. Sulla strada intrapresa della diversificazione, il Porto di Baku rappresenta un’enorme opportunità per le imprese. Il porto è collegato alla principale ferrovia vicina che connette il nord-sud alle linee ferroviarie est-ovest dell’Azerbaijan e anche la Free Trade Zone avrà un accesso ferroviario. Al tempo stesso, sono state adottate misure per convertire l’Azerbaijan CaspianShipping in un’autorevole compagnia di navigazione chiamata a garantire una linea di trasporti competitivi, che rispecchi tutti gli standard internazionali. Il Porto di Baku completerà la prima fase progettuale entro la fine del 2017, aumentando la capacità di carico annuale ad 11,5 milioni di tonnellate e fino a 50mila container, agevolando lo scambio commerciale tra la Cina e l’Europa. Dal marzo 2015, il porto di Baku, divenuto società per azioni, è oggetto di nuove ristrutturazioni. Nel 2016 il volume del trasporto merci attraverso il Porto è aumentato del 47 per cento. La cifra si è fermata a quota 4,5 milioni di tonnellate, mentre la rete dei trasporti è stata pari all’87 per cento circa del volume totale. A livello regionale il nuovo porto si pone a una distanza ottimale dai principali mercati euroasiatici: circa 200 chilometri dal mercato iraniano, 250 chilometri circa da quello russo, 1000 chilometri da quello turco. Il progetto promosso dal governo di Baku mira a far diventare il nuovo porto un hub logistico, importante, al centro del crocevia del Caucaso che interesserà lo scambio commerciale di tutto il globo.


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