lunedì, novembre 19

Arte, cultura e gastronomia: i cinesi studiano la Campania

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Dal 5 al 15 luglio la Regione Campania è al centro dell’attenzione grazie all’arrivo di politici, imprenditori e analisti cinesi. L’Associazione “Arte Italia Cultura”, soprattutto grazie al lavoro del suo presidente Giuseppe Colombo e in collaborazione con il deputato cinese Zhu Yuhua, Presidente dell’Associazione Cina Italia e Presidente del Club Ferrari a Shangai,  stanno svolgendo sul territorio una serie di incontri a Napoli, Paestum e Benevento per la conoscenza della cultura, dell’arte e del buon cibo della regione Campania; uno degli eventi internazionali più prestigiosi dove arte, archeologia, enogastronomia, musica e poesia si alternano tra realtà visiva, uditiva e olfattiva.

La delegazione cinese in Campania, tra gli altri, è composta da Hu Jinxing, dell’Associazione Cina Italia di Shanghai e presidente della “China More Love Foundation”, dalla professoressa He Zhenyu, da Zhu Yuhua, Presidente della Scuderia Ferrari Club Shanghai, da Yan Ling, Presidente della Camera di Commercio della Provincia Shanxi in Italia, dal giornalista e fotografo della Rivista Global Turism, Wang Zhiqiao e tanti altri. Tra le tappe del tour turistico commerciale, i rappresentanti cinesi avranno l’opportunità di incontrare vari imprenditori italiani impegnati nella creazione e produzione di alta moda e gioielli realizzati in oro e corallo. Sono in corso una serie di visite guidate presso il Museo Nazionale di Napoli, la Cappella di San Severo e Napoli Sotterranea con degustazione di dolci tradizionali. Particolarmente importanti saranno gli incontri con i complessi aziendali e gli agriturismi in Campania (tra le tappe la provincia di Benevento), intenti nella diffusione e pubblicizzazione di vini pregiati e prodotti autoctoni da far conoscere in Cina. Dopo il calo del 10% nelle esportazioni per quanto riguarda i prodotti dell’agroalimentare, le imprese dell’Unione Europea in Cina segnano profitti in crescita nell’ultimo anno, ma lamentano barriere di accesso al mercato, in un momento in cui le aziende locali stanno diventando sempre più innovative. Recentemente, febbraio 2017, nella prospettiva del progetto della Nuova via della seta, Mattarella ha sottolineato come il sistema di porti e di logistica italiano offra “alla Cina la possibilità di completare, nel modo più efficiente e conveniente possibile l’ultimo prezioso tratto” della nuova via “fino al cuore dell’Europa”. Definendo “incoraggiante” la presa di posizione della Cina a favore della globalizzazione durante l’ultimo vertice di Davos, Mattarella ha ribadito la contrarietà italiana al protezionismo. Particolarmente interessante per l’analisi dei rapporti economici e culturali tra Italia e Cina è stata la sessione conclusiva della IV edizione del Business Forum Italia-Cina e del I Forum Culturale italo-cinese, a Pechino.

In tale occasione il Presidente Mattarella dichiarò:
“Per la prima volta si trovano riunite insieme espressioni tra le più autorevoli della cultura e dell’imprenditoria dei nostri Paesi con l’obiettivo, fortemente condiviso, di far compiere alle nostre relazioni bilaterali un nuovo, importante, passo in avanti. Queste occasione di dialogo i consente di porre in primo piano l’impegno dei nostri Paesi a sviluppare una collaborazione autenticamente a tutto campo. Una collaborazione non limitata alla pur rilevante sfera economica ma che sappia giovarsi, traendone supporto e motivazione, della piena consapevolezza – comune a Cina e a Italia – di essere eredi di civiltà e tradizioni millenarie”.

L’Italia può presentare esperienze e conoscenze in settori di grande interesse per la Cina, quali la sicurezza alimentare, la salute, le tecnologie ambientali, l’urbanizzazione sostenibile, la logistica e i trasporti e l’aerospazio. Settore pubblico e imprese sono chiamate a operare, in entrambi i Paesi, per utilizzare al massimo le potenzialità esistenti, al fine di favorire relazioni economiche intense, e sempre più equilibrate e mutualmente vantaggiose in questi e in altri settori, come è accaduto sul piano degli investimenti con la rilevante crescita di flussi cinesi indirizzati, negli ultimi anni, verso l’Italia a testimonianza di un accresciuto apprezzamento verso le opportunità di crescita offerte dal sistema Italia e della fiducia riposta nelle riforme promosse. La “nuova” Via della Seta è una “occasione straordinaria” per l’Italia e può provocare “conseguenze economiche importanti”. 

Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, parlando con i giornalisti a Pechino durante il recente “Belt and road forum”. L’Italia – ha detto il premier – può essere protagonista in questa grande operazione a cui la Cina tiene moltissimo per la propria prospettiva strategica, per noi è una grande occasione. “One Belt and One Road” è senza dubbio una delle più interessanti iniziative politiche di Xi Jinping che si riferisce al rilancio della Via della Seta, terrestre e marittima. Questa campagna prevede la realizzazione di corridoi economici dalla Cina all’Europa. In questo piano, ribattezzato da alcuni il “Piano Marshall cinese”, sono previsti ingenti investimenti nei Paesi coinvolti per realizzare le infrastrutture necessarie e per favorire percorsi turistici dedicati. Ha l’obiettivo di accrescere l’integrazione economica regionale fra le Province cinesi e i Paesi confinanti, inoltre è un’opportunità per l’Europa di stabilire un rapporto privilegiato con la Cina. Le relazioni politiche possono aiutare a far sì che questa prospettiva venga colta soprattutto nel Mediterraneo e con vantaggi anche per la Campania e per i prodotti autoctoni della nostra regione. Nel 2015, la visione della Via della Seta diventa raffinata riprendendo i classici canoni del potere marittimo che legano insieme forza militare e potere economico. La Cina, consapevole che sta acquisendo il mare nella persecuzione dei suoi interessi nazionali sente di essere più vulnerabile alle crisi ed all’instabilità internazionali in particolare quelle che riguardano le aree di accesso alle fonti energetiche e le rotte del commercio marittimo. L’interesse strategico cinese per il prossimo decennio si incentrerà sul mantenimento della stabilità economica e sul rafforzamento del proprio strumento militare (ancora troppo lontano dai livelli di forza congiunti di USA, Giappone, Corea) in attesa di un riequilibrio strategico generale che molti osservatori ritengono ormai inevitabile. L’Italia, che è povera di risorse naturali, ma è un ampio mercato di sbocco ed è ricca di competenze specialistiche, è divenuta solo di recente un target della strategia di internazionalizzazione cinese. Il nostro Paese è interessante anche per la sua posizione geografica che facilita la diffusione dei prodotti cinesi in Europa, nei Balcani e nei territori della Comunità degli Stati Indipendenti (Csi).  
Inoltre, le medie imprese cinesi possono far leva sulle risorse immateriali ad alto valore delle piccole e medie aziende e dei territori italiani (immagine, marchi, ricerca, innovazione) per crescere rapidamente e affermarsi sui mercati occidentali. La Cina riconosce la forza e il valore del “Made in Italy”, un valore che va ben oltre la mera indicazione geografica e che racchiude al suo interno una tradizione unica di marchi, brevetti, know-how, sapienza artigianale e imprenditoriale esclusivamente italiana. Ed è in questa forza, questa dinamica di conoscenza, che i rapporti Italia e Cina possono davvero esplodere in un coinvolgimento totale. Oltre gli aspetti commerciali dobbiamo ricordare le potenzialità turistiche. Nel 2015, il numero totale dei turisti cinesi della Cina continentale in uscita verso l’Europa è stato di 3,5 milioni con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Secondo il China Tourism Academy nel 2015 1,4 milioni di viaggiatori cinesi si sono recati in Italia. Interpellato per le nostre pagine, il Presidente Giuseppe Colombo ha dichiarato: “Dalla visita della delegazione cinese e dalla compartecipazione istituzionale di molti sindaci delle diverse città limitrofe a Paestum si è giunti ad una serie di investimenti sul territorio e all’utilizzo del Palazzo delle Eccellenze Italiane per le imprese campane, struttura costruita appositamente a Shanghai per le aziende italiane. Qui, le aziende campane troveranno posto con prodotti e video che mostrano la lavorazione degli stessi. Anche per quanto riguarda l’export si sono chiusi contratti con grandi aziende nei settori della enogastronomia, alta moda italiana, artigianato e investimenti per le bellezze territoriali e per la promozione del turismo. Con il sindaco di Paestum e in accordo con l’Associazione Cina- Italia e l’Associazione Arte Italia Cultura si è programmato di far conoscere a Shangai le opere del Museo di Paestum”. La conoscenza dell’arte, delle tradizioni, della cultura e della società italiana sono elemento essenziale per la conoscenza al mondo cinese di come nasce, si articola e cresce l’affermazione internazionale del “Made in Italy” e non possiamo che augurarci un aumento di tale crescita e approfondimento, iniziative come quella strutturata dall’Associazione Arte Italia Cultura e dall’Associazione Cina Italia, che salutiamo con estremo entusiasmo e interesse.

Articolo dell’analista dell’IREPI Domenico Letizia, pubblicato per il quotidiano “Cronache di Caserta” e “Cronache di Napoli”. 

Il progetto è promosso da Arte Italia Cultura, presieduta da Giuseppe Colombo. Un’associazione che punta alla valorizzazione del Made in Italy sotto tutte le sue forme: dai beni culturali alla ricerca scientifica, passando per moda e agroalimentare. “L’Italia e in particolare la Campania – ha spiegato Colombo – possiedono già tutti gli elementi per conquistare la Cina. A noi il compito di fare la giusta promozione territoriale”. “Non solo Cina – ha spiegato però l’analista di Arte Italia Cultura, Domenico Letizia -. Per il futuro, infatti, si aprono nuovi scenari per scambi culturali e economici con moltissimi altri Paesi che guardano all’Italia con interesse”. “È questa, sicuramente, una bella opportunità di rilancio sul mercato internazionale per le aziende sannite – ha commentato il sindaco Mastella -. Ringrazio l’associazione presieduta da Giuseppe Colombo per aver scelto Benevento tra le tappe del tour e spero che questa possa essere un’occasione concreta per esportare i prodotti tipici locali e le eccellenze del nostro territorio in un Paese come la Cina che, come è noto, è in una fase di forte espansione economica”.

Servizio Televisivo di Ntr24Turismo e commercio, il Sannio scopre la ‘via della seta’: in città delegazione cinese 

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