venerdì, luglio 20

La sua strategica posizione come ponte tra due oceani e incontro di due continenti ha reso Panama non solo un hub marittimo e del trasporto aereo, ma anche del commercio internazionale, bancario e centro servizi. Con una crescita dell’economia del 6% nel 2017, Panama sta progressivamente consolidando la sua importanza a livello globale e regionale anche grazie ai processi di liberalizzazione  e privatizzazione e sta aderendo attivamente agli accordi di libero scambio, fra cui la FTA con l’Unione Europea. Con un’economia basata sul dollaro, Panama offre i vantaggi di un sistema economico con una relativamente bassa inflazione – rispetto ai paesi vicini – nessun rischio di cambio, un governo stabile e democratico che incoraggia attivamente gli investimenti stranieri in tutti i settori, in particolare i servizi, il turismo e il settore immobiliare. Sin dal 2010 le tre principali agenzie di rating – Standard & Poor, Moody e Fitch – hanno elevato i loro rating su Panama innanalzandolo a investment grade, a riconoscimento delle importanti riforme fiscali  e del record di crescita del PIL, con un deficit sotto controllo.

 

L’Italia e’ il primo partner commerciale europeo di Panama, con un interscambio di 304 milioni di euro nel 2016 (in diminuzione rispetto ai 378 milioni di euro del 2015), con esportazioni pari a circa 385 milioni di euro e importazioni pari a circa 18,5 milioni di euro nel 2016. Sono numerose le aree di potenziale interesse per le imprese italiane, dal settore della logistica, marittima alle costruzioni e infrastrutture oltre al settore finanziario, ma anche agro-alimentare, del design e del lusso.

Il settore logistico assume importanza primaria per chi è interessato ad investire in Panama. Il paese infatti possiede i centri logistici più importanti di tutta l’America Latina, grazie al suo Canale interoceanico ed alla presenza degli importanti porti di Colon sul lato Atlantico e di Balboa sul Pacifico.

Il porto di Colon (Manzanillo International Terminal, Evergreen e Cristobal sul lato Atlantico) resta quello con la maggiore movimentazione del Continente, superando i 3 milioni di TEUS (container da 20 piedi), seguito da quello di Balboa (lato Pacifico) anch’esso con oltre 3 milioni di TEUS.

In vista dell’entrata in funzione del nuovo Canale allargato (fine del 2015) sta aumentando l’ampliamento ed il rafforzamento dei porti panamensi cosi’ come l’ampio indotto (zone franche, aree logistiche, ecc.). Di non secondaria importanza la crescente presenza di operatori italiani nel settore portuale-logistico panamense, tra cui spicca la presenza della JAS Forwarding Worldwide e quella della ditta Scafi di Napoli. Quest’ultima, forte di una flotta di 4 rimorchiatori (due da 5.000 cv e due da 4.000 cv) del valore approssimativo di 20 milioni di Euro, ha acquistato parte del pacchetto azionario della Panama Tug Inc., riuscendo anche ad aggiudicarsi un’importante gara per la gestione del settore “rimorchio” nel porto Atlantico di Cristobal. E’ di recente emanazione la legge n. 41 che impone alle società di servizi marittimi (per l’approvvigionamento di viveri e trasporto persone e combustibili alle navi in rada) di appartenere per almeno il 75% a cittadini panamensi. Tale misura per ora non lede agli interessi delle imprese italiane attualmente presenti a Panama.  Panama è il terzo paese a livello latinoamericano dopo Brasile e Messico per importanza del settore finanziario, con oltre 90 banche nel proprio centro finanziario di cui 40 internazionali. Da notare la presenza in Panama del gruppo Generali sia a livello assicurativo sia bancario con la BSI.

Degno di menzione è che recentemente l’HSBC di origine anglo-cinese ha deciso di cessare le proprie operazioni nel paese cedendole al colombiano Ban Colombia. Con tale operazione, la Colombia diventa il secondo investitore più importante a Panama dopo gli Stati Uniti.

A parte la presenza della BSI del Gruppo Generali, non vi sono altri Istituti finanziari italiani nel Paese.