lunedì, novembre 19

Marocco

Ispirato dal giovane Re Maometto VI, prosegue con determinazione lo sforzo riformatore del Marocco. L’area di libero scambio Euro-Mediterranea è stata anticipata con Tunisia, Giordania ed Egitto e, più recentemente, con uno specifico accordo con la Turchia. Ma la maggiore opportunità il Marocco intende giocarla verso il Nord America: la realizzazione dell’area di libero scambio con gli USA propone di fare del Marocco il luogo privilegiato per produzioni di qualità, a contenuti costi dei fattori della produzione, per le esportazioni verso il sofisticato mercato americano. Accompagna tale strategia la promulgazione di leggi innovative, a carattere tanto politico economico quanto socio-religioso che, sulla strada della liberalizzazione e della democratizzazione, tentano di indirizzare il Marocco verso modelli di sviluppo europei. La nuova “Mudawana” (diritto di famiglia), il rinnovato diritto del lavoro, l’aggiornamento dell’organizzazione dei partiti politici, cui il Governo intende rinnovare le proprie attenzioni, vanno intesi come passi irreversibili di tale percorso riformatore.Dal punto di vista economico-finanziario il quadro è moderatamente positivo: l’inflazione è sotto controllo, la moneta stabile ed il debito pubblico non eccessivo. Ma il sistema fiscale rimane squilibrato (dazi ed IVA rappresentano quasi due terzi delle entrate), mentre la spesa pubblica è in aumento, anche secondo le recenti stime del FMI e della Banca Mondiale. Settore importantissimo per il Regno è quello dell’agricoltura. Al fine di promuovere la competitività del settore agricolo il Governo ha adottato, nel 2009, la strategia denominata Piano Verde Marocco. Cinque sono stati gli accordi firmati tra il governo e il settore professionale all’inizio del 2009 per promuovere la competitività dell’agricoltura marocchina. Gli accordi sono relativi al settore cerealicolo, alla realizzazione di progetti di finanziamento per i piccoli coltivatori, al miglioramento dell’avicoltura e all’incremento della produzione di agrumi. Tra i settori più importanti per gli investimenti resta centrale l’agricoltura: esso beneficia da alcuni anni di una politica di investimenti volta a modernizzare il comparto agricolo (dotandolo di macchinari, attrezzature, impianti di irrigazione goccia a goccia, impianti fotovoltaici laddove non vi è un servizio di erogazione di energia elettrica) e formare cooperative agricole (oltre alle grandi tenute agricole già esistenti) che siano in grado di offrire una gamma di prodotti esportabili, diversificati e rispondenti alla domanda estera. Il piano energetico nazionale prevede inoltre ulteriori sviluppi nell’ambito dell’energia fotovoltaica, termo solare ed eolica, e si concentra soprattutto sul miglioramento dei vantaggi fiscali per rendere più accessibili gli investimenti nelle energie rinnovabili, il cui consumo è cresciuto e si stima continuerà a crescere. Inoltre, sono stati avviati i lavori per la realizzazione della centrale NoorOuarzazate IV, ultima tappa del più grande complesso energetico solare al mondo la cui capacità totale raggiungerà 582 Mw. Sarà pronta nel primo trimestre 2018 e sarà rafforzata da un partenariato che associa MASEN, attore centrale delle energie rinnovabili in Marocco, ed un consorzio di operatori privati condotto dal gruppo ACWA POWER e scelto dopo una gara di appalto internazionale. Il nuovo progetto, che sarà sviluppato su una superficie di 137 ettari utilizzando la tecnologia fotovoltaica (PV), risponde alla strategia nazionale di ottimizzare lo sfruttamento delle risorse naturali del Marocco, preservare il suo ambiente, perpetuare lo suo sviluppo economico e sociale e garantire il futuro delle generazioni che verranno. I progetti energetici di Ouarzazate, Laayoune, Boujdour, Midelt e Tata, determinati per soddisfare le necessità dell’Office Nazionale dell’Elettricità e dell’Acqua potabile (ONEE), dovrebbero generare investimenti dioltre 9 miliardi di dollari da oggi al 2020 e permettere una riduzione annuale delle emissioni di gas a effetto serra equivalente a 3,7 milioni di tonnellate di CO2. Secondo i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale, il Marocco riporta nel 2015 un prodotto interno lordo pari a 100.967 milioni di dollari, con un tasso di crescita dello stesso del 4,5%. Nel 2016, a causa dello sfavorevole andamento dell’annata agricola, si è registrando un tasso di crescita notevolmente ridotto (2,2%), che si prevede sarà comunque in lenta e costante ripresa nel corso del 2017 e negli anni a seguire (3,2% nel 2017, 3,7% nel 2020). Da circa un decennio, il Marocco ha lanciato dei programmi volti ad elevare le proprie infrastrutture a livello internazionale. Nel 2007 è stato inaugurato il porto di Tangeri Med, con una capacità di 3 milioni di containers. Anche la rete stradale e autostradale è soggetta ad un piano di ammodernamento ed estensione cosi come la rete ferroviaria ed aeroportuale. Nei prossimi 25 anni si prevede una forte espansione del turismo internazionale che sarà sempre più influenzato dalle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione. Per promuovere il “prodotto Italia” rispetto ai principali concorrenti europei si rende necessario innanzitutto consolidare il flusso turistico legato alla comunità marocchina in Italia, coinvolgendo le regioni più direttamente interessate affinché promuovano la propria offerta culturale, artistica, naturalistica e gastronomica. In tale quadro la Regione italiana che più di tutte dovrebbe attivarsi è la Campania che presenta la maggior presenza di marocchini sul territorio.Dal punto di vista industriale e della logistica sono aumentate anche le piattaforme integrate e le zone franche generando notevole interesse per le categorie imprenditoriali interessate ad investire o all’internazionalizzazione dei mercati. Estremamente interessante anche il settore delle costruzioni e dell’edilizia e quello dell’elettronica, della produzione di componenti per l’informatica, l’ottica e gli apparecchi elettromeccanici che costituiscono assieme all’aeronautica uno dei settori di punta di questo paese.

Forma di Governo: Monarchia costituzionale

Superficie: 442 311 kmq

Popolazione: 33 348 955 ab. (cens. 2014)

Densità: 75,40 ab. /kmq

Coordinate: lat. 36° - 27° N; long. 13° - 1° W

Capitale: Rabat 577 827 ab. (2014); Rabat 2 120 192 ab. (2014), l'agglomerato urbano

Unità monetaria: dirham (100 santimat)

Indice di sviluppo umano: 0,628 (126° posto)

Membro di EBRD, Lega Araba, OCI, ONU, osservatore OAS, WTO


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